Schettino diserta la presentazione, ritirata strategica?

    Vittoriana Abate e il suo libro fanno quasi il pienone, ma manca la guest star

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    Mancava la guest star. E alla serata del “Manzi” per l’attesissima presentazione del libro di Vittoriana Abate “Le verità sommerse”, un’inchiesta giornalistica sul disastro della Concordia, in molti sono rimasti delusi. Semplici curiosi, qualche turista, addetti ai lavori: innegabilmente si attendeva lui, Francesco Schettino, l’ex comandante della Costa condannato in primo grado per la tragedia del 13 gennaio 2012. Attesa vana: Schettino, che pure è a Ischia da qualche giorno, ha disertato la presentazione alla quale pure era stato annunciato, e in pompa magna. E chissà che non abbiano inciso, sulla sua scelta, il clamore e le polemiche che si sono sollevate intorno all’evento nell’infuocata vigilia che ha indotto il popolo del web a storcere il naso e persino qualche sindaco – Francesco Del Deo e Paolino Buono – a prendere le distanze. Ritirata strategica? Possibile. Le due case editrici del libro, intanto, si erano premurate di sottolineare a più riprese che il libro fosse a firma di Vittoriana Abate, non dell’ex comandante sotto processo: la copertina, però, sembra dire altro.
    Ma nel lussuoso albergo casamicciolese la serata c’è stata egualmente: oltre un centinaio di persone in sala, nutrita la tavola rotonda. Con l’autrice, Vittoriana Abate, anche la celebre criminologa Roberta Bruzzone, Cataldo Calabretta, docente di diritto dell’informazione, e Vito Minaudo, ammiraglio della capitaneria di Porto.
    Tra gli interventi, anche quello del capitano Superiore di Macchina Umberto Maltese. E nel corso della serata sono emerse letture della tragedia che, in qualche modo, tendono ad alleggerire il carico di accuse ai danni di Francesco Schettino, il vero e proprio “mostro” sbattuto in prima pagina da un sistema mediatico che «ha distorto notevolmente – come denunciato dall’Abate – la verità dei fatti».
    Alcune letture che hanno trovato persino una piccola ma accorata contestazione da parte di alcuni presenti, a cominciare da un pescatore ischitano: ne è venuto fuori un siparietto dai toni anche particolarmente alti, con la Bruzzone che ha insistito: «Sedate il barcaiolo, per cortesia».
    E il libro, che del resto aveva fatto parlare molto di sé fin da quando erano iniziate a trapelare notizie riguardo la sua realizzazione mentre sia Schettino che l’autrice Vittoriana Abate erano sulla nostra isola ospiti dell’editore Graus, è una sorta di memoriale del capitano con contenuti, giunto già alla seconda edizione. Tra le pagine scritte dalla giornalista ci è la storia del Comandante, la sua vita, le sue esperienze professionali, i suoi ricordi prima e dopo quella tragica notte. Chi è l’uomo accusato di aver fatto naufragare la Concordia? Trenta anni in mare. Aneddoti, ricordi, testimonianze mai sentite prima. Tutto ciò che non è stato ancora raccontato e compreso del naufragio della Costa Concordia.
    In particolare, durante la serata ci si è soffermati sulla questione, cruciale, dell’abbandono nave, letta – secondo i presenti – con troppa superficialità dall’opinione pubblica e dai media, e sulla celeberrima telefonata di De Falco, «la terza di tre, con le due precedenti passate stranamente sotto silenzio».
    «E’ decisamente singolare – ha sottolineato per esempio la Bruzzone – che i giudici nella sentenza di primo grado abbiamo interpretato il naufragio della Concordia immaginando un incidente terzo rispetto a quello della difesa e persino rispetto a quello dell’accusa».
    «Il libro – ha sottolineato a più ripresa la giornalista di “Porta a Porta” – non è la verità di Schettino sulla tragedia, ma vuole essere una ricostruzione giornalistica, con atti e documenti non considerati e utili forse a cercare un’altra verità. Secondo questa nuova ricostruzione ci sono altri responsabili». Profili certo di maggiore rilevanza mediatica rispetto a quello di Schettino. «Mi occupo quotidianamente di criminali. – ha aggiunto la Bruzzone – Qui si tratta semplicemente di una serie di errori, che hanno portato a una tragedia. Allora è giusto che Schettino, in quanto comandante, abbia le sue responsabilità. Meno giusto è che gliele si addossino tutte, per comodità mediatica o per superficialità. Eppure in molti casi basta leggere gli atti del processo, le testimonianze».
    Come quelle di un’infermiera romeni, citata dall’Abate, che racconta i drammatici e concitati momenti dell’abbandono della nave, con Schettino che avrebbe salvato alcune vita con lucidità: la teoria è che non avesse dunque molte alternative.
    Andrà certo avanti il processo a carico del comandante nato a Napoli 55 anni fa e condannato a 16 anni per la tragedia che causò 32 morti: ieri, Schettino ha preferito girare al largo da quella che – chissà – ha forse considerato una trappola. Ma è a Ischia, e non è detto che in queste ore non faccia ancora notizia.

