Scontro tra colossi imprenditoriali a Barano: Zeppino “caccia” Balga

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Paolo Mosè | Condanna Balga Srl all’immediata restituzione del ramo di azienda (oggetto del contratto di affitto del 12.03.2014), sito in Barano d’Ischia Loc. Torre di Cardeto frazione di Piedimonte in favore della Ediltorre Srl». Questa è la decisione della IX sezione civile del tribunale di Napoli che ha chiuso un contenzioso tra le parti che si trascinava da diversi anni. Tra due società che hanno impegni in numerosi settori, anche in quello pubblico. In questo caso la vertenza si incentrava sull’utilizzo di un’area concessa in fitto alla società “Balga” dalla “Ediltorre srl”. Quest’ultima ha proprietà soprattutto in località Piedimonte, ove un tempo era allocato un deposito di materiali edile dove oggi prevale invece lo stazionamento di numerosi automezzi per la raccolta dei rifiuti solidi urbani ed altro. Tant’è vero che in quella stessa area vi è anche il deposito della società “Ischia Ambiente”.

La “Balga”, secondo i giudici civili, non avrebbe versato i canoni dovuti al legale rappresentante dell’“Ediltorre” e quest’ultima iniziò qualche anno fa con un ricorso di urgenza al giudice civile del tribunale. Su cui poi si è riversata ogni altra decisione al collegio, che confrontando le parti e ciò che hanno evidenziato nel corposo confronto, ha deciso di accogliere le lamentele del legale della “Ediltorre” e condannando la società “Balga” a versare le spese legali sostenute dalla ricorrente, nonché le spese per le fasi cautelari.

Siamo in presenza di un contenzioso di alcune centinaia di migliaia di euro che sarebbero il frutto di possibili accordi non rispettati in ordine a ciò che era stato pattuito in contratto tra le parti. Questo nella sostanza l’argomento principale. Dopo la sentenza c’è stato il passaggio successivo del rilascio del bene. Con la visita in più riprese da parte dell’ufficiale giudiziario, nella persona del funzionario Antimo Puca, in cui si ravvisava la presenza di materiale, rifiuti speciali che in parte erano stati rimossi e la rimanente ancora accatastata in una piccola area del deposito. Nel primo accesso l’ufficiale giudiziario intimava al rappresentante della “Balga” di rimuovere tutto ciò in tempi ragionevolmente brevi e trasferire ogni cosa o in una discarica autorizzata, o in un altro sito nella disponibilità della società.

Ciò emerge dai verbali che sono stati redatti dalle parti, che hanno potuto esprimere le proprie osservazioni ed ognuna ha ottenuto di trascrivere ciò che era nel suo interesse. Fermo restando che l’ufficiale giudiziario ha comunque intimato che si sarebbe proceduto allo sfratto e alla riconsegna del bene al legittimo proprietario. Prassi che di consueto vengono eseguite proprio per dare il tempo all’affittuario di procedere allo sgombero senza procedere ad un’azione forzata, che non è mai preferibile eseguire. Tutto comunque si è svolto nella massima collaborazione e tranquillità. In ossequio alla sentenza collegiale del tribunale che era stata depositata alla fine del dicembre scorso e una volta divenuta esecutiva, è necessario seguire un iter non affatto semplice con l’intervento dell’ufficiale giudiziario e con la predisposizione di una serie di atti obbligatori per informare la parte dei suoi obblighi. E di procedere poi con l’intervento sul bene da sgomberare, operazione che non si conclude in una sola seduta, ma che ha bisogno di più interventi per dirimere eventuali contrapposizioni tra le parti e giungere allo sgombero in modo “pacifico”.

DANNO ECONOMICO
E’ una situazione che somiglia a molte altre aziende che trovano difficoltà a far quadrare i conti, per la consistenza delle spese da sostenere mensilmente. E ciò il più delle volte è causato da situazione di incertezza socioeconomica che rende difficoltoso ottenere ciò che è stato sottoscritto liberamente, soprattutto quando si tratta di ricevere dei canoni dalla Pubblica Amministrazione, come è accaduto alla stessa “Balga”, che ha gestito negli anni scorsi servizi di raccolta dei rifiuti solidi urbani in alcuni comuni.
Nella sentenza del tribunale in conformazione collegiale si fa espressamente riferimento al possibile danno che è stato causato nei confronti della “Ediltorre”, a causa dei canoni non incassati, e si parla anche della mancata stipula di una fideiussione bancaria a garanzia dell’accordo contrattuale stipulato tra le parti. Aggiungendo che tra le due società c’era stato in passato uno scambio di corrispondenza proprio in considerazione di uno stallo venutosi a creare. Scrivono i giudici sul punto: «Invero, vale rilevare, in punto di fumus, che il contratto di affitto di ramo di azienda del 12.03.2014 si è risolto ipso jure per il verificarsi di clausole risolutive espresse contenute nel contratto (v. articolo 14 mancato pagamento di una sola rata di canone, v. art. 5 mancata stipula della fideiussione bancaria) attivate dalla Ediltorre Srl con missiva del 15.03.2019 (doc. n. 4 produzione Ediltorre Srl). Da ciò scaturisce l’obbligo di riconsegnare il ramo di azienda alla concedente. Quanto al periculum in mora le risultanze istruttorie consentono di ritenere raggiunta la dimostrazione del pregiudizio imminente ed irreparabile lamentato dalla Ediltorre Srl».

