Doveva essere un servizio di supporto alle famiglie, un aiuto concreto per alleggerire la quotidianità di mamme e papà. Nei fatti, però, l’avvio del nuovo servizio di scuolabus a Forio sta generando l’effetto opposto: confusione, paura e rabbia. A due giorni dall’inizio delle navette, il malcontento è esploso, soprattutto tra le mamme che ogni mattina e ogni pomeriggio vivono momenti di autentica tensione alle fermate.
Le segnalazioni raccontano di un sistema partito senza le minime garanzie organizzative. Gli operatori, a quanto riferiscono i genitori, non dispongono di elenchi nominativi dei bambini, non hanno numeri di telefono di riferimento e non sono in grado di verificare con certezza chi debba salire o scendere a ogni fermata. Il risultato è un caos che ha già prodotto episodi allarmanti: nella giornata di ieri cinque bambini non risultavano dove avrebbero dovuto essere al momento dell’uscita, oggi il problema si è ripetuto con altri due minori.
Alle fermate, le mamme attendono invano. I pullmini arrivano, ma i bambini non scendono, o non sono quelli attesi. Scene che si ripetono e che stanno minando la fiducia delle famiglie nel servizio. «I genitori sono inferociti», è il sentimento che rimbalza da più voci, con la concreta minaccia di rivolgersi alle forze dell’ordine se la situazione non verrà immediatamente chiarita.
A peggiorare il quadro, anche le condizioni di viaggio. Su mezzi di dimensioni ridotte, alcuni bambini sarebbero costretti a restare in piedi. Un aspetto che le famiglie giudicano inaccettabile, soprattutto considerando l’età dei piccoli utenti. «Con i bambini non si fanno le prove», ripetono i genitori, sottolineando come il servizio sembri avviato senza una fase di rodaggio né una reale pianificazione.
Ma è sul fronte della sicurezza che l’allarme diventa ancora più serio. All’uscita del plesso del Casale, riferiscono le mamme, non verrebbe più controllata l’identità di chi ritira i bambini alle fermate del ritorno. Deleghe e autorizzazioni non sarebbero più verificate, lasciando spazio a una situazione che viene definita apertamente “assurda”. Un cambiamento che ha gettato nel panico molte famiglie, consapevoli che chiunque, di fatto, potrebbe presentarsi a prendere un minore.
Le conseguenze non sono solo organizzative, ma emotive. Ci sono bambini che tornano a casa spaventati, che non vogliono più salire sullo scuolabus perché temono di non ritrovare la mamma al ritorno. Un disagio profondo, che colpisce i più piccoli e che trasforma un servizio pubblico in una fonte di ansia quotidiana.
Ciò che più indigna i genitori è la sensazione di essere lasciati soli. Né la scuola né il Comune, denunciano, sembrano aver preso in carico il problema con la dovuta urgenza. Il servizio, dicono le famiglie, “se la suona e se la canta da solo”, mentre cresce il rischio che sempre più genitori decidano di ritirare i figli dallo scuolabus.
Il tempo delle giustificazioni è già finito. Quando si parla di bambini, ogni disorganizzazione diventa una responsabilità pesante. A Forio, il servizio scuolabus è partito. Ora deve dimostrare di essere all’altezza del suo compito, prima che la paura prenda definitivamente il posto della fiducia.






