Rivive il CISI, i sindaci verso l’unione del trasporto dei rifiuti in terra ferma

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Gaetano Di Meglio | Quando le cose le scrivi anni prima e poi si inizia a fare proprio in quel modo, beh, il sorriso fa capolino tra la folta barba e ti senti un po’ più sereno.
Era il 21 aprile del 2018 quando, in un editoriale dal titolo: «“Chiudere” il CISI è semplice follia!» scrivevo: “Guardiamo oltre il ciclo idrico, alziamo gli occhi e iniziamo a pensare che l’unione, che tanti invocano, è a portata di mano. Il CISI potrebbe, fin da subito, gestire la comunicazione istituzionale dei sei comuni insieme. Potrebbe gestire il trasporto dei rifiuti, potrebbe gestire e affrontare una parte dell’attività di programmazione territoriale. Insomma il CISI ci serve! Ci serve per dire che vogliamo iniziare a fare bene e farlo insieme. Oltre le chiacchiere, oltre le parole vuote di un sistema politico che dimostra, giorno dopo giorno, di essere inadeguato e inadatto a ruolo che è chiamato a ricoprire.”

Sembra che sia stato un facile profeta in patria. Da mesi, infatti, tra i sindaci si inizia a parlare di affidare al CISI il trasporto dei rifiuti in terraferma. Una pratica positiva che, speriamo, non generi figli strani.
Da anni, abbiamo (ho) combattuto contro il sistema di Pierluca Ghirelli e contro l’attuale gestione del CISI e dell’EVI. Un coacervo di interessi “privati” che non risponde alle esigenze dei territori. Dopo anni, dopo articoli e articoli e dopo aver smascherato diverse cattive pratiche, sembra che il vento stia cambiando.

Sembra che, finalmente, si cominci a ragionare in maniera unitaria. Da mesi, dopo il tiepido tentativo di Dionigi Gaudioso e dopo un’apertura più decisa di Giacomo Pascale, finalmente si pensa a fare sul serio.

Qualcuno parla di gara per l’affidamento del servizio, qualche altro dell’acquisto di una nave, qualche altro di noleggio. Con tanta umiltà, però, credo che prima di tutto questo siano necessari realizzare due passaggi importanti soprattutto perché, mai come in questo settore, abbiamo la necessità di blindare alcune posizioni.

Prima di ogni iniziativa, credo sia necessario scippare con forza e violenza il giocattolo dalle mani dei privati. Si, avete letto bene, scippare con forza. E come fare? Due passaggi veloci. Il primo è chiedere il riconoscimento dello STU (un sotto ambito relativo all’isola d’Ischia) all’Ambito territoriale ottimale Napoli 2 (nonostante non sia ancora attivo, ma essendo regionale si può forzare la mano con De Luca) e, definire per legge, che il trasporto in terra ferma sia affidato solo attraverso un affidamento pubblico e unico per le sei municipalità.

Perché? Perché bisogna evitare che la singola amministrazione si sfili dall’ipotetico gestione unitario. E perché bisogna evitare che l’iniziativa (ovvero l’affidamento pubblico) sia opzionale. Togliere il giocattolo dalle mani dei privati e rendere “pubblica” la gestione è la sfida che i nostri sindaci devono cogliere e vincere!

Se poi, invece, vogliamo fare le stesse chiacchiere di sempre, beh, allora lasciate che il CISI o i comuni gettano altri danari pubblici.

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