Sanità, riecco il buon “Rizzoli”, si torna a operare d’elezione

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Ida Trofa | Ricominciano, gradualmente, le attività chirurgiche e le prestazioni specialistiche. La ripresa sarà progressiva, secondo le reali priorità e con nuove regole di accesso. Ma c’è rinnovato entusiasmo ed attesa al Rizzoli che si appresta a dire addio al suo reparto COVID-19.
Si lavorerà con la massima cautela al fine di prevenire gli assembramenti e, in generale, le possibilità di contagio.

“Siamo pronti a ripartire più forti di prima” ha anticipato a Il Dispari, il dottor Alberto Marvaso, quando, mercoledì 3 maggio, sono ripresi materialmente gli interventi di elezione al PO Anna Rizzoli di Lacco Ameno.
“Dalle situazioni più semplici alle situazioni più complesse, la chirurgia ritornerà a battagliare come è stato prima del COVID” ci spiegano alcuni operatori del Rizzoli.
Sorridenti e rinvigoriti come specializzandi alle prime armi, forti di una esperienza ultra decennale gli uomini di Marvaso hanno effettuano i primi accessi in sicurezza nelle rinate sale operatorie di via Fundera, fin qui riadattate al Coronavirus.

Una equipe collaudata, corroborata dalla sapienza di Giovanni Del Franco, facente funzione del reparto di Rianimazione, i medici Francesco Pizza, Dario D’Antonio e gli operatori sanitari Michele Caruso e Filomena Iaccarino.
“Una notizia positiva per tutta l’isola d’Ischia, un segnale di ritorno alla normalità che va a coprire un disagio che negli ultimi mesi era diventato importante per gli isolani che per una semplice ernia o una colecisti o un tumore al colon venivano spediti chi sa dove. Questo nella migliore delle ipotesi. Prima del virus, invece, il dottor Marvaso, insieme a Pizza, D’Antonio e Del Franco intervenivano senza determinare disagevoli e rischiosi trasferimenti. Prima dell’emergenza sanitaria con risultati importanti“ conclude un addetto alla chirurgia lacchese. Riprenderà l’attività chirurgica ordinaria e le visite precedentemente prenotate saranno nuovamente riorganizzate. Garantita, inoltre, la sicurezza dei percorsi delle nascite e di controllo pediatrico. Sul fronte dei prelievi, potranno svolgersi soltanto su appuntamento.
L’unico ospedale isolano si appresta ad affrontare l’esame più difficile. La riapertura. Bisogna riaprire con grande senso di responsabilità, anche da parte degli utenti, che devono da una parte comprendere e accettare le limitazioni studiate per garantire la loro stessa sicurezza, oltre che quella degli altri pazienti e degli operatori. Si va in ospedale solo per motivazioni serie, è ovvio. Anche e soprattutto in questi servizi dove in passato vi era spesso un accesso inappropriato, come il Pronto Soccorso. Inevitabilmente ci saranno tempi di attesa più lunghi per alcune prestazioni e questo sia per motivi organizzativi, per garantire il distanziamento sociale, sia perché una parte del personale potrebbe continuare ad essere impegnato nell’assistenza ai pazienti covid.

La linea dei contagi vede una lieve diminuzione in relazione allo stato degli ospedali, con un miglioramento nel numero di pazienti nelle terapie intensive: questo il quadro fornito da un paese, da un’isola che vuole superare il virus. Miglioramenti che hanno coinvolto lo stesso personale sanitario.
Ora l’attenzione è rivolta alla riapertura delle attività tradizionali negli ospedali, in via progressiva, “nella logica di dare un servizio completo”, come hanno commentato dal Rizzoli.
Nell’ambito COVID, infatti per ora, rimarrà attivo il pre-triage, al fine di identificare e indirizzare verso un percorso separato gli utenti sospetti positivi al covid. Il pre-triage sarà svolto anche per i pazienti che accederanno tramite ambulanza.

Sempre vigili e a distanza di sicurezza
Nel corso di questa emergenza, gli accessi ai pronto soccorsi sono calati di un quinto come era intuibile e, a partire dal mese di maggio, l’accesso è stato garantito solamente sottoponendosi ad alcuni controlli previsti, un vero e proprio screening delle persone in entrata, sia per quanto riguarda i dipendenti. I tempi di accesso alle visite si dilateranno, in modo da evitare assembramenti nelle sale di attesa, mentre sarà garantito il distanziamento sociale, come interventi di sanificazione e aerazione dei locali, e il personale dovrà cambiare vestizione ogni 3-4 visite. Nel caso specifico delle attività chirurgiche, l’intervento di sanificazione avverrà alla fine di ogni singolo intervento. Basta un piccolo errore per vanificare tutti i sacrifici fatti sin qui, per far tornare il virus in ospedale.

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