    12 Commenti

    1. Qualcuno come noi può anche pensare che schettino si renda conto che ,per rispetto delle 32 vittime,la migliore cosa da fare sia starsene in silenzio,lasciando i vari sfruttatori della sua disgrazia (giornalisti,editori,consiglieri e magari pure genuini estimatori)a dibattere sulle virgole e sui puntini trascurati dai magistrati.

    2. Ma che bella corte dei miracoli, tutti esperti di Diritto della Navigazione! Una giornalista che l’anno scorso passeggiava per ischia col bel marinaio, una criminologa ed un suo estimatore, tale Maltese, che si è distinto su un altro blog isolano in una difesa col sangue agli occhi e il coltello in bocca del cialtrone e un esperto di diritto della navigazione.
      Tutti reclutati dell’editore per pubblicizzare lo scoop della vergogna. Ma la palma dello scuorno va a chi ha ospitato la conferenza e a chi è corso con la speranza di ammirare il pluriassassino.

    3. ero tra i presenti e devo confermare che l’articolo rispecchia pienamente quello che si è dibattuto in quelle due ore. quindi da questo lato complimenti al direttore che era fra i presenti. al sign di maio vorrei dire che io ero presente e non ho nessun scuorn come lo lo definisci tu in quanto avendo sentito in questi anni solo cio che ci proponevano i media e avendo tantissimi dubbi su quest’incidente( son un ex ufficiale di lungo corso) volevo sentire anche il parere tecnico di persone competenti ( cito l’ammiraglio) che non conosco ma mi e sembrato una persona molto pacata e preparata. poi vorrei dirti come puoi tu giudicare il direttore maltese che è una persona del settore quando tu magari non sai nemmeno come si sale su una nave o se cammina di prua di poppa.

    4. Non se la prenda a male Sig. Nik, sono in tanti ad aprire la bocca e darle aria……. Secondo me l’unico errore di Schettino, indifendibile, è aver abbandonato la nave non per ultimo dopo essersi assicurato che non c’erano più passeggeri a bordo. Poi le colpe vanno divise anche con De Falco, quello della telefonata, che doveva stare da qualche parte a controllare le rotte delle navi, Concordia compresa, e stimare dalle sue apparecchiature che la nave era in rotta di collisione, altro che eroe come è stato definito all’epoca dei fatti.

    5. Non è escluso che un giorno,dato il continuo progresso della tecnologia e delle telecomunicazioni,una sala di controllo a terra guiderà in sicurezza il traffico navale.Ma finora,un buon comandante a bordo serve ad assicurare che ogni viaggio di nave vada a buon fine.E i vari comandanti De Falco negli uffici marittimi di tutto il mondo stanno lì a fare il loro dovere,che è quello di intervenire in soccorso quando un comandante di nave,per disgrazia o per altri motivi,si trova nei guai.

    6. Maxi apprezzo tantissimo il suo commento su quell ‘abbandono nave c’è molto da discutere , io penso invece il più grande errore di schettino è stato quello di non aver mandato a fare in culo quell’ignorante di defalco un ufficiale che non ha mai navigato ha sempre lavorato in ufficio e in ufficio di segreteria finirà la sua carriera .

    7. Risposta a tale sig. Pierluigi Di Maio. Non sò lei cosa faccia di mestiere ma deduco che non conosce meno di niente degli atti di causa e non ha il minimo senso della giustizia, quella vera che non può essere strabica o far pagare ad un soggetto anche colpe non sue. Viceversa, io sò di aver guadagnato sul campo la mia competenza in materia, avendo all’attivo ben 33 anni effettivi di lavoro sulle navi, anche con vasta esperienza oceanica e sono anche consulente tecnico e perito penale iscritto all’Albo del Tribunale di Napoli, con all’attivo vari processi penali in itinere o di cui sono uscite vittoriose le mie tesi. Sul fatto di essere reclutato o meno dall’autore che fino a ieri sera non conoscevo neppure, per stavolta passi ma mi dia un’altra occasione di diffamazione gratuita e poi potremmo sentirci in diverso modo. Per ora i suoi argomenti sono solo incompetenti e del tutto infondati.

