Scotti: “Ischia, a dicembre chiuso alla perfezione un cerchio che avevo ben disegnato in estate”

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Da un po’ di giornate, l’Ischia pare aver imboccato la strada giusta (sono 6 le vittorie consecutive ottenute dopo la clamorosa debacle in casa del Santa Maria la Carità), tanto che nello scorso fine settimana è anche riuscita a scavalcare il Pianura in testa alla classifica, dopo essere stata staccata dalla squadra di Sarnataro anche di 8 lunghezze. Gli uomini di Billone Monti hanno acquisto una diversa consapevolezza e, nonostante fasi del match in cui lasciano troppo spazio alle avversarie, sono diventati più cinici e risoluti che belli. Nelle ultime settimane, la rosa isolana è stata implementata da ulteriori innesti (vedi gli arrivi di Antonio Di Costanzo e Davide Trofa su tutti), che hanno arricchito un parco giocatori già di primissimo livello per la categoria. Tante erano state le critiche, soprattutto durante il periodo estivo, su come era stata allestita la rosa ischitana, per il la cui composizione decisivo è stato l’apporto di Peppe Scotti, noto agente ed ex Ds in piazze importanti di terra ferma. Con Scotti abbiamo fatto una chiacchierata, nella quale ci ha commentato il momento della squadra gialloblu, descrivendo i suoi rapporti con la società del presidente D’Abundo e le prospettive future. Ecco le parole di Scotti.

Direttore Scotti, l’avevamo lasciata nel ruolo di consulente di mercato dell’Ischia, fatto fra l’altro egregiamente a mio avviso. Oggi, quali sono i suoi rapporti con la società gialloblu?
“Ad oggi intrattengo ottimi rapporti con Pino Taglialatela, Billone Monti ed il suo staff e la squadra. Ovviamente, il mio lavoro si è andato a svolgere totalmente nel periodo estivo, nel quale ci sono state una serie di operazioni in entrata che hanno coinvolto miei giocatori. Nella finestra di mercato dicembrina sono stato interpellato solo per quanto riguarda Gianluca Saurino, mentre il resto delle operazioni sono state condotte dalla società senza consulenze. Comunque, i rapporti sono intatti e quando ho visto e parlato con Taglialatela prima di Natale, questi mi ha espresso la soddisfazione della proprietà e della società, visto che i risultati stanno dimostrando che si è lavorato bene. Ed, aggiungo, i risultati arrivano anche perché la proprietà non ci fa mancare nulla, dalla a alla z. Il Presidente merita queste parole perché fino ad oggi quando ha detto a, poi è stato a”.

La squadra di Billone Monti è reduce da 6 vittorie di fila, che nello scorso fine settimana le hanno consentito di balzare in testa alla classifica scavalcando il Pianura. Credo si aspettasse che ciò potesse accadere…
“Non ho mai avuto dubbi sul fatto che l’Ischia potesse raggiungere la prima posizione in classifica. Mai c’è stato un giorno in cui ho ritenuto il Pianura, il Procida o l’Ercolano superiori ai gialloblu. La squadra ischitana è stata costruita con dei criteri ben solidi, che l’hanno portata ad esprimere i suoi valori sul medio e lungo termine. L’Ischia ha avuto qualche battuta d’arresto iniziale, ma ci può stare visto che era cambiata molto rispetto al passato. Ma è pur vero che nonostante tutto non è mai stata messa sotto da nessuna avversaria”.

Diciamo, Direttore, che nella prima fase della stagione mister Monti ha faticato a trovare la quadratura del cerchio anche perché ha avuto un problema relativamente agli under…
“Questo avviene sempre nelle squadre che cambiano tanto. Confrontando l’11 della scorsa stagione e quello attuale, penso i reduci siano solo Mennella, Monti jr ed Invernini, considerando che Rubino fu preso ma era infortunato. Considerato ciò, credo sia normale che serva del tempo per trovare una quadratura, in virtù anche della delicata questione degli under”.

