martedì, Aprile 13, 2021

Salvini non olet

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Il racconto di Svetonio da cui trae origine la famosa espressione “pecunia non olet”, rivolta dall’imperatore Vespasiano a suo figlio Tito, che lo rimproverava di aver tassato la raccolta delle urine nelle latrine private dell’urbe, può in qualche modo essere ricondotto alla visita di Matteo Salvini nelle zone terremotate della nostra Isola, così come a quella di tutti gli altri che, da Mattarella a Minniti, da Berlusconi alla delegazione del gruppo regionale del Movimento Cinque Stelle, hanno calcato con tanto di codazzo politico e non quelle zone sì disastrate.

Dal 21 agosto ad oggi, quella del leader leghista e premier in pectore del centrodestra nazionale non è certo la prima passerella dal Majo al Fango. Avrebbe fatto sicuramente lo stesso anche la cancelliera tedesca Angela Merkel, se non avesse deciso di privarsi per il secondo anno consecutivo della sua consueta vacanza primaverile in quel di Sant’Angelo. Chiaramente, finora nessuna di esse ha portato alcunché di buono ai nostri sfortunati Concittadini casamicciolo-lacchesi. E con tutta probabilità, ogni possibile vantaggio o soluzione concreta continuerà a ristagnare nei meandri della burocrazia, anche alla mercé dell’incompetenza e dello scarsissimo spirito d’iniziativa di molti amministratori locali.

Sin da ieri che il nostro Quotidiano ha sparato in anteprima nazionale la notizia della vacanza ad Ischia di Salvini e compagna se ne sono lette e sentite di tutti i colori: opinionisti della domenica e non solo, improvvisati esperti di politica e paladini del più profondo e ritrovato orgoglio meridionale non hanno risparmiato critiche feroci al felpato leader lumbard, specialmente memori del suo famoso coretto contro i Napoletani che ancora oggi, dopo ben nove anni da quel meeting leghista a Pontida, risuona come offesa imperdonabile nei confronti di tutti noi. Anche oggi sul traghetto, mentre ero di ritorno da Pozzuoli, molti vacanzieri campani in arrivo ad Ischia si intrattenevano tra loro ragionando a tutto tondo sul possibile governo che (si spera) sta per nascere, scivolando poi inevitabilmente su Salvini ad Ischia e intonandosi, seppure con strumenti diversi, su un unico spartito dal titolo: “Ma pecché nun se stev ‘a casa soia?”

Bene! Volete sapere come la penso? Credo che dovremmo smetterla con questo qualunquismo spicciolo. Matteo Salvini, in questo momento, è un uomo sulla cresta dell’onda, persona dalla grandissima visibilità e, se tutto procede secondo le previsioni, rivestirà un ruolo chiave non solo nell’ambito del centrodestra ma anche e principalmente nell’esecutivo che, di qui a poco, potrebbe determinare quelle decisioni importanti che un po’ tutti, a prescindere dal partito che abbiamo votato, ci aspettiamo. In particolare dalle zone terremotate, ho sentito a più riprese reclamare la totale assenza di concretezza di chiunque, dalle alte sfere della politica, sia venuto fino ad oggi sul posto a rendersi conto della situazione. Oggi, al di là del fatto che un vip in vacanza ad Ischia rappresenti già di per sé una pubblicità più che positiva per tutti noi, quando sono ancora tantissimi ad associare una prenotazione dalle nostre parti al rischio terremoto, cosa ci perdiamo a prendere atto che anche Salvini, come diversi altri, non abbia risparmiato riflessioni incontrovertibili sullo stallo che tuttora avvolge le speranze di rinascita di Casamicciola e Lacco dopo ben sette mesi da quella maledetta scossa? Quella di ricredersi sull’applicabilità del condono ter anche in Campania apparirà senza dubbio l’ennesima promessa, anche se post-elettorale, ma è così difficile archiviarla come tale e poi, magari, ricredersi piacevolmente dinanzi a un provvedimento finalmente utile di un governo che potrebbe finalmente rivelarsi “amico di Ischia”?

Credo che questo genere di valutazione vada rivolta a chiunque e da qualsiasi sponda partitica intenda farsi avanti, dimostrando un certo interesse per i problemi che ci appartengono, ma soprattutto la disponibilità a considerare in modo rispettoso l’importanza che un segnale di reale e seria attenzione verso di noi, al pari di tutte le altre zone italiane colpite di recente dal terremoto, sia molto più di un atto dovuto, ma un vero e proprio sostegno alla voglia di ricominciare di comunità umili e laboriose che non meritano certi livelli di “distrazione”.

E allora, ben vengano uno, dieci, cento Salvini a visitare Ischia. La speranza è l’ultima a morire, la loro presenza non ci costa nulla e, soprattutto, non olet. Proprio come noi partenopei. Vero, Matteo? Buona Pasqua ad Ischia!

 

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1 commento

  1. non voto lega e non faccio parte della lega -ma ho apprezzato tantissimo che il nostro ospite V I L L E G I A N T E -in forma privata con la sua compagna sulla nostra isola -come tanti, dopo aver letto e sentito tg che ne sparavano in tutti i modi e in tutti i colori,-dopo che papaveri e papere e prelati in alta uniforme hanno scambiato una zona devastata dal sisma come se fosse una PASSEReLLA che gli attori attraversano (RED TAPPETO) per mettersi in mostra -lo ringrazio per i sentimenti e le critiche che ha esternato -questo sia sulle zone terremotate sia quando si ha goduto da turista la funzione della CORSA DELL Angelo lungo il corso di LACCO Ameno o il momento di relax dedicato alla pesca-lo ringrazio per le belle foto della nostra isola che ha postato sul suo sito e hanno fatto il giro del mondo-invece mi domando che figura hanno fatto i nostri illustri politici locali che hanno fatto solo da coda all ‘astro nascente della politica italiana non facendo altro che lamentarsi di quello che loro dovevano fare e non stati ingrado di fare

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