Sisma. L’emergenza è questo governo

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Il decreto schifezza, quell’obbrobrio legislativo approvato dal parlamento per il nostro terremoto continua a fare guai. Nel silenzio colpevole degli altri sindaci locali, ci troviamo con un’isola divisa in due, con una caterva di inutili raccomandati sui comuni, con soldi “rubati” all’emergenza tra azienducole e lavori fatti male e in ritardo, un paio di anziani a gestire la ricostruzione (e siamo fortunati, ci poteva capire un Toninelli di questi ed era la fine!) e la miccia corta del 24 febbraio che brucia.
Una miccia che rischia di far esplodere la bomba tra le mani ad un governo incapace di comprendere la dimensione del problema Ischia.
Dopo la sbornia da articolo 25, dopo lo schifo italico, con la complicità di Legambiente e di molti residenti, sulla polemica dei condoni ci ritroviamo con il serio rischio di piangere lacrime amare. Molto amare.
Da giorni, instancabile, Ida Trofa e molti amici del Cratere (senza le oche giulive dei giorni dopo il sisma) stanno raccogliendo firme per sollecitare il governo affinchè proroghi l’emergenza ischitana come le altre italiche. Una necessità assoluta. Il decreto schifezza, infatti, ha varato una norma scema che rende la gestione tra ricostruzione ed emergenza ancora più difficile di quanto non lo sia già. Non sono chiari i ruoli, non sono chiare le responsabilità, non è chiara la visione del governo. Oggi, come i postumi di una sbornia, abbiamo a che fare con personaggi che ci stanno condannando a vivere giorni di paura. Perché? Perché, a breve, vedremo se il governo fa i fatti o meno. Fino ad ora ha fatto solo scemenze, propaganda e ignoranza. Fino ad oggi, anche grazie alla sufficiente azione del funzionario regionale della Protezione Civile, il buon Grimaldi, abbiamo usato tutti i fondi stanziati dal governo Gentiloni e, nonostante i comuni, sembra che la parte “viva” dell’emergenza, sia stata onorata e parliamo di CAS e Alloggiati. Ma ora sono finiti i soldi. Quando arriverà la nuova provvista finanziaria? A chi verrà intestata? Ma, soprattutto, arriverà? Lo stato emergenza sarà prorogato per soli sei mesi, come prevede la legge, o, in qualche modo, la finirete di trattarci diversamente da altri terremoti? Sono queste le domande che vorrei leggere da parte dei nostri sindaci indirizzati a quelli del governo? Ma niente. Leggiamo di atti dovuti, di passerelle temporali, di un diffuso fattiproprismo inutile ma nulla di serio. Nulla che impegni ad una riposta decisa e precisa il governo del cambiamento. Il 24 Febbraio arriva presto, l’emergenza finisce presto e, come già detto, i soldi sono finiti. Cosa accadrà alle diverse migliaia di “sfollati” del Cratere che attendono un segno, una risposta e una mossa che gli dia, almeno, un’altra piccola speranza. Si, è vero, i sindaci e De Luca hanno scritto quello che gli compete. Ma chissenefrega di due sindaci di Forza Italia e di un governatore del PD. Qui non ci sono video scemi da girare, non si prendono like e non si spostano i decimali nei sondaggi. Quando finiremo sul tavolo del governo? Quando ci diranno quanti soldi ci daranno per andare avanti. I sei milioni quantizzati dal funzionario che piace a De Luca, buoni per soli sei mesi, quando verranno stanziati. Quando li vedremo scritti su un atto del governo? Risparmiatevi post, video e scemenze varie. Del grillismo abbiamo la pancia piena e, come ogni volta che il “vuoto” riempe qualcosa è doloroso. Vogliamo i fatti. Vogliamo i soldi. Vogliamo la proroga!
Gaetano Di Meglio

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