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Sisma & Danari. Quanto vorremmo accusarli. 3a puntata

Quanto ci piacerebbe poter accusare Legnini di andare a rilento. Quanto mi piacerebbe dirgli in faccia che ci sono progetti che attendono di essere valutati e cittadini in attesa di ricostruire. Dopo cinque anni, stiamo ancora agli appelli. Stiamo ancora a sentire le velate accuse istituzionali contro chi dice “non presentate le pratiche”.

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Gaetano Di Meglio | Siamo arrivati alla fine di questo viaggio nella potenziale ricostruzione del sisma di Ischia. Una ricostruzione privata che, in troppo modi, è stata bloccata e resa più complicata di quella che già lo è di per se, dalle mani sporche e dalle coscienze di monnezza di molti locali. Una classe politica infetta e pregna di corruzione fino al midollo, una classe di dirigenti comunali che deve ringraziare San Procura della Repubblica di non averli mai presi sotto osservazione e di una larga parte della cittadinanza che sguazza nel torbido, preferisce l’imbroglio al diritto e fa pagare i suoi capricci e i suoi schifi all’intera popolazione.
Se Grimaldi e Schilardi prima e Legnini ora potessero raccontare le richieste ricevute del territorio, beh, saremmo oggetto di studi di criminologia e di antropologia del reato costante e continuo a livello mondiale.

Gli ultimi cinque tecnici che hanno nelle loro mani la ricostruzione di Ischia li vedremo tra poco. Tecnici che hanno brigato insieme con i politici e con i dirigenti al fine di perseguire e favorire interessi privati, interessi diretti ed evidenti conflitti di interessi. Stritolati dalle lobby locali e dagli uffici chiudi di poche persone ballano oltre 220 milioni di euro che, tra il 13 e il 15% si vedranno riconoscere in maniera diretta dalla Ricostruzione oltre 20 milioni di euro (sempre in quota potenziale).
E noi ci dovremmo ancora chiedere perché non parte la ricostruzione pesante di Casamicciola? Beh, il motivo è più chiaro. Così come è chiara anche la necessità di chiedere, da parte del territorio di nominare un commissario alla ricostruzione che sia legato al territorio.

Casamicciola e Lacco Ameno sperano di avere uno che dica al cittadino cambia tecnico, affidati al mio studio o quello dell’assessore e avrai il contributo e la pratica. L’opportunità di fare cassa è troppo ghiotta perché questa cassa stia nelle mani lontani di altre persone: dobbiamo imbrogliare noi. Questo è lo slogan futuro e il motto che ha caratterizzato il passato.
Se non fosse così, non vivremmo in un posto dove vivono veri e proprio mostri con il nome, il cognome e il codice fiscale. Gente che riesce a fittare abitazioni costruite da poco tra due palazzi a rischio crollo con Scheda Aedes E nella ex zona rossa. E chi lo ha permesso? La politica locale e gli uffici locali: complici di questo schifo nel quale galleggia Casamicciola (in particolare) e Lacco Ameno. C’è poco da dire e da aggiungere.
Con i primi 5 tecnici affrontiamo il futuro di 246 progetti e che hanno in mano, potenzialmente, 133.899.909,74 milioni di euro.
Al percorso farraginoso e complesso della pratica stessa, come d’altronde ogni cosa in questa Italia che odia la semplificazione e che non ha voglia di invertire la rotta, potenziare i controlli “dopo” e si sollazza nel rendere solo più complicato il “durante”, i cittadini di Casamicciola e Lacco Ameno devono anche pagare dazio e sopportare le angherie locali, le metastasi degli uffici e i blocchi ingiusti. Non si spiega come, altrimenti, solo alcune pratiche sia mancanti della giusta istruttoria comunale. Qualche dipendente comunale deve fare il bello e il cattivo e tempo, deve mettere e togliere dai faldoni e, infine, deve creare dossier vuoti per bloccare il cittadino che, magari, non si è rivolto al tecnico che (forse, chi lo sa) gli riconoscere percentuali o altro.

Ma questa è la storia dell’edilizia privata sulla nostra isola d’Ischia. E, se la si può tollerare (non so fino a che punto, in verità) dove non c’è il dramma del terremoto, beh, dove in ballo c’è anche la vita delle persone, allora la tolleranza diventa zero.
246 progetti in 5. 135 milioni di euro divisi tra cinque tecnici di cui alcuni legati dallo stesso destino. Solo 4 progetti presentati.
5 Alla posizione numero 5, c’è il tecnico con 36 progetti in carico. Gestirà un potenziale importo di 19.197.786,42 milioni di euro. Per lui una percentuale che oscilla tra il 13 e il 15% e, anche se è una solo previsione, al 13% parliamo di 2.495.712,18 euro.
4 Con un solo progetto in più e quindi alla posizione numero 4 e 37 progetti che un tecnico che gestirà un importo leggermente inferiore. 17.019.496,06 milioni di euro che porteranno all’iban del tecnico direttamente dalla Struttura Commissariale, sempre un stima e sempre, ipoteticamente, al 13% la sommetta di 2.212.534.48.
Entriamo nel podio dei super 15.
3 Alla posizione numero 3, infatti, i progetti del tecnico sono 46 (di cui uno presentato) e l’importo presuntivo è pari a 20.713.389,27 di euro. Per lui una parcella potenziale di 2.692.740,57 euro sempre considerando di applicare la percentuale del 13%.
2 Alla posizione numero 2, con 56 progetti, di cui 2 presentati, c’è il tecnico che gestirà un importo potenziale di 37.757.413,99 di euro. Per lui, sempre al 13%, si parla di una parcella potenziale di 4.908.463.69 di euro.
1 Primo, senza pari, con un importo potenziale di 39.211.824,40 per 71 progetti caricati e 1 presentato, si prepara a ricevere una parcella di 5.097.537.17 euro sempre facendo una valutazione con il 13%.

Al netto di ogni altra valutazione e alla legittimazione dei tecnici di presentare quante pratiche vogliono e dei terremotati di affidarsi a quello che garantisce maggior fiducia e maggior efficienza, c’è un problema orizzontale. Possiamo stare nelle mani di 15 persone? Possiamo pensare di ricostruire e sostenere un iter così complesso e complicato solo con queste forze?
Chi si è approcciato alla parte tecnica conferma che la procedura non è semplice, che gli step da superare sono diversi e che, spesso, i cambiamenti dei “verificatori” diventano motivo di blocco e di interpretazioni personali che rallentano l’approvazione dei progetti però, quanto mi piacerebbe poter accusare Legnini di andare a rilento. Quanto mi piacerebbe dirgli in faccia che ci sono progetti che attendono di essere valutati e cittadini in attesa di ricostruire. Dopo cinque anni, stiamo ancora agli appelli. Stiamo ancora a sentire le velate accuse istituzionali contro chi dice “non presentate le pratiche”.
Ad oggi stiamo con una decina di progetti approvati e nessuno in attesa se non quelli rinviati per integrazioni e per gli errori dovuti ai consigli sbagliati dei dipendenti comunali. Però siamo quelli che lasciamo 399 potenziali progetti e un importo potenziale di 222 milioni di euro nelle mani di 15 tecnici.
Tutto il resto è noia!
3 – fine

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1 commento

  1. Ma i tecnici esclusi (ingegneri, architetti, geometri) cosa ne pensano?
    Aspettano che cada qualche briciola dalle tavole imbandite di questi magnoni?

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