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Sen. Cantalamessa «Sulla frana va raccontata la verità. E l’abusivismo non c’entra»

LA VISITA AD ISCHIA: INCONTRO CON GLI AVVOCATI IN TRIBUNALE, LA VISITA ALLA ZONA ROSSA DELLA FRANA E IL DOPPIO CONFRONTO CON IL TERRITORIO: IMPRENDITORI E SFOLLATI. Il senatore, accompagnato da Vitale Pitone, Coordinatore Lega Salvini Premier Isola d'Ischia, ha preso atto delle emergenze e si è impegnato per la battaglia in aula.

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Gaetano Di Meglio | Approfittando della sua visita sull’isola, abbiamo rivolto al senatore della Lega Gianluca Cantalamessa una serie di domande non solo sulla frana di Casamicciola e le future misure da attuare, ma anche su altri temi scottanti come quello della giustizia, dove il governo Meloni sembra aver impresso una svolta rispetto a quanto dovevamo registrare fino a pochi mesi fa.

Ischia ha mal di sinistra. Troppi anni di Partito Democratico hanno creato troppi vulnus sull’isola. A gennaio inizierà la battaglia di conversione del Decreto Ischia, il Commissario Legnini ha già calcolato in 500 milioni di euro una prima dotazione per mettere in sicurezza l’isola; tuttavia, abbiamo bisogno di norme e serve unificare la ricostruzione post sisma con quella post frana. Ricordiamo la sua visita ad Ischia dopo i fatti del 2017 e, oggi come allora, c’è bisogno che il governo politicamente prenda delle decisioni per Ischia, sia per la stabilizzazione del tribunale a cui, abbiamo capito, la sinistra è un po’ allergica, sia per permettere a Legnini, o chi sia al suo posto, di redigere questo piano che si attende da troppo tempo ma che ha bisogno di risorse e norme.
«Ho sentito il Commissario Legnini e mi sembra molto ben orientato, ripeto, anche gli amministratori sull’isola d’Ischia e gli imprenditori che ho sentito me ne stanno parlando bene. Quindi è chiaro che l’unificazione delle due procedure, quella post sisma e quella post alluvione, è un’esigenza fondamentale, per cui ne già ho parlato con il governo e l’obiettivo è quello di uniformarle. Sarebbe assurdo, appunto, che una procedura debba sottostare all’Autorità di Bacino, quell’altra alla Regione e quindi è chiaro che le due procedure devono essere verificate per quel che riguarda lo stanziamento dei fondi. Non so sinceramente di quanto ci sia bisogno. Una cosa è certa, che qualsiasi sia la cifra della quale Ischia ha bisogno, quella cifra deve essere stanziata».

LE ALLUVIONI DEL PASSATO

Il pregiudizio sui condoni. Questa che sembra una colpa dell’isola d’Ischia legata all’abusivismo edilizio, come se le tre leggi di condono non applicassero i loro effetti in tutto lo Stivale. E soprattutto il terzo condono che ci è vietato, tra virgolette, in questa porzione di territorio…
«Io l’ho detto in tutte le sedi. Qui si è parlato di problemi di abusivismo edilizio, di cambiamenti climatici, quando purtroppo nella tragedia che c’è stata qualche settimana fa non c’entrano assolutamente niente. Al massimo sono delle concause. Perché nel 1910 mi hanno detto che c’era stata un’alluvione a Ischia che ha coperto l’isola. Ha sommerso la chiesa di Forio di 6 metri di fango, quando questa alluvione ne ha fatti 2 metri. Per cui ci sono state alluvioni nel Seicento, nel Settecento, nell’Ottocento.

Il problema è che sta venendo meno la cultura rurale che era fatta di terrazzamenti, che si serviva dei sistemi degli alvei per trattenere il materiale, la terra che scendeva dal Monte Epomeo a mare. E’ chiaro che il problema dell’abusivismo è un problema che esiste, non solo a Ischia. Perché mi piace ricordare che in Italia sono stati presentati 15 milioni di richieste di sanatorie, 15 milioni su 59 milioni di italiani. A Ischia sono state presentate 23 o 24.000 su 60.000, il che dimostra che la proporzione è pressoché simile tra le istanze di sanatoria presentate sull’isola d’Ischia e il resto dell’Italia. Quindi il concetto che Ischia è un’isola abusiva è un concetto che respingo al mittente».

