Sanità. Proclamato lo stato di agitazione: Rizzoli e Villa Mercede a rischio. Servizi non garantiti!

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Villa Mercede e Rizzoli. E’ di nuovo caos per i pendolari della sanità. Dubbi e incertezze attanagliano gli operatori sanitari. Non ci sarà più il vitto e l’alloggio garantito in quel dell’Antares, non ci sarà più la navetta che fa da spola tra la RSA Villa Mercede di Serrara Fontana e i principali punti di collegamento, porti, stazioni bus e, soprattutto, le residenze stabilite per gli operatori ospedalieri fuori sede come l’hotel del litorale.

E’ stato, così, proclamato lo “stato di agitazione”. La situazione è ancora critica e dopo la paura coronavirus tornano i malumori e soprattutto torna la minaccia di uno sciopero del comparto che ad oggi segue l’ospedale Anna Rizzoli e la RSA Villa Mercede. In una nota piccata alla direzione generale, alla direzione amministrativa ed alla direzione sanitaria aziendale dell’Asl Napoli2 Nord i lavoratori armati dalle sigle sindacali CISL e UIL raccontano tutto il loro malessere. Una nota inviata anche alla direzione sanitaria del P.O. “A. Rizzoli” e per conoscenza al responsabile struttura R.S.A. “villa Mercede”.

Ma leggiamo insieme il contenuto del documento sindacale: “Stato di agitazione: servizi non garantiti”
Ecco quanto scrivono CISL con Esposito e Di Martino e la UIL con Maione e Chietti: “Visto gli ultimi eventi riguardanti il personale infermieristico e oss che presta servizio presso il presidio R.S.A. “Villa Mercede” sospensione del servizio navetta, sospensione del servizio alberghiero, turni fuori normativa vigente giustificati dallo stato di necessità ed altre problematiche che si valuteranno in seguito nello specifico e nelle sedi opportune queste 00.SS dichiarano lo stato di agitazione e non garantiranno i servizi di assistenza riguardando il presidio di “Villa Mercede” in quanto in una società civile è palesemente assurdo trattare | propri dipendenti con superficiale sufficienza in quanto già discriminati per sede disagiata ma poi sfruttati con turni alla stregua della legalità e oberati da recuperi psicofisici non garantiti dalle condizioni di cui sopra”.

La situazione si fa seria e tesa. Auspicato un opportuno intervento delle autorità e dei vari decisori istituzionali coinvolti. Dopo il virus e con la sua minaccia ancora incombete, la sanità ischitana non può rischiare ora di rimanere senza assistenza. Non possono rischiare i pazienti ed i malati ischitani. L’ennesimo assurdo perpetrato dinanzi all’inamovismo dei sindaci, dianzi al silenzio tacito di chi governa la nostra isola che dovrebbe al contrari rappresentarne tutelare gli interessi. La salute sopra ogni cosa.

1 commento

  1. e da quest’altro fronte lacco Forio Serrara a quando un progetto serio per un depuratore per le acque reflue che finiscono direttamente in mare senza trattamenti

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