Fino a quantificare in termini monetari quale sarebbe stato il mancato introito della società proprietaria del bene, che i giudici sottolineano. Più un’ulteriore parte consistente di una somma di denaro diventata poi oggetto di una transazione tra le parti, il tutto garantito da una serie di titoli cambiari: «Il periculum in mora valutabile nel caso specifico è palesato dalle circostanze allegate in ricorso, che rendono indifferibile la restituzione della azienda.
A fronte del pacifico inadempimento dell’obbligo di pagamento dei canoni almeno da novembre 2018 all’attualità per un importo di oltre 100.000,00 euro, il protrarsi del ritardo nella restituzione dell’azienda e quindi della indisponibilità della stessa da parte della proprietaria, comporta l’insorgere di ulteriori crediti destinati anch’essi a rimanere verosimilmente insoddisfatti. Ciò a maggior ragione se considera che la Balga srl nel periodo pregresso (canoni fino ad ottobre 2018 per l’importo di euro 171.000,00 che sono oggetto di una transazione tra le parti) ha garantito le proprie obbligazioni con titoli cambiari successivamente protestati in data 31.01.2019 (produzione Ediltorre)».

DISSESTO FINANZIARIO DELLA “BALGA”
Si osserva nella motivazione che la società “Ediltorre” aveva l’unico interesse di riappropriarsi di un bene di valore da cui non riusciva più a ricevere quelle risorse finanziarie anche per il pagamento delle dovute tasse comunali e nazionali ed è per questo che aveva tutto l’interesse di ricollocare l’intera struttura sul mercato per concederla in fitto ad altra società o persona fisica. Dovendo inoltre seguire ulteriori strade necessitando una serie di autorizzazioni amministrative soprattutto di natura ambientale. Come richiamato in sentenza: «Va rilevato che l’interesse principale della parte ricorrente è di avere la libera disponibilità dell’immobile per poterlo ricollocare sul mercato, in modo da non arrecare un grave ed irreparabile pregiudizio derivante da un non utilizzo dell’azienda finalizzato sia alla salvaguardia del buon nome e dell’avviamento dell’azienda che alla conservazione delle autorizzazioni amministrative indispensabili per una successiva ricollocazione del ramo di azienda. Al riguardo si evidenzia altresì il rischio della revoca della Autorizzazione Ambientale per lo stoccaggio di rifiuti pericolosi a causa dell’abbandono degli stessi sull’area (come riportato nei rilievi fotografici allegati alla produzione della Ediltorre).

In tale contesto il mancato rilascio dell’azienda costituisce un abuso idoneo a provocare all’avente diritto un danno che si protrae e si incrementa finché l’abuso persiste».
Nella stessa sentenza i giudici “misurano” la salute finanziaria della società affittuaria del bene. Constatando che dalla documentazione presentata dai legali della “Ediltorre”, in persona dell’avv. Giorgio Buono, emergono una serie di protesti per mancati pagamenti nella misura di diverse decine di migliaia di euro. Documenti che erano stati consegnati nella fase conclusiva del processo civile: «Nella specie il dissesto finanziario della Balga è evidente considerati i protesti elevati nei confronti della medesima – cfr. visura protesti produzione Ediltorre – le procedure esecutive in corso ai suoi danni tra cui da ultimo quella avviata con il pignoramento eseguito in data 25.09.2019 ed infine visto il decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo emesso su istanza della Ediltorre Srl nei confronti della Balga Srl in data 6.11.2019 per l’importo di euro 92.200,00 oltre spese legali, documenti prodotti dalla Ediltorre all’udienza del 27.11.2019)».

Un contenzioso che si è concluso comunque in una sorta di collaborazione tra le parti, anche se in questi casi la disputa giudiziaria non è mai breve e con il passare del tempo le contrapposizioni innescano dure polemiche. Con tutti i tentativi possibili ed immaginabili da parte dei legali delle parti interessate a trovare ogni cavillo per ritardare l’esecuzione o per accelerare la procedura dalla parte avversa.

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