mercoledì, Maggio 12, 2021

SANTO CONTAGIO. Chiesa e Covid: dopo Don Nicolella 53 positivi + screening su 266 cittadini

Cosa accade a Don Emanuel? Perchè annulla le messe e fa i rosari on line?

In primo piano

Gaetano Di Meglio | Sono giorni particolari. Dopo un periodo di finta calma, con “piccoli” dati di nuovi contagi che si alternano a giorni con zero nuovi contagi e altri con qualche picco, oggi ci troviamo a fare i conti con una dimensione del contagio sulla nostra isola che è difficile da interpretare.
Lo denunciano da un anno, eppure, nessun comune isolano ha deciso di fare un’operazione di chiarezza e trasparenza su fenomeno covid.
La mancanza di dati aggiornati e di uno screening serio e puntuale oltre a creare confusione lascia i cittadini in una situazione di insicurezza.
Il cambio di gestione da ASL a Unità di Crisi Regionale è la classica ciliegina sulla torta.

A lato, in una tabella curata da Ida Trofa che quotidianamente segue il bollettino ufficiale dei dati, abbiamo fotografato gli ultimi 14 giorni. Un periodo che tiene considerazione sia della Pasqua e delle sue tradizioni sia di due giorni con zero contagi. Ovvero ieri e il 30 marzo.
Sono giorni particolari, abbiamo detto e, facendo gli auguri di pronta guarigione a tutti i protagonisti delle vicende che prendiamo in considerazione, non possiamo non far altro che tenere in evidenza come ci troviamo a fare i conti con un “santo contagio”.
Il primo caso di “santo contagio”, ovvero legato al mondo della chiesa cattolica dell’isola d’Ischia, è quello che vede come protagonista Don Giuseppe Nicolella.

Era il 6 aprile quando la Diocesi di Ischia comunicava che “Si comunica che il Rev.do Sac. don Giuseppe Nicolella, Parroco di S. Antonio Abate in Ischia, è risultato positivo al Covid-19 mediante tampone “rapido” agli antigeni. Si attente la conferma del tampone molecolare da parte dell’ASL. Don Giuseppe, al momento, si trova nella casa di famiglia; è in buone condizioni e mostra soltanto lievi sintomi influenzali. Si invitano quanti, nei giorni scorsi, sono stati a stretto contatto con lui a contattare il proprio medico di base. Le chiese sono state chiuse in attesa della sanificazione.”
Un contagio potenziale poi confermato nei giorni scorsi.
Una nota ufficiale che, per quanto possibile, ha tranquillizzato chi non si lascia prendere dalla paura e insegue il contagiato per scaricargli la propria insoddisfazione e il proprio timore.
Non saremo noi a dire che c’è un collegamento diretto però, pensare che dopo il contagio reso noto il 6 aprile abbiamo registrato nel comune di Forio 18 positivi scaturiti da uno screening effettuato su 98 tamponi e che nel comune di Ischia, invece, su 135 tamponi sono emersi 28 positivi.
Sottoporre 233 cittadini tampone molecolare non è cosa da poco.
Ma andiamo avanti perché, la questione covid e chiesa non è ancora conclusa.

Prima di passare agli interrogativi foriani, però, restiamo su un altro caso di “santo contagio”.
E’ ancora un profilo ufficiale che comunica un nuovo caso di positività.
E’ di lunedì sera il post che: “comunica che Mario Di Sapia, Operatore della Caritas Diocesana, si è sottoposto a due tamponi “rapidi” agli antigeni, di cui uno è risultato positivo al Covid-19 e un altro negativo. Si attente il tampone molecolare da parte dell’ASL. Mario è in isolamento ed è in buone condizioni. Si invitano quanti, nei giorni scorsi, sono stati a stretto contatto con lui a contattare il proprio medico di base. Il Centro Papa Francesco ad Ischia in Via Morgioni è stato chiuso in attesa della sanificazione”.
Un nuovo contagio che ha costretto, si fa per dire, al tampone tutti i preti della nostra diocesi. Ma veniamo a Forio dove, invece, si respira aria di confusione!

Andiamo per gradi.
E’ domenica mattina, quando alla messa delle 11.30, si accavallano i fedeli della domenica e gli ospiti di un battesimo. Gente su gente così da creare un maxi assembramento che, addirittura, avrebbe impaurito il diacono Don Agostino Di Lustro che, addirittura, è stato visto lasciare la chiesa.
Non stiamo qui a questionare sulla liceità o meno del battesimo ma ci sembra che le acquasantiere devono essere vuote? Un’altra domanda. Il fonte battesimale si trova in parrocchia a San Sebastiano? Non è li che si devono celebrare i battesimi? Vabbè, andiamo oltre.

Passano le ore di domenica e si arriva all’ora della messa serale presso la Basilica di Santa Maria di Loreto. Ma c’è il grande assente. Che fine ha fatto Don Emanuel? E il suo gruppo di collaboratrici? Stranamente, domenica sera, erano tutti “missing”.
Nel dubbio dell’assenza, arriva una comunicazione ufficiale. E’ lunedì quando viene annullata la messa Basilica di Santa Maria di Loreto. Strano non trovate?

E arriviamo a martedì.
Mentre tutti i preti sfilano in Diocesi per il tampone a Forio inizia a circolare, insistente, la domanda. Che fine ha fatto Don Emanuel? Le sue collaboratrici sono positive? Nessuno sa nulla.
Però, attenzione. Ieri sera, all’improvviso, dal profilo facebook del parroco arriva un nuovo avviso che collegato all’assenza e alla messa annullata del giorno prima lascia più di un interrogativo.
“Ciao – scrive il prete -, stasera, 13.04.21 (martedì, ndr) con chi vuole partecipare, alle 21.30 pregheremo il Santo Rosario online. Per partecipare basta premere il link che trovi in basso. Se non funziona forse devi accedere con le credenziali di un account Gmail o scaricare l’app GoogleMEET. Ricordo di spegnere il microfono quando non occorre. PS: Coloro che non sanno usarlo possono collegarsi dalle 21.15 per le prove tecniche, la pagina sarà aperta!”

Dalla messa annullata al rosario on line il passo è breve! Cosa ci state nascondendo?
Fate chiarezza e abbiate rispetto!

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1 commento

  1. dementi e primitivi ….i religiosi non hanno capito che il virus non esclude i figli di dio, semplicemente perche’ sono stupidi.

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