In estate era stato acquisito anche Ciro Iattarelli, che per motivi che lei magari adesso mi chiarirà, non ha reso tanto. Però, il valore del calciatore credo fosse innegabile, visto che ad Ercolano, dove si trova oggi, sta segnando eccome…
“Le qualità di Iattarelli non sono mai state messe in discussione da me. E’ un giocatore che ho sempre conosciuto bene, ma purtroppo ad Ischia non ha avuto una vena realizzativa efficace, però in termini di impegno ha messo sempre il 101%. La sua decisione è maturata dopo 3-4 settimane nelle cui il suo minutaggio era ormai ai minimi storici, oltre al soffrire la pendolarità. Quindi essendo considerato meno di quanto sperasse e dovendo fare la spola con la terra ferma, ha deciso con onestà di lasciare. Anche stando tutto novembre ad Ischia, prendendo un altro mensile. Invece, ha optato per lasciare prima, senza far buttare soldi alla società. E’ stato esemplare. Ora ad Ercolano sta facendo bene in un ambiente che gli ha dato fiducia. E’ ad un quarto d’ora e i gol dimostrano che il suo rendimento ne ha trovato giovamento. Ma su di lui non ho mai avuto dubbi, soprattutto quando l’Ischia navigava non nelle zone altissime della classifica e sono stato sottoposto a vari processi dai leoni da tastiera. Conosco il calcio meridionale come le mie tasche e quando prendo un giocatore so chi prendo”.

Ci saremmo arrivati alle ingenerose critiche giuntegli nel periodo immediatamente successivo all’estate. Quanto le hanno fatto male certe parole?
“Fondamentalmente zero, anche perché sono giunte da personaggi che non frequento e non considero. Il tifoso ha il diritto di esprimere dei pareri, ma quando sfocia nell’offensivo si dimostra per quello che è. Ma, ripeto, non ho sentito certe cose. Anche perché quanto non sono potuto passare per il campo ho sempre organizzato qualche cena coi miei, trasmettendo sempre grande serenità e tranquillità. Perché nel calcio come nella vita il tempo mette a posto tutto e la squadra se oggi è prima avendo fatto a meno per un po’ di due marziani come Pistola e Sogliuzzo vuol dire che vale. Ho sempre lavorato bene, rispettando i parametri societari, rispettando le richieste dell’allenatore e Taglialatela mi ha detto che il presidente D’Abundo è contento e per me va bene così. Sono abituato a lavorare in scenari altrettanto importanti, caldi e con seguito numeroso, quindi non soffro le pressioni”.

Fermo restando che Gianluca Saurino è un altro mostro per la categoria e che Sogliuzzo è vicino al ritorno e che in rosa c’è già Rubino, mi dice se l’Ischia di oggi aveva davvero bisogno del bomber del Lavello ed il perché lo stesso non ha vestito il gialloblu?
“Premesso che l’offerta dell’Ischia per Saurino, recapitata attraverso Taglialatela, era rispettabile e congrua, quindi c’è da apprezzare l’ennesimo sforzo che il Presidente non aveva risparmiato. Mi sono confrontato sulla cosa con Gianluca e la tentazione e la voglia erano forti. Ma, il calciatore non ama cambiare casacca in corso d’opera – lo ha fatto pochissime volte benché abbia 31 anni – ed ha preferito finire il campionato col Lavello, che in estate ha esposto argomenti molto importanti essendo sempre preciso in tutto nei nostri confronti. Ma, l’offerta dell’Ischia era ottima, meritevole di rispetto e considerazione. Sulla necessità dell’Ischia di prenderlo, credo sia stata attuata la linea giusta. Ovvero, o la società prendeva un calciatore di grandissimo livello come Gianluca o nessuno. Andare a prenderne uno tanto per non aveva senso con gli elementi che già ci sono in rosa, visto anche che Sogliuzzo po’ agire da falso 9 e che è arrivato anche un centrocampista offensivo come Trofa. Quindi a dicembre la rosa è stata puntellata perbene, ovvero è stato chiuso alla perfezione un cerchio che avevo ben disegnato questa estate. Non amo autoproclamarmi, però i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Magari, qualcosina in più per il comparto under avrebbe dato qualche grattacapo in meno a Billone, ma ha le spalle forti e sa sopportare i mal di testa”.

