Si sono dimenticati della Riva Destra. Il sindaco vede i danni solo al ponte. Sul porto, invece…

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Gaetano Di Meglio | Mi ero ripromesso di criticare, meno, Enzo Ferrandino. Volevo, per una volta, verificare se qualche suggerimento avesse un fondamento di verità. Ci ho provato con l’intenzione, seria, di limitarmi nel raccontare l’amara verità nella quale è sprofondato il mio paese. Senza scendere a compromessi con la necessità di raccontare le cose che non vanno e restare fedele al motto: “è diffondere ciò che qualcuno non vuole si sappia” di Horacio Verbitsky sul giornalismo ho provato, invano, a non evidenziare troppo il disastro che va in scena sotto gli occhi di tutti. Ma davanti a tutto questo non si può tacere.

Nei giorni scorsi il comune di Ischia è stato vittima del meteo. Eventi meteorologici che hanno danneggiato parecchie zone del nostro comune. Il ponte Aragonese, il pontile, alcune zone del Piazzale dell’Alghe, gli stabilimenti balneari, la spiaggia dei pescatori hanno subito danni. Via De Rivaz, dopo centinaia di migliaia di euro sprecati in lavori pubblici, è tornato ad essere un “lago” invivibile come Via Roma e le traverse che non riescono ad uscire da un’emergenza pioggia persistente.

Ma il vero problema che non si risolve con una pala meccanica e con un affidamento alla ditta non solo edile degli amici degli amici come potrebbe avvenire altrove, è quello della Riva Destra. La nostra Venezia dei danni.
Sembra una storia già scritta, ma non lo è.

Ho letto le motivazioni che hanno spinto Enzo Ferrandino alla richiesta della “dichiarazione dello stato di calamità naturale” mentre guardavo i TG che raccontavano il dramma dell’acqua alta di Venezia.
Per Enzo Ferrandino “il territorio comunale è staro interessato dal pomeriggio del 12/ 11/ 2019 sino alle prime ore del 13/ 11/ 2019 da un eccezionale fenomeno atmosferico, con abnormi precipitazioni piovose, venti fortissimi con consequenziale mareggiate, che hanno causato ingenti danni alle strade, agli edifici pubblici e privati ed in particolare a tutte le coste e l’abitato costiero del Comune di Ischia; che l’intensità di tali fenomeni atmosferici hanno causato numerosi cedimenti alle sedi stradali, alla scomparsa di tutti gli arenili del Comune di Ischia e gravi danneggiamenti agli stabilimenti balneari; che in molte parti del territorio comunale si sono verificate cadute di piante di alto fusto, cedimenti banchine e marciapiedi, sollevamento basoli e sampietrini, caduta di lampioni, cedimento di una porzione del pontile di collegamento del Borgo di Ischia Ponte con il Castello Aragonese”
Come emerge? Cosa leggete in queste poche righe? La piccola visione, soprattutto politica di Enzo Ferrandino.

Da giorni, infatti, la Riva Destra del Porto di Ischia torna ad essere off limits. Il problema, mai risolto del fenomeno dell’acqua alta non viene affrontato e, soprattutto, viene dimenticato da chi, ha l’occasione, invece, di aprire un serio dibattito sulla sua soluzione.
Acqua alta e riva destra invivibile a causa degli allagamenti che sono una “calamità naturale” non collegata alle piogge del momento, ma rappresentano una “calamità naturale” costante. Residente, ci viene da dire. Ma il sindaco non lo reputa abbastanza serio. Il sindaco non pensa di dover portare all’attenzione delle istituzioni alle quali si è rivolto anche di quello che accadeva al porto di Ischia. Dimenticanza? Strafottenza? Sottovalutazione? Nero su bianco è scritto che il problema della Riva Destra non è un problema per il sindaco di Ischia. I progetti, le richieste di finanziamento e tutte le chiacchiere che accompagnano questo problema non hanno nessun valore reale.
L’acqua alta crea problemi. L’acqua alta fa male al turismo, fa male alle imprese e fa male al comune di Ischia ma Enzo lo reputa un punto sul quale chiedere aiuto.
Prima che sul comune di Ischia si abbattesse la violenta tempesta dell’altra sera, già c’era chi gridava. Lo abbiamo scritto a chiare lettere: “sono chiuso in casa!”. Ma il grido dei cittadini, quelli che non rientrano tra gli elettori schierati del sindaco Ferrandino, non vengono ascoltati.

Ieri mattina, un’altra prova di quanto si grave questo stato di cose.
Iniziano a chiudere le imprese del territorio. E non per scelta è per motivi imprenditoriali ma per motivi ben chiari.
«FERIE “FORZATE” Date le condizioni degli ultimi giorni – scrivono i gestori del Porto 51, uno dei pub della zona e dell’isola -, dove è evidente un netto peggioramento degli episodi di allagamento per l’Alta Marea rispetto agli altri anni, comunichiamo che il Porto 51 resterà chiuso fino a quando non migliorerà la situazione !! Sono anni ormai che arrivati in questi periodi dell’anno questa strada è impossibilitata a svolgere il proprio lavoro, e sinceramente ci siamo anche stancati di dire che nel 2020 questa situazione è ai limiti dell’assurdo».

C’è bisogno di aggiungere altro? Il sindaco si lava le mani e pensa di risolvere il problema regalando un metro di suolo pubblico ma non risolve il problema e le aziende chiudono. E, forse, per qualcuno è anche un bene, sul Corso non si corre il rischio di allagamenti e gli apertivi si fanno con allegria.
Il mondo guarda all’acqua alta. Si interroga su come sperperare altri miliardi e noi, invece, facciamo finta che l’acqua alta sia solo un elemento in alcune foto e in alcuni video. Per chi dovrebbe intervenire, evidentemente, non è una cosa che sta mettendo in ginocchio una grossa fetta del già morente sistema economico del comune di Ischia. E io non vorrei dire che è colpa del Sindaco di Ischia, non lo vorrei dire, ma la storia e gli atti dicono proprio questo.

E non vorrei fare neanche la guerra tra i poveri del porto contro il onte, ma leggere la “dichiarazione dello stato di calamità naturale” che ha firmato il Sindaco di Ischia e ritrovarci davanti all’ennesima, parziale e monca, rappresentazione dei veri problemi del paese è un’altra prova di quanto questa amministrazione non sia adatta alle esigenze del nostro territorio.
Del progetto presentato e delle sue “problematiche tecniche” avremo tempo e modo di parlarne nei prossimi giorni.

4 Commenti

  1. Ma questi gestori cosa vogliono?., magari alzare un muretto lunga tutta la banchina?.. quanto fanno ridere. Ma prima di farci problema non avete pensato che l’acqua c’è stata da sempre? E la natura rega, lasciate il porto come sta e senza nessun cambiamento. Adeguatevi voi o convivete con questo

  2. Da quanto non si draga il fondale? E il volume d’acqua che spostano i traghetti? E il sistema reso malato dalla COLPEVOLE “scomparsa” della FOCE?

  3. Sono daccordo con Kaporale, tutti gridano al comune alla regione allo stato come se i soldi crescessero sugli alberi, con la natura bisogna conviverci. Rispondo a LP anche se si dragasse il porto, il livello dell’acqua rimane uguale quindi sarebbe inutile.

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