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Rigettato il ricorso salva “Regno di Nettuno”, buco nell’acqua dei sindaci

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Altro buco dell’acqua della nostra politica locale nella vicenda del Regno di Nettuno. La settima sezione del TAR Campania ha infatti rigettato il ricorso del Consorzio di gestione dell’area marina protetta, ritenendo il commissariamento del Ministero dell’Ambiente legittimo. Contro tale decisione avevano fatto ricorso al TAR il consorzio (espressione dei 7 Comuni delle isole di Ischia e Procida) e ad adivandum anche il Comune di Forio. Per il TAR il potere di “revoca” della “gestione provvisoria” dell’Area Marina protetta e’ stato esercitato in presenza dei presupposti tutti di fatto e di diritto che ne consentivano l’esercizio. Per il TAR non e’ condivisibile la linea difensiva del Consorzio e non si puo’ far risalire le responsabilita’ di alcune carenze funzionali solo ed esclusivamente alla condotta del Responsabile Scientifico, Strada (licenziato nel mese di Aprile 2015). Il TAR ha evidenziato che gli inadempimenti e le criticita’, imputate dalla difesa del Consorzio al Responsabile Scientifico, sussistono da alcuni anni, e la cessazione del rapporto di lavoro di Riccardo Strada e’ avvenuta solo nel 2015, sette giorni prima dell’arrivo dell’atto di “commissariamento” da parte del Ministero. Pertanto, secondo quello che hanno fatto emergere i giudici del TAR “le diverse, notevoli, carenze funzionali nella gestione dell’area, non sono imputabili al singolo soggetto, ma al Consorzio tra i Comuni costituito per assicurare la gestione provvisoria”

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