Ha citato Trofa. A lei, professionista del settore calcio, chiedo che idea si è fatto su tutto il caso nato e poi chiusosi intorno al calciatore ex Real Forio?
“Innanzitutto dico che sono felice abbia firmato per l’Ischia perché voglio che i gialloblu vincano il campionato, anche perché potrei dire di averlo vinto anche io essedo parte integrande da giugno del progetto. Non ho seguito le cose direttamente, quindi non conosco le peripezie del passaggio, però posso dire che Davide nelle ultime stagioni ha dato il cuore alla causa foriana. Insieme ad altri come Pasquale Savio, in situazioni tecniche non proprio eccezionali, è sempre stato in prima linea, quindi, arrivato ad un certo punto, la società ha capito che il calciatore aveva maturato una decisione presa perché sapeva il fatto suo. Trofa non si era svegliato al mattino ed aveva deciso di cambiare squadra”.

Restiamo in Eccellenza. Come sono messe, rispetto alla salvezza, il Real Forio, dove c’è stata una grande rivoluzione, ed il Barano, dove ce n’è stata una più piccola?
“Per me hanno grandi difficoltà entrambe. Rincorrere non è mai semplice, soprattutto riguardo al Real Forio. Il Barano, che ho avuto modo di vedere in più occasioni, credo abbia dei limiti in termini qualitativi e di cattiveria nei momenti giusti. Questo spesso incide. Le due squadre sono in situazioni simili a quelle dello scorso anno, ovvero dovranno soffrire per riuscire a salvarsi. Però, a differenza dell’anno scorso, la zona salvezza vede formazioni più agguerrite ed organizzate. Infatti, ci sono club come il Marcianise che in organico ha calciatori importanti, la Mariglianese che sta prendendo un tecnico dalla D come Guarracino e poi il Pomigliano, che ha una rosa grazie alla quale si sta tirando fuori dai bassifondi. Il Real Forio qualche cenno di vita l’ha dato, non doveva fare i punti a Pomigliano. Ai biancoverdi indirettamente un favore l’ho fatto: quando Babù è stato contattato dal mio amico Antonio Boria, mi ha chiamato e chiesto un parere sulla cosa ed io lo invitai ad accettare la piazza biancoverde. Ma Real Forio e Barano devono fare di più”.

Chiudiamo sulle altre di Promozione. Il Procida ha sostituito Improta con Coppola, mentre il Lacco Ameno ha ben figurato sul mercato prendendo calciatori come Savio, Mattera ed Errichiello, e sta ben figurando il campionato. Cosa pensa delle due?
“Enea Coppola è un calciatore di categoria superiore. E’ reduce da un brutto inizio di stagione ad Angri, per colpe anche non sue, e deve fare la differenza in Promozione. Globalmente, sul lavoro del Procida si può solo esprimere un parere positivo, visto che non avevano un campo dove allenarsi e che hanno ridimensionato il budget rispetto ai precedenti. Che alla lunga si staccasse dalle prime era fisiologico. Sicuramente, lotterà fino alla fine per i play off, ammesso che questi si disputino effettivamente. Il Lacco Ameno, invece, ha fatto dei bei colpi con Mattera, che viene dall’esperienza in D al Cassino, ed Errichiello. Mattera è stato tra i pochi ad avere il coraggio, l’ambizione e la voglia di confrontarsi in terra ferma, cosa che consiglio a tanti giovani. Non perché debbano abbandonare le maglie dei propri paesi, anzi, ma in quelle fasce d’età fare una esperienza lontano dall’isola li fa crescere. Spesso, quando tornano, ci troviamo calciatori migliorati ma anche uomini migliorati. Poi c’è Savio, che è una garanzia, un professionista che darà tantissimo al Lacco Ameno, società che mi ha anche cercato nel mese di dicembre, ma non c’era compatibilità fra le loro idee di spesa ed alcuni elementi che potevano fare al caso. Però apprezzo il modo di fare calcio del Lacco Ameno, dove Iervolino sta lavorando bene”.

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