Salvate la Zona Rossa. Otto mesi per non muovere una maceria

Messa in sicurezza e Piano d’Emergenza bloccato: Schilardi ha firmato anche per via D’Aloisio e via Serrato, ma il comune non attiva le procedure di un intervento per quasi 800 mila euro

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Ida Trofa | Non solo ristori ed indennizzi. Il commissario per la ricostruzione rafforzata la sua posizione al vertice del Terremoto di Ischia, tra liti politiche, emendamenti, non emendamenti e discussioni dovrebbe cominciare anche a preoccuparsi dello stop, causa cessazione dello Stato di Emergenza, dei lavori del “Piano Grimaldi”. Un piano per il quale si attende ancora l’attuazione e le opere di messa in sicurezza bloccate specie a Casamicciola Terme e specie nella zona alta, quella maggiormente colpita e avviatasi verso il serio rischio di divenire un borgo fantasma.

Fin qui si restava nascosti dietro l’inutile microzonazione, ora dietro le crisi politiche e gli emendamenti, poi verso un piano di ricostruzione e poi chissà che cosa.
Ma per la Via D’Aloiso e la Via Serrato, le uniche mai interessate dall’attuazione del Piano Grimladi c’è la documentazione, ci sono gli atti affidati al commissario per la ricostruzione per le necessarie deduzioni. Ormai, il 10 giugno scorso, il Prefetto Carlo Schilardi ha firmato con il Sindaco Giovan Battista Castagna il documento che disciplina l’attuazione dell’intervento di rimozione delle macerie su via D’Aloisio e su via Serrato da circa 800 mila euro. Ciò sulla scorta di una nota inviata o dal sindaco Castagna al dottor Schilardi. Adesso c’è l’ok anche di Carlo Schilardi dopo quello di Giuseppe Grimaldi che mesi e mesi fa ormai aveva dichiarato gli inquilini del Capricho forza esecutiva mandando in attuazione l’intervento di vitale importanza per il paese. Il comune termale quale ente attuatore avrebbe già dovuto provvedere ad esperire la gara d’appalto nel più breve tempo possibile (muovetevi!) attraverso le procedure telematiche. Ora il sindaco Giovan Battista Castagna non ha più alibi anche se per lo stuolo comunale i termini breve e possibile non sembrano essere parte del proprio vocabolario .

Schilardi dixit. Via l’esercito dalla zona rossa entro dicembre. Salvo smentite come per gli alloggiati
A dicembre è previsto che vada via anche il presidio militare dell’esercizio Italiano. La disposizione è già stata impartita dall’ex prefetto leccese. Questo rappresenta una pesante opzione. Sebbene Schilardi possa essere smentito anche su questo termine come è accaduto per la “cacciata“ dei terremotati ischitani dagli hotel.

Otto mesi per non muovere una maceria nonostante gli ordini di due commissari
Il primo cittadino e ha ottenuto il riscontro alle richieste sul piano per via D’Aloisio e via Serrato, ma non trova la via di attuare l’intervento. Perché? Sia Grimaldi che Schilardi hanno approvato l’intervento. Allora chi ha interesse a non rimuovere la zona rossa da quelle aree?
A che gioco stiamo giocando?Non sono bastate le schifezze di questi quasi tre anni di sisma?

Sul “Piano degli interventi urgenti da Stato d’Emergenza“ e sulla “ Rimozione macerie e messa in sicurezza“ delle due arterie, D’Aloisio e Serrato (che di fatto costituiscono il cuore della zona rossa e dove trovarono la morte Lina Balestrieri e Marilena Romanini?
Schilardi scrive: “In riscontro alla Vs nota del 9 luglio e nel prendere atto di quanto rappresentato da codesto ente, ribadisce quanto già riferito in precedenti comunicazioni inerenti gli interventi di cui al Piano ex OCDPC 476/2017(piano emergenza Grimaldi ndr), ovvero di proseguire senza indugio a portare a termine gli interventi cosi come già approvati, disciplinati e finanziati dal cessato Commissario per l’emergenza.A riguardo si assicura che i fondi relativi al finanziamento concesso sono tanti trasferiti sulla contabilità speciale di questo Commissariato che ne curerà l’erogazione sulla base di quanto stabilito nella relativa conversazione. Si resta in attesa della preannunciato richiesta di anticipazione“. Parte l’iter per le strade che hanno visto la morte di due donne, un iter che speriamo possa esser meno lungo del tempo volutoci per sbloccare lavori dedicati ad un’emergenza dichiarata cessata. Cosi il 31 dicembre saranno 10 mesi di stallo che si aggiungono ai 18 di caos studiato.

1 commento

  1. E si! Il motivo è semplice ancora non c’è una torta da spartirsi. C’è ancora tanto da discutere. La “sbravecatura” andra nel mare? Al frantoio o su migliaia di camion che andranno arricchire ulteriormente le società di navigazione?

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