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Serrara Fontana tra la lezione di Roberto, quattro materassi e i post di Gaetano…

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Gaetano Di Meglio | La politica serraro-fontanese vive la sua bella stagione del litigio. Finalmente, caduti i veli dell’ipocrisia e del finto buonismo, si iniziano a dire le cose. Una pratica che non piace a tutti. Soprattutto a quelli che hanno qualcosa da perdere. Soprattutto a quelli la verità sbatte in fronte come un boma su una barca a vela.
Questa testata, per chi non lo avesse visto, si fregia di un pay off molto carino: “veritas odium parit”. A chi scrive, infatti, interessa poco farsi amici se questi lo devono diventare perché ignoriamo la verità.
Ma entriamo nel vivo della provocazione di Roberto Iacono, l’unico che merita attenzione tra quelli di Cesare. Roberto, ieri, ci ha deliziato di questo post

«Lo sforzo che chiedo a tutti, candidati, cittadini e giornalisti più focosi, agli amici e non, in questo caldo mese di settembre, è quello di restare calmi, evitare eccessi, stravaganze e spacconate social che servono solo a far conoscere il peggio di chi vive nel nostro Comune anziché le cose migliori da fare per il nostro futuro.
Mettiamo la parola fine a tutto questo ed evitiamo di rappresentare male quella grande maggioranza dei nostri concittadini che da persone serie e diligenti si attendono altrettanto da noi candidati. Facciamo un passo triplo in avanti accettando e ascoltando anche le idee e le proposte che ci vengono rappresentate. Sono un valore di cui dobbiamo approfittare e rispettare anche quando non le condividiamo.
La “partecipazione” è “libertà”, espressione della nostra cultura democratica. Nessuno può calpestarla.
Si sa, e non me ne vergogno mica, che ho condiviso il programma del Maestrale proposto da “Progetto Ischia” di cui faccio parte, insieme a tanti altri amici, professionisti e imprenditori, grazie anche all’esperienza maturata durante gli ultimi 5 anni di consiliatura.
È un contributo messo a disposizione di tutti, compresa la nostra lista “L’Amico in Comune” con candidato Sindaco Cesare Mattera, che ci potrà aiutare a trovare le migliori soluzioni per i problemi complessi che dovranno essere affrontati, senza alcuna volontà di imposizione.
Tutti dobbiamo essere aperti e inclusivi e accettare il contributo di idee o pratiche già sperimentate da altre parti come ad esempio le belle pratiche sostenute dal Sindaco di San Bellino, premiato a Londra come migliore Sindaco del mondo, di cui potete leggere qualcosa nell’articolo sotto riportato.
Tutte cose che propongo di attivare anche a Serrara Fontana.
Insomma, dopo le elezioni occorre lavorare tutti insieme, maggioranza e minoranza “per un Comune come Istituzione più vicina ai cittadini e dunque in grado di rappresentare lo spirito migliore di una Comunità: quella di Serrara Fontana, dove abbiamo la fortuna di vivere.
Vedrete che insieme ce la faremo. Ed il valore della partecipazione sarà la nostra guida.»

Roberto chiede di “restare calmi”, “evitare eccessi”, “stravaganze” e “spacconate social”.
Provo a fare qualche domanda a Roberto.

Robbè, chi si è agitato? Chi non è stato calmo? Celestino che imperversava a Sant’Angelo e cercava il responsabile di qualche foto? O le cognate di Cuscitiello che mi hanno aggredito sui social? Ed erano in attesa di potersi scontare?

Robbè, chi si è reso protagonista di “eccessi”? Per caso uno dei tuoi compagni di lista che ha inviato quattro materassi in alcune case della parte alta del paese? Questo è un eccesso? O lo chiami “partecipazione” alla vita dei cittadini? Così, per capire altrimenti io da “giornalista più focoso” non mi trovo più.

Robbè, sulle “stravaganze” ti devo dare ragione. Vederti affianco di Daniele Trofa, Aniello Mattera è una “stravaganza” politica. Certo, mai come quella di vederti chiedere il voto per Cesare Mattera. Però, rispetto alle “stravaganze” io devo alzare le mani, essendone uno specialista.

Robbè, sull’ultimo post, però, quello relativo alle “spacconate social” ti devo tirare le orecchie. Ma tu davvero pensi che il sondaggio con la foto di Cesare modello “Fonzie” di “happy days” non sia una spacconata?

Robbè, davvero pensi che le cazzate che state diffondendo su whatsapp circa la caccia non sia una “spacconata”?

Robbè, davvero pensi che i post di Lele con le vignette di Altan non siano una “spacconata”?

Robbè, sempre con la simpatia di due giovani ragazzi che si sono frequentati durante i primi anni della loro vita, davvero pensi che “Rafforzare la capacità del sistema sanitario nazionale nel fornire servizi sul territorio” e “Inoltre, lavoreremo per aprire un’ Hospice, cioè una struttura dedicata ai pazienti oncologici che vanno seguiti soprattutto negli ultimi istanti di vita, quando nemmeno l’assistenza domiciliare riesce a coprire tutti i fabbisogni del malato” non sia una “spacconata” di Fanny mirata a speculare sulla malattia degli oncologici (non mi fate lezioni, parlo in prima persona per esperienza diretta!) fine a se stessa e che fa il paio con le promesse di assunzioni sul porto da parte di altri componenti della tua lista?

Robbè, hai ragione, la “partecipazione” è “libertà”. Anche se penso che la definizione di Giorgio Gaber sia più calzante: La «LIBERTA’» è «PARTECIPAZIONE».
W gli uomini e le donne libere che partecipano al futuro del loro paese.
Un giornalista più focoso.

1 commento

  1. Per la serie Esopo news.
    Il “domani” si vota valutando le azioni del “passato”.

    “Lo sforzo che chiedo a tutti, candidati, cittadini e giornalisti più focosi, agli amici e non, in questo caldo mese di settembre, è quello di restare calmi, evitare eccessi, stravaganze e spacconate social che servono solo a far conoscere il peggio di chi vive nel nostro Comune anziché le cose migliori da fare per il nostro futuro.”

    Esopo dice che è troppo facile parlare di belle intenzioni e promettere splendenti futuri quando il principale indagatore delle scelte elettorali DEVE essere la verifica, con susseguente “approvazione” o “bocciatura, delle attività svolte dagli amministratori operanti negli anni precedenti.
    Se poi la PAX è proposta dai carnefici alle vittime, allora vorremmo una tenzone ad armi pari… ossia, per esempio, con i coltelli (le chiavi degli archivi) in mano alle vittime.

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