Sangue amaro? No, grazie! | #4WD

4WARD today di Davide Conte di venerdì 01 Novembre 2019

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Non è più calcio! O forse non lo è mai stato da anni. Quando la passione era più forte della ragione, non c’era alcun motivo che potesse ostacolare la domenica allo stadio e non c’era limite, se non la tasca, per raggiungere la tua squadra del cuore ovunque andasse in trasferta, in Italia o all’estero. Poco importava se, sotto banco, gli arbitri erano venduti peggio di molti calciatori e i presidenti barattavano la fede dei loro tifosi per questo o quell’affare con gli omologhi delle società antagoniste. Contava solo la maglia e la speranza. Quella che per un tifoso del Napoli, nel campionato italiano, si è concretizzata appena due volte, quando c’era quell’ineguagliabile folletto dalla chioma riccia che tutto il mondo ci ha invidiato e che non ha più visto un degno successore, da allora, anche nelle squadre più blasonate.

Oggi, dopo il vecchio calcioscommesse, il no limits alle frontiere per gli stranieri, nell’era dell’hi-tech più sfrenato, con un giro di soldi neppur lontanamente comparabile a quello di trent’anni fa, neppure l’avvento della VAR technology sembra essere riuscito ad arginare la sfacciata arroganza di chi, nei posti di potere legati al “pallone”, non intende in alcun modo rinunciare alla facoltà di determinare buoni e cattivi, vincenti e perdenti, più bravi e meno bravi, con metodi che nulla hanno a che fare con la reale meritocrazia dentro e fuori dal campo.

Avevo già gettato la spugna rispetto alla politica di un presidente inguaribilmente furbo, sparagnino e non tifoso. Ma quel che è accaduto l’altro ieri sera al San Paolo e, poco più tardi, allo stadio “di quelli là” a Torino, rende inutile ed inaccettabile, per chi ha un minimo di dignità e sale in zucca, continuare ad appassionarsi ad un calcio totalmente marcio che -credetemi- non merita il “sangue amaro” di gente come me e come molti di Voi.

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