Senza festa! Il comune impreparato anche al 26 Luglio. Le dimissioni di Enzo e Di Vaia sarebbero un atto d’amore

Nel 2020... Avremmo dovuto invadere tutti i telefonini d’Italia con le note di Blue Dolphin invece, andiamo a traino dell’Amerigo Vespucci...

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Gaetano Di Meglio | Mai come quest’anno Enzo Ferrandino e Luigi Di Vaia, domani mattina, dovrebbero firmare le loro dimissioni immediate e lasciare libero il comune di Ischia dalla loro, inqualificabile, presenza. Questo è il 2020, il primo anno (almeno dell’era moderna) senza la Festa a Mare agli Scogli di Sant’Anna. E loro si sono fatti trovare impreparati. Questo è il 2020, ed è l’unico anno in cui, diciamocelo, esistono condizioni che non consentono lo svolgimento della festa. Eppure, però, questo è il 2020, dove abbiamo imparato a superare lo spazio e il tempo.

Questo è il 2020 e, senza stupore, il comune di Ischia si è fatto trovare impreparato all’evento degli eventi. Alla festa delle feste. Al momento clou della nostra estate.
La sceneggiata dell’Amerigo Vespucci, beh, è la prova del fallimento della gestione turistica del grande evento e la prova, se mai ce ne fosse stato bisogno, che l’amministrazione di Ischia raggiunge la sufficienza solo quando può gestire danari, fondi, prebende e altra clientela politica.
Questo è il 2020 ed è l’anno in cui, tutti, abbiamo scoperto la didattica a distanza e tutte le svariate possibilità di connessione video e audio possibili. L’anno dello smart working, della collaborazione a distanza, del cloud, dello share e il comune di Ischia, per la festa delle feste non ha saputo far altro che chiedere al capitano della Vespucci di passare per Ischia. Evento? Bah, eventino locale veicolato un giorno prima senza nessuna rilevanza.

Eppure, in questo 2020 avevamo tutto il tempo, tutti i mezzi e tutte le scuse per poter invadere tutti i telefonini d’Italia (e non solo) con le note di “Blue Dolphins” e le immagini, uniche, della festa che non ha eguali e che ha una storia che, dal comune, avrebbero dovuto rispettare. E invece l’hanno offesa senza pietà, come quegli uomini che picchiano le mogli incinte!

Questo è il 2020 ed è l’anno in cui avremmo dovuto sfruttare Sant’Anna tutte le sere. Avremmo dovuto sfruttare la festa, la sua notorietà, la sua storia come motivo di richiamo e di attenzione. I centomila e passa euro che ogni anno si sperperano tra direttori dalle dubbie capacità, attori sulla strada del declino, impianti vari e altro sarebbero dovuti essere impegnati per valorizzare l’evento appunto perché non ci sono le condizioni per poterlo vivere. “Distanziamento” e “Festa di Sant’Anna” non possono stare nella frase e, per questo, avremmo dovuto sopperire con il web, con la distanza, con le possibilità che la comunicazione moderna offre. Eppure, il comune di Ischia, si è limitato a chiedere una “passaggio” dell’Amerigo Vespucci.

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