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Sarà un’Eccellenza tutta da decifrare

Quello che partirà l’11 settembre sarà un campionato di Eccellenza tutto da decifrare. L’unica certezza arriva dal format: saranno ancora tre gironi da quattordici squadre ciascuno, con suddivisione degli stessi a livello geografico. Tanti i presidenti, in qualche caso le proprietà (leggi Albanova) che hanno mollato. A fare da contraltare, un paio di piazze che incutono timore solo a nominarle e che si spera proprio non finiscano entrambe nel girone dell’Ischia. Stiamo parlando della Puteolana 1902 e del..:Savoia. O, per meglio dire, il nuovo Savoia, che dopo la decisione della famiglia Mazzamauro di fare calcio altrove, si sta riorganizzando ripartendo con il titolo sportivo della Barrese. Quest’ultimo altro non è che la matricola del Monte di Procida che per un paio di mesi, tra agosto e settembre scorsi, ha stazionato in quel di Capri. Dunque potrebbe materializzarsi un vero e proprio record, con un titolo sportivo che cambierebbe tre città nell’arco di undici mesi. Sarebbe anche ora che la Federcalcio, su iniziativa della Lega Nazionale Dilettanti, rendesse più trasparente questo scambio di “franchigie”, questi spostamenti anche a tanti chilometri di distanza, molti di più rispetto ai venti previsi dalle attuali normative. In quest’Eccellenza tutta da decifrare, Puteolana e Savoia rappresentano uno spauracchio perché sicuramente le rispettive società allestiranno squadre competitive per fare il salto di categoria. La Puteolana sta per essere rilevata dalla famiglia Di Costanzo che, come riportato nei giorni scorsi, sta per salutare il popoloso quartiere di Pianura. E’ evidente che la nuova proprietà abbia intenzione di ripartire dall’Eccellenza con le certezze che aveva dal punto di vista tecnico in quel di Pianura, cercando di evitare l’errore commesso da Guarino che ridimensionò il progetto a Frattamaggiore per abbracciare la causa flegrea, con ingenti investimenti che alla fine hanno prodotto una mancata (quanto clamorosa, visti i presupposti) salvezza. Tuttavia ci si aspettava che la società flegrea, fresca di retrocessione, presentasse la domanda di ammissione in Serie D. Invece a inoltrare la richiesta di ripescaggio, tra le campane, ci sono soltanto Nola e Giugliano. Soltanto otto dei sedici club retrocessi nel massimo campionato regionale hanno inviato a Piazzale Flaminio in Roma la documentazione e i soldi per ottenere un posto nel novero dell’interregionale. Poche, davvero poche.

POCHI SOLDINI

Ciò conferma che in giro di euro ce ne sono sempre di meno. Si temeva che ad ampio spettro la pandemia avrebbe inciso a lungo termine, e così è stato. La proprietà del Savoia è pronta a ripartire da Giugliano. La piazza oplontina, come detto, non resterà senza calcio. La nuova cordata sarebbe capeggiata da Rosario Gaglione, ex presidente della Turris che è in ottimi rapporti con i Finizio che l’anno scorso approfittarono della confusione creatasi a Capri. Dunque tanti presidenti in difficoltà hanno gettato o stanno per gettare la spugna. «Non sussistono le condizioni per proseguire» sembra il “mantra” di questa infuocata stagione estiva, ripetuto “a campanello” da chi s’è guardato intorno ed ha compreso che c’è poco o nulla. L’anno scorso, di questi tempi, l’Albanova veniva indicata tra le tre-quattro società più ambiziose. Organizzazione, società solida, squadra ben allestita e allenatore determinato ed esperto. Ebbene, dopo l’addio dello storico presidente Zippo, che nei giorni scorsi aveva ceduto la società a Bruna Improta, si registra l’uscita di scena anche di quest’ultima. Una situazione tragicomica a cui lo stesso Zippo ha cercato di porre rimedio, affermando di aver preso una giusta decisione, cedendo il club alla presidentessa. «Solo pochi giorni fa avevo deciso di rilevare tutte le quote della società dopo aver appurato la volontà dello storico presidente Giuseppe Zippo di lasciare la guida della squadra – scrive la Improta –.. Mi sono subito attivata per mettere in moto la macchina operativa per far in modo che l’Albanova potesse degnamente figurare nel prossimo campionato di Eccellenza ma, dopo vari incontri, ho evinto che le mie idee non collimavano con i dirigenti appartenenti alla vecchia gestione. Dopo una lunga serie di riflessioni, non essendoci più i presupposti per continuare con i suddetti dirigenti avevo due strade da perseguire; la prima di portare il titolo in un’altra città e la seconda di fare un passo indietro perché convinta che Casal di Principe non meritasse questo smacco. Alla fine ho optato per la seconda perché l’amministrazione, per gli investimenti fatti per lo stadio, e questi tifosi non meritavano di restare senza calcio. Lo faranno senza di me che , in questi anni, oltre ad investire ingenti cifre ho messo anche tanto cuore e tanta passione. Ringrazio Giuseppe Zippo e tutti coloro che sono stati miei compagni di viaggio in questi anni ai quali resterò sempre legata affettivamente in quanto un alterco calcistico non pregiudica il rapporto umano creato. Auguro un futuro roseo all’Albanova Calcio ricco di vittorie e soddisfazioni. Nella mia vita davanti alle difficoltà non mi sono mai fermata, ne tantomeno mi fermerò nel mondo del calcio».

EX PROTAGONISTE

Anche altri club vivono un momento di difficoltà, ridimensionando i progetti o sperando nel coinvolgimenti di altri appassionati imprenditori a cui la pandemia non ha inciso nelle loro attività. E’ dei giorni scorsi la notizia delle dimissioni di Michele Giordano, patron dell’Audax Cervinara, tra i club che hanno deluso nei recenti play-off. Tra le ragioni del suo addio, la mancanza di aiuti da parte di imprenditori e sponsor locali. Attraversa una fase delicata anche la Palmese, affrontata e superata dall’Ischia negli spareggi. Il presidente rossonero Vincenzo Ciccone ha annunciato che «Non ci sono le condizioni per continuare. Purtroppo sono stato lasciato solo (o quasi) e ciò non mi permette di allestire una squadra competitiva degna della nostra storia». A Palma potrebbe esserci a breve una nuova proprietà, ma con quali obiettivi? Nel frattempo qualche club che quasi certamente militerà nel girone dell’Ischia, prova a ripartire con allenatori pittoreschi o che sono alla prima esperienza nella categoria ma che suscitano interesse perché parenti di mostri sacri del calcio mondiale. A quindici giorni di distanza dal termine ultimo per le iscrizioni (poi ci saranno altri cinque giorni di proroga per i club che avranno la documentazione incompleta), è proprio il caso di dire che sarà un’Eccellenza tutta da decifrare in cui anche un’Ischia dai piccoli passi, ancora formata da tutti isolani, potrebbe recitare un ruolo di primo piano.

S.M.

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