Serrara non dice 33. Mazzella se ne va, Formicola decaduto. Il caso del medico di famiglia è un vero problema!

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Gaetano Di Meglio | Questo 2020 inizia proprio male. Con l’Ospedale Rizzoli che torna ad essere un cantiere aperto, con l’UTIC ridotta ad un posto letto e con la rianimazione ridotta a tre posti letto, anche la qualità assistenziale che abbiamo sulla nostra isola inizia a mostrare il lato oscuro della nostra ASL.
Non una parola da parte di sindaci, non una presa di posizione, non una richiesta di chiarimento. I nostri sindaci sono troppo distratti da altri interessi e troppo impegnati a non disturbare il “conducente”. Una sorta di complesso di inferiorità istituzionale, immotivato e senza ratio, che come una sindrome ha infettato la classe politica e dirigente dell’isola verso il direttore generale dell’ASL.

Tra consiglieri comunali con il conflitto di interesse e con la necessità di stare zitti e muti (violando il loro mandato politico) per proteggere la propria posizione lavorativa e sindaci che sembrano, invece, coltivare rapporti amichevoli con il nemico delle popolazioni, ci troviamo ad affrontare l’ennesima crisi. Quella logistica dell’ospedale e quella del caos nel distretto.
Da giorni abbiamo iniziato una battaglia contro la scelta dio chiudere lo studio di Serrara del dottor Vincenzo Mazzella. Una battaglia sostenuta, non solo dalla nostra coraggiosa azione giornalistica, ma da una petizione che ha raccolto oltre 200 firme e consegnata in queste ore agli entri preposti e dagli interventi del gruppo di opposizione consiliare del comune di Serrara Fontana e del consigliere regionale Maria Grazia di Scala che leggeremo a breve.

IL CASO VINCENZO MAZZELLA
La boma esplode con l’affissione di un cartello all’esterno dello studio del dottor Mazzella. «Per problemi tecnico amministrativi con l’ASL insorti in questo mese di dicembre 2019 mi trovo obbligato a dovere chiudere lo studio medico di Serrara. Continuerò a svolgere la mia attività di medico di medicina generale solo nello studio di Ischia via Nuova Cartaromana, 5. Questo si verificherà a inizio anno 2020 non so precisamente quando, appena lo saprò ve lo comunico. Voi potete continuare tranquillamente a essere i miei pazienti, ma per le attività di ambulatorio, dovrete venire allo studio di Ischia. Garantirò le visite domiciliari non differibili a Serrara. Sono addoloratissimo di questo, perché Serrara e i serrararesi mi hanno sempre accolto con affetto dal primo giorno che sono arrivato. Con immenso affetto e riconoscenza Vincenzo Mazzella»
Quel “problemi tecnico amministrativi” e quel “mi trovo obbligato a dovere chiudere lo studio medico di Serrara” cozzano, però, con la realtà e, allora, si inizia a scavare.
Scavando, infatti, viene fuori che il dottor Mazzella, arrivato alla fine del suo mandato a Serrara Fontana della durata di un anno e mezzo, ha chiesto all’ASL di poter optare per il ritorno ad Ischia.

Una scelta legittima, per carità, ma che non tiene conto dell’importanza sociale del ruolo del medico di base. Dei rapporti che si creano tra paziente e medico e che smentisce quanto lo stesso medico ha scritto: “Sono addoloratissimo di questo, perché Serrara e i serraresi mi hanno sempre accolto con affetto dal primo giorno che sono arrivato”. Ma il vero “colpevole”, se c’è un colpevole in questa assurda situazione, è il direttore Antonio D’Amore che, come ci ha detto anche Maria Grazia Di Scala, ha autorizzato la chiusura dello studio di Mazzella a Serrara e dichiarato decaduto l’altro medico dell’ambito, Formicola. Due atti che, di fatto, lasciano Serrara senza uno studio.

IL CASO FORMICOLA
Il direttore UOC Cure Primarie, premesso che con nota della UOD Assistenza territoriale della Regione Campania venivano comunicati i nominativi dei medici assegnatari delle zone carenti di Assistenza Primaria anno 2017 con relativo ambito di scelta; che con provvedimento del Direttore Generale della ASL Napoli 2 Nord prot. n. 0042787/2019 del 19/07/2019, veniva conferito incarico a tempo indeterminato di Assistenza Primaria nell’ambito territoriale di Barano/Serrara F., con obbligo di studio nel comune di Serrara Fontana, al dott. Formicola Luigi, nato a Napoli, che in data 19/07/2019 copia di tale provvedimento veniva trasmesso ali ‘interessato a mezzo PEC specificando che, ai sensi dell’art. 35, comma 3 dell’ ACN, a pena di decadenza dell’incarico, entro 90 giorni dal ricevimento il dott. Formicola aveva l’obbligo di comunicare l’avvenuta apertura nel comune di Serrara Fontana di uno studio professionale idoneo secondo le prescrizioni di cui all’art.36 del citato ACN e di aver richiesto il trasferimento della residenza o eletto il proprio domicilio nell’ambito assegnato; che in data 26/09/2019 il dott. Formicola, avendo riscontrato oggettive difficoltà a individuare uno studio professionale idoneo, richiese ed ottenne di poter beneficiare di un ulteriore periodo di 60 giorni, così come previsto dall’art.35, comma 8 del vigente ACN per la Medicina Generale; Preso atto che la proroga richiesta è scaduta il 16/12/2019 senza che pervenissero comunicazioni da parte del dott. Formicola; precisato che tale circostanza e le sue conseguenze (decadenza dall’incarico) è stata comunicata al dott. Formicola e alla UOD Assistenza Territoriale della Regione Campania con nota di PEC della proponente UOC del 18/12/2019; propone al Direttore Generale di dichiarare decaduto dall’incarico di Assistenza Primaria nell’ambito territoriale di Barano/Serrara F., il dott. Formicola Luigi con decorrenza 17/12/2019. Il Direttore Generale, alla stregua dell’istruttoria compiuta dal Dirigente del Servizio UOC Cure Primarie e delle risultanze degli atti tutti richiamati nella premessa, delibera di dichiarare decaduto dall’incarico di Assistenza Primaria nell’ambito territoriale di Barano/Serrara F., conferito al dott. Formicola Luigi, con decorrenza dal 17/12/2019;
Mazzella chiude e torna a Ischia, Formicola perde il posto e i serraresi restano senza medici e senza che nessuno, sindaco in primis, alzi la voce contro chi, con la sua firma, condanna una intera comunità a vivere senza un suo diritto. Ci hanno scippato un servizio pubblico essenziale

