SINDACO ASSENTE. Ripiano del disavanzo da 17 milioni e mezzo? Enzo non c’è

IL SINDACO NON VOTA. In un momento così importante per il paese e in un consiglio comunale che impegna per i prossimi 15 anni il bilancio comunale per oltre un milione di euro, il sindaco che fa? E’ assente e non vota! E i consiglieri comunali che fanno? Votano e alzano la mano ad una decisione che, nei fatti, li espone ad un potenziale danno erariale da 17 milioni e mezzo di euro! Il furbo Enzo, infatti, prima chiede la convocazione e poi non si presenta così, quando domani la Corte dei Conti indagherà, il suo nome non ci sarà. Furbo il sindaco eh?.... Ah approvato il bilancio, in quella occasione non ha previsto come ripianarlo, ha sfruttato i 45 giorni della legge e, quando il consiglio si è trovato a votare, ecco che scompare… Alla faccia del bene del paese!...

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Gaetano Di Meglio | Il Consiglio comunale di lunedì sera tra gli altri argomenti (tributi e tasse) vedeva all’ordine del giorno la proposta del sindaco per il ripianare il disavanzo 2019.

Un “buco” da oltre 17 milioni di euro, per l’esattezza 17.546.843,89. La proposta di delibera ha presentato le seguenti modalità di recupero: per 146.764,67 euro con imputazione al bilancio di previsione 2020/22 anno 2020; per 17.400.079,22 euro, «pari alla differenza tra l’importo del fondo crediti di dubbia esigibilità accantonato in sede di approvazione del rendiconto 2018 (euro 13.427.067,50), determinato con il metodo semplificato, sommato allo stanziamento assestato iscritto nel bilancio 2019 per il fondo crediti di dubbia esigibilità (euro 1.510.000,00) e l’importo del fondo crediti di dubbia esigibilità accantonato in sede di rendiconto 2019», in quindici annualità, a decorrere dall’esercizio finanziario 2021, in quote annuali costanti pari a 1.160.005,28 euro.
Nella proposta si legge inoltre di «dare atto che il recupero è attuato utilizzando nei rispettivi esercizi di competenza, in ordine di precedenza, le economie di spesa (in particolare personale, rate indebitamento), le entrate, in particolare dal recupero dell’evasione dei tributi comunali e dall’accelerazione della riscossione, eventuali proventi dalla alienazione di beni patrimoniali disponibili, tenuto conto che l’ente negli ultimi anni ha, comunque, sempre registrato un risultato di competenza non negativo».

Fin qui i numeri e le belle parole. Ma appunto si tratta solo di parole, o meglio di aria fritta. Enzo Ferrandino propone una delibera di ripiano del disavanzo basata su una dichiarazione di intenti per gli anni 2021 e 2022. Ma non si dice nulla di concreto su come reperire realmente le risorse per far fronte alla voragine. Intanto, si dovrebbe già variare il bilancio 2020, ma innanzitutto stabilire come finanziare la rata di oltre un milione di euro che servirà ogni anno a ripianare il disavanzo. Non sono mica bruscolini, ma un macigno che graverà sui cittadini ischitani per i prossimi quindici anni.

Tanto per intenderci, da come si legge nella proposta di delibera l’anno prossimo con l’approvazione del bilancio dovrebbero tagliare la spesa del personale oppure iscrivere in bilancio somme derivanti dalla lotta all’evasione. Due ipotesi che la dicono lunga su come amministra Enzo Ferrandino. infatti è notorio che il Comune d’Ischia non riesce a riscuotere nemmeno i residui degli anni precedenti derivanti dalla lotta all’evasione e difficilmente le cose cambieranno. Anche l’accelerazione della riscossione di questi tempi sembra piuttosto improponibile.

Allora Enzo si affiderà alle economie di spesa sul personale? Questa è bella! Cosa farà? Licenzierà i dipendenti? Considerati i pensionamenti che si susseguiranno fra Quota 100 e altro, l’Ente già si troverà a corto di personale, dunque dovrebbe procedere a delle assunzioni. Invece da quello che si legge nella proposta, sembra proprio il contrario e magari qualche dipendente inizierà a tremare…
La domanda resta sempre la stessa: dove troveranno i soldi?
Questo è il metodo Enzo con cui si trova a fare i conti Ischia. Una gestione scellerata che ha prodotto una voragine enorme e parole senza contenuto per gettare fumo negli occhi invece di proporre soluzioni concrete.

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