    8. Direttore maltese non dia un minimo di senso alle stronzate che scrive il
      Sign. Di Maio , questo è uno dei tantissimi come dicevo prima che non conosce nemmeno come cammina una nave ma si è accodato alla tante inesattezze che i media hanno e continuano a proporre. Questo personaggio na sa nemmeno di cosa si sta parlando figuriamoci se conosce le responsabilità degli ufficiali p del personale di bordo .

      • Condivido pienamente quanto afferma il sig.Nik , per cui aggiungo due delle mie presenze alla presentazione del libro scritto dalla dottoressa “Vittoriana Abate” e non da SCHETTINO. Ero presente sia a Meta che a Salerno e posso testimoniare che il tutto si è svolto senza alcuna difficoltà e tanto meno dissenso, anzi i presenti hanno ascoltato con interesse e senso di civiltà le ragioni che ha portato l’autrice a scrivere il libro, specificando che si tratta di una approfondita indagine giornalistica e non solo confessioni del ex comandante della concordia Francesco Schettino. Tutto il resto è aria fritta cucinata da falsa informazione di alcuni mercenari giornalisti. Concludo informandovi di un particolare che raramente viene pubblicato dai media ..e cioè i proventi del libro saranno devoluti in beneficenza alle vittime di quella notte !! L’unica polemica che ho visto è stata creata a Salerno da una presunta giornalista la quale pretendeva che schettino rompesse il silenzio stampa, il poveraccio pur sapendo quanto rischiava ha risposto lo stretto necessario punto e basta !!

    9. Perfettamente daccordo Nik. Al momento la mia è un modo per far capire a degli ottusi per partito preso che la diffamazione gratutita è un reato punibile ( e con richieste di danni) al pari di chi provoca un sinistro o altro reato qualsiasi, differenziandosi per la pena. Per cui, chi pretende di condannare a priori con processi di piazza deve sapere che può venire anche il suo turno e pò vogl propr verè comm corre ‘a difendersi e arrampcars ncopp ‘e specchie! E’ solo gente che di “giusto processo”

    10. Dimostrazione di un prodotto da vendere viene espletato in tanti modi -per televisione- porta a porta- oppure come in questo caso in una sala di conferenza di un albergo.
      Chi pensava di andare alla dimostrazione per partecipare ad un dibattito pro e contro una persona ha sbagliato di grosso.
      Li c era solo da ascoltare e capire come e dove voleva arrivare con una sua idea una giornalista scrittrice e secondo il suo punto di vista.
      Ormai il libro e’ in seconda pubblicazione non c e’ niente o quasi di nuovo dalla prima gia’ avvenuta.
      Quello che credo sa importante e mi chiedo ” da questa terribile tragedia cosa e’ cambiato a riguardo alla
      SALVAGUARDIA DELLA VITA UMANA IN MARE con lo specifico riferimento a queste enorme strutture galleggiante ( le chiamerei isole galleggiante per l ‘enorme stazza e per l infinita’ dei ponti per com e” costruita una nave passeggera moderna se si pensi che puo’ ospitare tra equipaggio e passeggeri circa 5.000 mila persone -l intera popolazione del comune di lacco ameno -).
      Le vecchie regole o leggi -come ognuno vuol definirle-possono continuare a essere sufficiente per le navi mercantile tipo petroliere e navi da carico o naviglio costiero ma inadeguate ed inefficiente per le navi da crociera di detta stazza.
      Continuo ad essere d’accordo sull onesta’ intellettuale e preparazione specifica sull ‘argomento del Dirett. Umberto Maltese-
      Come vorrei precisare a OBSERVER che quello che lui si auspica e’ gia ‘ operativa nelle capitanerie di porti italiani-o come al solito e’ il modo di operare che puo’ essere contestato ( sembra un paradosso ma anche con un telefonino moderno chiunque potrebbe approssimativamente in ogni momento sapere la posizione esatta di una nave con tanto di nome luminoso che l’ individua ,figurarsi la capitaneria )
      Dell altro credo che sia il Tribunale Italiano -presieduto da gente capace e preparate – a stabilire e condannare per le colpe di responsabilita’ i singoli imputati graduati o meno.
      Poi viviamo in un paese libero -chiunque e’ libero di scrive e pensare quello che vuole-

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