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Senza lezione per scelta. Ignorate le richieste dei genitori del Marconi

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Gaetano Di Meglio | Come vi avevamo raccontato nei giorni scorsi il Marconi ha deciso di tenere nell’ignoranza, nell’abbandono e nella dimenticanza i propri studenti in quarantena da Covid.
La questione è quella che riguarda la DID individuale. Proviamo a spiegarlo in maniera semplice: il papà di uno studente del Marconi risulta positivo al Covid e, in base a questa positività, l’intero nucleo familiare va in quarantena fino a quando, ovviamente, il positivo non ha un tampone negativo da parte dell’ASL. Di solito questo periodo varia tra i 10 e i 14 giorni. Accede che questo genitore ha un figlio che frequenta il Marconi di Ischia e, mentre in altre classi e in altri istituti questo “figlio” continua a studiare in DAD, ad effettuare la sua lezione, anche perché lo studente sta bene e non frequenta la scuola perché è in quarantena come il genitore.
Ebbene, dopo un po’ di polemica interna, ecco la sintesi estrema: “Buon pomeriggio, per quanto riguarda la questione relativa alla DDI sincrona per singoli alunni mi è stato comunicato che il collegio dei docenti, nell’ambito della propria autonomia didattica, ha ritenuto di non accogliere le richieste dei genitori”

Lo spieghiamo meglio: i docenti del Marconi hanno deciso di privare gli studenti di una parte importante della loro formazione e di andare contro la Linee Guida di agosto 2020.
I ragazzi di Ischia, costretti a casa dal Covid (ma anche i loro colleghi che frequentano in presenza) sono privati di un loro diritto. E, almeno in questo nel primo caso, ovvero la quarantena, il collegio dei docenti, in base alla propria autonomia, ha deciso che i ragazzini che sono in quarantena devono perdono il loro diritto allo studio.
Ma questo è sempre il Marconi che picchia i ragazzi quando sono un poco più arzilli. Questo è il Marconi che non ama il “merito”. Questo è il solito Marconi che conosciamo e che, purtroppo, nonostante la fuga delle presidi resta una scuola che sembra essere ancorata al passato e “schiava” di clientele e poteri che, ciclo scolastico dopo ciclo scolastico cambiano. Dipende chi “comanda”….

E così, nonostante le circolari, nonostante le arie leggi ma forse semplicemente per portare avanti un “dispetto” nei confronti di qualche genitore che aveva chiesto la DDI asincrona per i singoli di studenti in quarantena, la scuola (e in questo caso dovrebbe essere innocente la preside Blenks) ha deciso che per i ragazzini in quarantena non c’è trippa per gatti: devono restare a casa senza fare niente, devono rimanere a giocare con la playstation oppure a guardare i video su Tik Tok.
Di studiare a casa e non perdere giorni di scuola non se ne parla. I figli di Ischia che frequentano il Marconi devono restare sdraiati sul divano a “muschiare” per volere della scuola.

Tanto poi i magici professori del Marconi proveranno a farli recuperare il ritardo accomunato quando, invece, questi studenti avrebbero potuto tranquillamente studiare senza stress collegati in DDI attraverso quello che accade in qualunque altro istituto. Ma questo è il Marconi e, soprattutto, questo è il Marconi in cui certi genitori per questioni di opportunità e di lecchinismo congenito non protesta, ma anzi, sono felici sono contenti di “festeggiare” contro altri genitori. Gente che è felice di vedere i propri figli davanti ai tablet. Eppure…

… eppure vediamo cosa dice la legge
Nelle Linee Guida di agosto 2020, si legge “Nel corso della giornata scolastica dovrà essere offerta, agli alunni in DDI, una combinazione adeguata di attività in modalità sincrona e asincrona, per consentire di ottimizzare l’offerta didattica con i ritmi di apprendimento, avendo cura di prevedere sufficienti momenti di pausa”.

Durante l’attività sincrona docente e studente sono presenti contemporaneamente nella piattaforma, possibilmente scelta dalla scuola. Questa modalità garantisce lezioni interattive e privilegia azioni in tempo reale. Si tratta di una lezione erogata su supporto digitale, in un ambiente del tutto virtuale, online, che assume le caratteristiche della classe in presenza, garantendo la costante interazione tra discenti e docenti. La lezione è svolta nella forma di video lezione, con la possibilità di svolgere test scritti e orali, alla presenza e sotto la supervisione dell’insegnante.
La circolare del 31 Ottobre 2020 ricorda che “le Linee Guida ministeriali per la DDI e il regolamento DDI fanno riferimento all’attivazione della didattica digitale “generalizzata” in caso di nuovo lockdown o di isolamenti di gruppi/classi. Tuttavia, in caso di assenze prolungate per isolamento fiduciario anche di singoli alunni, l’attivazione della DDI è fortemente raccomandabile al fine di consentire loro di proseguire nel lavoro intrapreso senza perdere del tutto il contatto con la classe, con il rischio concreto di dispersione.”

Orizzonte scuola, il portale verticale dedicato alla scuola nel merito illustra la vicenda così: “Le assenze prolungate anche di alunni contatti stretti di positivi. Nei casi di assenze prolungate derivanti dai provvedimenti sopra descritti, ciascun istituto dovrà provvedere ad attivare la DDI (Didattica Digitale Integrata), a garanzia di continuità dell’offerta formativa anche e specialmente per alunni singoli contatti stretti di positivi. La progettazione dell’attività educativa e didattica in presenza deve essere, dunque, adattata alla modalità a distanza attraverso scelte condivise dal Collegio dei docenti (prese ad inizio anno prima dell’approvazione del Piano d’Istituto sulla DDI”, tenendo conto del contesto, assicurando la sostenibilità delle attività proposte e puntando ad un indispensabile generale livello di inclusività. Le progettazioni didattiche vengono rimodulate (non significa puntare al ribasso ma rimodellare la piattaforma di erogazione della didattica, se non già previsto) dal team dei docenti e dai consigli di classe (interclasse o intersezione) in modo da individuare non i contenuti essenziali delle discipline, non i nodi interdisciplinari, quanto piuttosto gli apporti dei contesti non formali e informali all’apprendimento, le nuove tecnologie, le modalità con l’obiettivo di porre gli alunni, anche nell’eventualità di un ricorso a modalità didattiche a distanza, al centro del processo di insegnamento-apprendimento per sviluppare quanto più possibile autonomia e responsabilità. Dovrà essere utilizzata la piattaforma in uso nell’istituto”.

Or bene, è chiarissimo che questa è una prerogativa della singola scuola. Una decisione che prende il singolo collegio dei docenti. Per l’appunto, hanno scelto di lasciarli alla playstation e a Tik Tok. Alla faccia della scuola moderna, digitale, vicina e che supera le difficoltà e che, soprattutto, non aggiunge ai disagi del covi e della quarantena anche la discriminazione istituzionale.

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