– Intanto il Decreto Ischia è atteso alla prova della conversione in legge…
«Per la conversione del Decreto Ischia avremo la valutazione dell’ammissibilità degli emendamenti il prossimo 9 gennaio e la discussione in aula è stata calendarizzata per il prossimo 20 gennaio. Abbiamo risposto in 48 ore dalla tragedia, è stato nominato il Commissario, sono stati stabiliti i fondi, sono stati sospesi i versamenti dei contributi dei cittadini e delle imprese interessate, quindi una risposta immediata c’è stata. E’ chiaro che Ischia, Casamicciola in particolare, non ha bisogno di soluzioni tampone, ma ripeto, soluzioni per creare delle premesse perché tutto questo non accada più e garantire una ripartenza quanto prima. La stagione turistica è alle porte e non si può pensare che l’isola, giudicata la più bella al mondo dalla prima rivista di turismo americana, non si faccia trovare pronta con quella che è un’estate che deve essere foriera di turisti, soldi, economia. Perché dopo due anni di Covid mi sembra folle non far trovare un’isola del genere».

LA RIFORMA DELLA GEOGRAFIA GIUDIZIARIA

Quello dell’isola d’Ischia è un presidio giudiziario da difendere?
«Assolutamente sì. Già nel 2018 mi sono battuto perché ci fosse la proroga e ci siamo riusciti nel governo Conte 1, come ci siamo riusciti anche adesso nel Decreto di Ischia ad avere una proroga almeno di un anno. E’ chiaro che l’obiettivo è cercare di rendere quanto più permanente questo presidio perché è fondamentale per l’isola, non solo nella realtà, diciamo nella sostanza, ma anche come segno che la giustizia non arretra su un’isola così bella».

La sensazione è che ad indebolire il tribunale siano state proprio tutte le proroghe che ci sono state negli anni, senza una stabilizzazione definitiva che magari possa permettere a questo presidio di consolidarsi e di avere una sua storia personale.
«Purtroppo il governo, lo Stato, negli ultimi anni tra la sanità e la giustizia ha investito sempre meno e sempre peggio. La riforma della geografia giudiziaria è una priorità di questo governo, per cui io auspico che questo problema del Tribunale di Ischia possa rientrare nel discorso più ampio della deroga giudiziaria di tutto il Paese. Penso che in tre settimane riusciremo a capire la volontà politica del governo sulle sorti del tribunale. Ne parlavamo con il Sottosegretario alla Giustizia e, insieme con il Ministro Nordio, faremo una serie di passaggi anche per rispondere alla richiesta del territorio che chiede oltre alla stabilizzazione, nel caso non fosse possibile, una proroga fino al 2024 per avere anche un tempo logico e per unire i benefici che potranno scaturire sia dalla modifica dell’articolo 119 della Costituzione, sia dal Fondo per le isole minori e la formazione della commissione che ne deve studiare le complicanze».

GOVERNO PRESENTE

Lei ha visitato la zona rossa, la zona più colpita dall’alluvione del 26 novembre.
«Innanzitutto va raccontata la verità e io ho provato a farlo e continuo a farla. E’ passato il concetto che è quello che è accaduto, in qualche maniera, sia dipeso da una responsabilità degli ischitani e questo credo che sia una profonda mancanza di rispetto, per cui innanzitutto diciamo quella che è la verità. E poi in secondo luogo sono qui per ascoltare, perché comunque mi sembra che il Commissario Legnini stia facendo un ottimo lavoro. Mi è stato confermato da amministratori, da imprenditori. Qui ad Ischia per capire quali sono le esigenze fondamentali il governo c’è già, c’è stata la presenza di un ministro, di un sottosegretario, ma che non sono state passerelle, perché io non dimentico che c’è qualcuno che quest’anno su quest’isola non ha potuto festeggiare il Natale, non ha festeggiare l’ultimo dell’anno e credo che sia una responsabilità della politica tutta».

C’è da mettere in sicurezza un territorio.
«Fa rabbia pensare che 13 anni fa c’erano 3 milioni a disposizione per mettere in sicurezza quel costone, ma non sono stati spesi. Di altri fondi per rifare un piano di prevenzione dei rischi idrogeologici è stato speso il 25%. Fa rabbia pensare che per dei fondi stanziati dal Ministero dell’Interno non sono mai partiti neanche i progetti, per cui è chiaro che se si guarda al passato si è presi dalla rabbia per quello che è successo, perché in qualche maniera poteva essere evitato. Non ha senso dare la colpa al singolo, perché la colpa è di ognuno di noi che fa politica, perché abbiamo smesso di pensare al lungo periodo e pensiamo solo nel breve periodo. Siamo qui per cercare di capire come porre le condizioni, perché l’isola torni a vivere in sicurezza e torni a splendere come è sempre stata».

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