Sanità: ci hanno preso in giro. Addio UTIC, Oncologia con Pozzuoli e Procida inascoltata

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I due Ospedali in sintesi

Il PO Anna Rizzoli di Ischia, dove risiede una popolazione di circa 60.000 abitanti, ma con una notevole ospitalità stagionale da aprile a novembre tale da far rilevare oltre 20.000 accessi annui al Pronto Soccorso, viene configurato come Presidio Ospedaliero di base con Pronto Soccorso in deroga rispetto al bacino di utenza. L’ospedale funge da PST per rete Trauma, spoke I livello rete emergenze pediatriche, spoke I rete terapia del dolore.

Il Presidio Ospedaliero precedentemente previsto sull’Isola di Procida viene rimodulato quale Punto di Primo Intervento, Attività di chirurgia elettiva in regime ambulatoriale ed un Ospedale di Comunità con assistenza infermieristica, gestito dai medici di Medicina Generale.

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Gaetano Di Meglio | Antonio D’Amore, Lello Topo e tutti gli altri ci hanno preso in giro. E lo hanno fatto giocando sulla nostra pelle.
Ieri l’ASL Napoli 2Nord con il suo direttore generale ha approvato il nuovo “Atto Aziendale” che, di fatto, cancella l’UTIC dal Rizzoli, lascia l’oncologia di Ischia con l’Ospedale di Pozzuoli, cancella l’Ospedale di Procida e, nonostante le tante rassicurazioni, dichiarazioni di facciata e tanto altro, è tutto come prima.
Una presa in giro colossale che tocca tutti. Che coinvolge i vertici dell’ASL, i vertici della politica regionale, i nostri amministratori presi per i fondelli da questo e da quello e noi, in mezzo, a fare come gli asini che prendono bastonate.
In basso pubblichiamo l’articolo 48 dell’atto aziendale approvato con delibera numero 128 del 27 settembre 206. Nel frattempo, quel che ci interessa evidenziare è la strafottenza che emerge da questo atto.

ADDIO UTIC
L’atto azienda ha, di fatto, cancellato l’UTIC e, leggere di avere 8 posti letto in cardiologia non significa assolutamente nulla. L’unità intensiva coronarica (UTIC) è ben altra cosa. 180 infartuati all’anno sono un numero che va tenuto in considerazione. E, come avevamo avuto modo di criticare già in occasione del Piano Ospedaliero siamo stati esclusi – e questa è la cosa grave – dalla rete Ictus e IMA, ovvero l’articolazione “tempo dipendente” del Piano ospedaliero regionale.
Ci avevano tranquillizzati dicendoci che avrebbero corretto l’errore materiale: l’atto è qui, approvato e tra gli SPOKE della Rete IMA, il Rizzoli non c’è!
E lo conferma la mappa della “Rete delle emergenze cardiologiche della Macro Area ASL NA2”: Ischia era cancellata ed è cancellata oggi.
Per essere completi, va detto che tra le Strutture complesse dell’atto Aziendale, nel “Dipartimento Ospedaliero di Area Medica” compare anche la dizione “U.O.C. Cardiologia-UTIC P.O. di Ischia”. Ma manca la struttura semplice. E, soprattutto, non siamo stati riconosciuti SPOKE della rete Ictus e IMA. Lo ripetiamo, il danno è questo!

SIR? QUESTO SCONOSCIUTO
In 220 pagine, non c’è un rigo che faccia riferimento al servizio SIR o alla gestione dei pazienti dell’ex Villa Orizzonte. Un silenzio pauroso. Eppure, D’Amore, aveva fatto intendere che se ne preoccupava. Ma gli atti parlano chiaro. La parolina SIR appare solo del Dipartimento di Salute Mentale come struttura dipartimentale: “U.O.S.D. Gestione SIR” e, seguendo la tabella, non abbiamo capito neanche a quale struttura complessa fa riferimento.

L’ONCOLOGIA CON POZZUOLI
Nell’edizione di ieri sembrava che l’istituzione della rete oncologia potesse essere una buona notizia per Ischia e, invece, l’atto aziendale dell’ASL Napoli 2 Nord è la conferma di quanto abbiamo denunciato qualch settimana fa. Nel silenzio di tutti, D’Amore ha confermato il Day Hospital Ischitano legato alla Struttura Complessa di Oncologia dell’Ospedale di Pozzuoli.
E, come avevamo giustamente evidenziato, Giugliano si gode la sua “Strutture Semplice Dipartimentali” mentre Ischia corre il rischio del caos. Nel silenzio di tutti lo avevamo gridato e oggi, con la giusta prosopopea possiamo affermare che non siamo riusciti nemmeno a conservare l’Oncologia a Ischia. Il nuovo piano ospedaliero, infatti, prevede che il Day Hospital di Ischia sia collegato alla Struttura complessa del “moribondo” reparto di oncologia dell’Ospedale di Pozzuoli. Lo ripetiamo perché è necessario dirlo.
E’ il caso di fare la rivoluzione. Davvero.
E’ il caso di attivare una forma di protesta civile seria. Basta con le piazzate, iniziamo a boicottare i servizi. Iniziamo a boicottare i servizi sanitari. Chiediamo ai medici di scioperare e di non sacrificarsi più, inutilmente diremmo. Arriviamo anche alla barricate, ma smettiamola di farci prendere per i fondelli da chi pensa di poter trattarci come quelli che hanno l’orecchio al naso.
Purtroppo, anche grazie all’ignoranza di molti amministratori, grazie a qualche stupida questione personale con questo o quell’altro primario, siamo costantemente in balia di chi fa quello che vuole. Cancellano un servizio e stiamo zitti. Ci tolgono il PSAUT di Ischia Ponte e lo difende un’associazione della terra ferma. Ora c’è questo atto aziendale approvato e che ci penalizza in maniera fin troppo forte.

C’È QUALCUNO CHE SI OFFRE PER VALUTARE UN RICORSO AL TAR
Questo Atto Aziendale che merita di essere impallinato al TAR. C’è l’urgenza che gli avvocati ischitani ci diano una mano. Abbiamo l’urgenza di riprenderci quello che ci hanno tolo. Quello che, di fatto, ci hanno rubato.

LA DIFESA DI D’AMORE
Secondo quanto ha appreso “Il Dispari”, Antonio D’Amore rispetto a questo atto aziendale si è difeso accusando la Regione Campania. Stando a quanto sosterrebbe il direttore generale, infatti, sembra che gli emendamenti correttivi alle normative su cui si fonda l’Atto Aziendale non siano mai stati prodotti. Parlando dell’UTIC, chi doveva correggere l’errore? Chi deve riconoscerci come SPOKE nelle reti ictus e IMA?
Urge una reazione. Anche violenta. Se necessaria.

2 Commenti

  1. Consentitemi, visto che i cerusici si atteggiano a Dei dell’Olimpo, a cominciare dall’ortopedia, è meglio che quel lazzaretto chiamato ospedale ” A. Rizzoli ” lo chiudano proprio, così non se ne parla proprio più.

  2. A proposito, c’è un ortopedico che cammina sempre tutto dritto, come se avesse una stecca nella schiena, e, siccome si sente un essere superiore, pur non capendo niente l’ hanno soprannominato ” Io sono “.

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