Ai sensi degli articoli 1 e 2 della Legge 12 giugno 1990, n. 146 come modificata dagli articoli 1 e 2 della Legge 11 aprile 2000, n. 83, i servizi pubblici da considerare essenziali nella presente area negoziale sono i seguenti: a) assistenza primaria; b) continuità assistenziale; c) emergenza sanitaria territoriale; d) medicina dei servizi territoriali; e) assistenza negli istituti penitenziari (). Nell’ambito dei suddetti servizi essenziali del comma 1 è garantita, per ogni settore, nelle forme e nelle modalità di cui al successivo articolo 3, la continuità delle seguenti prestazioni indispensabili per assicurare il rispetto dei valori e dei diritti costituzionalmente tutelati: a) assistenza primaria: visite domiciliari avuto riguardo alle condizioni cliniche e alla possibilità o meno di spostamento del paziente, assistenza domiciliare integrata, assistenza domiciliare programmata a malati terminali, nonché le ulteriori prestazioni definite indispensabili nell’ambito degli Accordi regionali; b) continuità assistenziale: prestazioni di cui all’articolo 67 nonché le ulteriori prestazioni definite indispensabili nell’ambito degli Accordi regionali, in particolare l’assistenza domiciliare integrata e l’assistenza domiciliare programmata a malati terminali; c) emergenza sanitaria territoriale: tutte quelle di cui all’articolo 95 del vigente ACN per gli aspetti inerenti il soccorso urgente; d) medicina dei servizi: tutte quelle rese nell’ambito dei servizi per tossicodipendenza, di igiene pubblica, d’igiene mentale, di medicina fiscale; e) assistenza negli istituti penitenziari (): assistenza sanitaria urgente, comprensiva in ogni caso delle terapie non procrastinabili, presenza nei processi con rito direttissimo o con imputati detenuti per quelle cause e uscite per gravi motivi di sicurezza.»
Come si garantisce questo servizio pubblico essenziale a Serrara Fontana? Chi garantisce il servizio pubblico? Chi garantisce, soprattutto, gli ammalati, gli anziani e i cittadini di Serrara Fontana davanti a tutto questo?

Legittima (legalmente) la richiesta di Mazzella, legittimo l’agire dell’ASL e i diritti legittimi degli “ultimi” del comune di Serrara Fontana?
A questo punto, il problema non è solo dei circa 350 del dottor Mazzella, ma è di tutta la comunità. Un problema che non può essere ridotto a leggero disservizio o a fattore personale sulle qualità dei rapporti che si hanno con il medico in particolare. Non si tratta di questioni da affrontate con l’atteggiamento della curva o del tifo bensì con la consapevolezza di essere una comunità alla quale viene negato un servizio “pubblico essenziale”.

E chi si tira indietro o prova a sminuirne la gravità si rende complice di chi, invece, se ne frega di tutti noi.
Pensare che sia normale che in passato 6 dottori, dopo aver liberamente chiesto la destinazione “Serrara”, sono andati via senza nessun clamore è un errore. Non era normale ieri, non è normale oggi. Oggi gridiamo allo scandalo perché abbiamo letto il cartello del dotto Mazzella? Si!
Le parole hanno un valore. Mazzella ha scritto “mi trovo obbligato a dovere chiudere lo studio medico di Serrara”. I serraresi, invece, si “trovano obbligati a chiedere che nessuno chiudi lo studio a Serrara”. E non è solo il caso Mazzella, ma è il caso di questa ASL che continua a prendere scelte che vanno contro gli i “nostri” interessi.

1 commento

  1. “Interrogato il morto non rispose” deriva dal processo al defunto Papa Bonifacio VIII, processato dopo morto perché voleva imporre il potere ecclesiastico su quello monarchico.
    Ovviamente Papa Bonifacio VIII aveva tutte le ragioni per non rispondere, in quanto deceduto, ma così non “dovrebbe” essere per gli Illustrissimi Sindaci, Amministratori, Capi e Capetti dell’Istituzione ASL e Funzionari vari, tutti, a quanto pare, presenti fra noi ed abili a confortarci con le loro “tranquillanti” presenze. Vergogna ai vivi.

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