Scandalo Liceo. Vito Iacono: “Città metropolitana da vergogna”

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Vito Iacono | Mi infastidisce il suono della sua voce, ma ancora di più non mi piacciono le persone che prendono in giro i nostri figli ed i nostri giovani.
Ma come è possibile??? Non più di poche settimane fa la massima espressione della Città Metropolitana di Napoli, non degno di citazione, con il suo codazzo di consiglieri etc., veniva ad Ischia, accolto con la solita imbarazzante piaggeria dei soliti noti, e si permetteva di parlare di speranza, di futuro, di sogni. Ed intanto, centinaia di nostri giovani venivano, per le evidenti inadempienze dell’Ente dallo stesso rappresentato, costretti a frequentare una scuola insicura.
Spero che questo signore, recuperi il salutare senso della vergogna insieme a chi lo ha accolto ed applaudito. Hanno offeso la sensibilità e l’intelligenza dei nostri ragazzi. Ora chiedano scusa tutti e, soprattutto, stiano zitti!!! Per il resto penso che gli studenti non possano o debbano vivere tra la minaccia dei doppi turni o vedersi costretti a rinunciare al sacrosanto diritto allo studio ed alla vita. Ci sono le condizioni per delimitare le aree di pericolo e condividere una strategia di fruibilità della struttura per riprendere le lezioni a condizione che ci sia evidenza di atti e fatti concreti. Sembra che il pericolo emerga “solo”(!!!) quando piove ed in alcune aule dove, addirittura, vi sono copiose perdite. Propongano un piano di interventi, che poi sarebbe di semplice ordinaria manutenzione, niente di strutturale, diano tempi certi e si organizzi un calendario didattico compatibile con gli interventi da realizzare. E quel signore, ed i suoi, non si permetta più di parlare ai nostri giovani di sogni, speranze e futuro, quando non è in grado neanche di offrire un minimo di certezza per il presente.
Lui, quelli che lo seguono e quelli che lo adulano, in evidente complicità e connivenza, non si permettano più di rubare la loro attenzione e i loro applausi, costringendoli magari a stare sugli attenti ed in piedi per le sue passerelle, mentre neanche riesce a rispettare i loro diritti e soddisfare i loro bisogni.

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