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Serrara Fontana, quando un paese è in imbarazzo

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Visto dalla Piazza di Geppino Cuomo | “Il plot narrativo delle elezioni di Serrara è pressoché identico a quelle lacchesi: la poltrona di sindaco passa dal leader del paese al delfino e poi il gruppo si spacca e volano gli stracci, non più dai balconi ma dai social. Finita la politica ci restano i politici ma anche ad Ischia finiti i sogni, restano i bisogni. Fate presto, a soddisfarli” Così dice Salvi Monti a proposito delle liste presentate a Serrara Fontana. Come non concordare con lui? Come non riflettere su cosa accade sulla nostra isola?

A Serrara è forse ancora peggio, anche se le liti non hanno raggiunto (ancora) i livelli che sono stati raggiunti a Lacco Ameno. Cesare Mattera ha cresciuto politicamente come figli sia Rosario Caruso che Irene Iacono, e lo ha fatto cosi bene che i frutti sono evidenti. Senza remore, senza secondi fini, con amore di chi credeva in loro e non si sbagliava affatto. Caruso è stato un ottimo elemento, sia come consigliere che come assessore e alla fine come sindaco. Irene Iacono ha seguito Cesare Mattera nelle direttive avute ed ha messo in evidenza capacità non comuni.

Alla fine, sia come persone che come amministratori, sono stati tutti, da Cesare Mattera a Caruso, a Iacono, il vanto di Serrara, mettendosi in evidenza sull’intera isola come esempi da seguire. E ora? Ora tutto è cambiato, ma non ce la contano giusta, non possono esserci state divergenze amministrative, fra di loro, tanto da dividerli cosi come è successo, fino ad arrivare al commissario prefettizio. E’ come una famiglia che improvvisamente scoppia. Cosa sarà mai successo fra di loro? La delusione della popolazione è notevole ed evidente. In tanti sono imbarazzati e molti fra di loro non andranno a votare, non sapendo fra chi dividersi. I giovani per questioni generazionali propendono per Irene e Rosario, gli anziani e la mezza età, quella fascia che ha vissuto momenti esaltanti con lui, propende per Cesare.

Ma come si fa a sostenere, dall’una all’altra parte cosa è stato fatto e cosa si vorrà fare, se in effetti tutto ciò che è stato fatto lo si è fatto insieme? 

I propositi per migliorare Serrara Fontana sono identici da oltre vent’anni. No, una situazione inaccettabile. Onestamente non avrei mai creduto che si arrivasse a questo, specialmente fra Rosario e Cesare. Persone speciali, capacissime di amministrare bene il loro paese, persone perbene, persone educate e disponibili verso tutti. Con questa improvvisa spaccatura, dove si legge chiaramente qualcosa di personale e non politico, hanno messo in imbarazzo mezzo paese. La speranza è che tutto il paese scelga la soluzione migliore, quale? E come si fa a dirlo, lo dirà il tempo, solo il tempo ed i risultati che si raggiungeranno diranno se la scelta fatta sarà stata la migliore. L’augurio è che almeno, prima o poi, Rosario, Irene e Cesare riescano a stringersi nuovamente la mano.

EAV IN STATO CONFUSIONALE

Per poter definire efficiente un servizio, occorre che a funzionare siano molte cose insieme. Se parliamo di un’azienda come l’Eav, non basta avere corse continue, non basta che i bus vadano avanti ed indietro regolarmente, serve anche che chi vi lavora sia informato e che se deve rispondere ad una domanda, sappia cosa dire o se non lo sa, abbia la bontà di stare zitto o di dire di chiedere ad altri perchè disinformato. Accade che si arriva al porto d’Ischia, col traghetto della Caremar, cinque minuti dopo la mezzanotte, accade che i taxi sul porto sia presi d’assalto e finiscono.

Accade che in parecchi si portano sul piazzale Trieste per prendere un bus ed andare ad Ischia Ponte. Accade che lì ci sia un bus numero 7 col motore acceso e si resta piacevolmente rilassati, ma prima di salire a bordo l’autista fa presente che quel bus non fa corsa regolare, che ha finito e va in deposito, ma di non preoccuparsi, perché a breve arriverà un altro bus che farà l’ultima corsa. Ok, tutti ad aspettare, (mentre nel frattempo partono i bus destinati alle zone alte), finchè un passeggero in attesa, così per ammazzare il tempo d’attesa, si porta al botteghino ancora illuminato e con impiegati dietro al vetro per sapere quando arriverà il bus. Meraviglia delle meraviglie, si sente rispondere che non ci sarà nessun bus in arrivo e che dopo mezzanotte non ci sono altre corse. Gli si fa presente che l’autista aveva sostenuto che c’era ancora una corsa, ma si vede solamente aprire le braccia dell’impiegato che risponde di non essere responsabile di quanto detto da altri, anche se porta la stessa divisa dell’azienda.

Intanto i passeggeri restano a piedi, hanno perso anche l’ultima occasione di arrivare almeno a Piazza degli Eroi perché i bus nel frattempo sono partiti e devono farsela a piedi con i trolly al seguito. Certo non cosa gravissima, ma molto fastidiosa. La prima cosa che viene in mente, senza voler fare qualunquismo a tutti i costi, ma è questo il modo di fare turismo? Almeno un’informazione corretta si dovrebbe pretendere da chi svolge certe mansioni, è il minimo secondo noi in un paese a forte vocazione turistica. Oltretutto ci chiediamo, l’ultima corsa coincide sicuramente con l’arrivo dell’ultimo traghetto, come mai se il traghetto per una ragione qualsiasi fa ritardo di una ventina di minuti, non si aspettano cinque minuti almeno dopo la mezzanotte per far partire l’ultima corsa?

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