venerdì, Marzo 5, 2021

Ripresa sì, ripresa no. Due giorni di fuoco: elezioni Figc e giunta Coni

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Tra domani e martedì si registreranno due tappe importanti per comprendere se i campionati di Eccellenza, al pari di quelli di calcio a 5 Serie C1, potranno ripartire oppure tantissimi calciatori, allenatori, dirigenti e addetti ai lavori dovranno mettersi il cuore in pace e pensare a programmare la prossima stagione.

Che sarà comunque contraddistinta dalla pandemia, anche se si spera con indici assai inferiori a quelli registratisi negli ultimi tempi, oltre a numeri relativi ai contagi nettamente in tono minore. Domani a Roma si svolgerà l’assemblea elettiva della FIGC. Per la poltrona di presidente il favorito è senza dubbio Gabriele Gravina rispetto allo sfidante Cosimo Sibilia. Il giorno seguente a tale nomina, inoltre, è prevista riunione della Giunta Nazionale del CONI in quel di Roma presso il Foro Italico. Quest’ultimo appuntamento potrebbe rivelarsi fondamentale per capire se l’Eccellenza e la C1 di calcio a 5 potranno effettivamente riprendere le proprie attività, con conseguente “elevazione” delle stesse categorie tra le competizioni d’interesse nazionale. In questi ultimi giorni, dopo un iniziale ottimismo derivante dalle decisioni scaturite dall’ultimo consiglio direttivo della LND (sono trascorse tre settimane), è tornata l’incertezza in seguito all’aumento dei casi di positività al Covid-19. Le nuove varianti del virus preoccupano le autorità sanitarie, e in alcune regioni a partire dalle prossime ore saranno reintrodotte misure restrittive per tenere a bada i contagi nella delicata fase delle vaccinazioni (lo stop alla riapertura degli impianti sciistici è un ulteriore segnale in tal senso). Dopo l’elezione del nuovo numero uno della FIGC e relativo consiglio direttivo, e qualora dovesse arrivare il via libera il giorno seguente dal CONI per l’inserimento dei massimi campionati regionali nel novero di quelli di “interesse nazionale”, si procederà con la ripresa degli allenamenti ma la strada verso la ripresa dei campionati resterebbe comunque in salita. Per due motivi: l’attuazione del protocollo sanitario della Serie D non è così scontata e poi bisognerà stanziare i giusti fondi e garantire una ripresa senza ulteriori aggravi per le società che dovranno comunque sobbarcarsi già diverse spese di gestione in un momento di forte contrazione dell’economia nazionale e locale. Tra l’altro, come paventato già da alcuni club del massimo campionato dilettantistico nazionale, bisognerà capire come limitare all’essenziale il numero di rinvii che chiaramente con pochi mesi a disposizione creerebbe non pochi grattacapi ai club partecipanti alle suddette competizioni. In alcune regioni inoltre, con i tempi che chiaramente si sono dilungati per una possibile ripresa, alcune competizioni non sarà più possibile concluderle regolarmente e dunque si dovrà procedere ad un riesame dei format per chiudere la stagione, probabilmente con i tanto decantati play-off e play-out e la disputa del solo girone d’andata dove possibile. Cambiamento dei format che soltanto il consiglio federale (5 marzo la data plausibile?) può autorizzare, ivi compreso l’eventuale blocco delle retrocessioni, come avvenuto in ambito Federvolley. A proposito, ieri sono iniziati i campionati regionali di Serie C di pallavolo. Il 7 marzo toccherà alla Serie C Gold di basket. Questo grazie al lavoro svolto per tempo dalle rispettive federazioni d’accordo con i comitati regionali, mentre in ambito calcistico (indipendentemente dai maggiori costi che mediamente comporta un campionato di Eccellenza), sono prevalse e continuano a prevalere situazioni che nelle ultime settimane il “Coordinamento per il cambiamento” sta cercando di portare alla luce, con comunicati pungenti e mirati, tendenti a far luce su circostanze che vanno contro gli interessi di chi vuole fare calcio in ambienti dove non prevalgano prevaricazioni e personalismi.

S.M.

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