venerdì, Marzo 5, 2021

Rifiuti a Forio, Rando approva il nuovo salasso SAPNA. Il contratto 2021 stavolta arriva in tempo

Per gli indifferenziati la società della Città Metropolitana ha previsto una tariffa di 174,48 euro a tonnellata. Il dirigente del settore finanziario approva e sottoscrive

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Ugo De Rosa | I rapporti tra la SAPNA e i Comuni isolani, almeno quello di Forio, sembrano migliorare, ma resta a carico degli Enti locali il “salasso” delle tariffe da pagare alla società della ex Provincia e oggi Città Metropolitana di Napoli che gestisce il ciclo integrato dei rifiuti. Non sono infatti mancati nel corso degli anni contenziosi con la società costituita nel 2009. Alla luce della normativa modificata appunto in quegli anni, che prevede che «la gestione del ciclo integrato dei rifiuti sono affidate, sul territorio della regione Campania, alle Province che esercitano tale attività per il tramite di società all’uopo costituite e da esse interamente partecipate». In ossequio anche a quanto poi stabilito da un decreto legge del 2011 e di quanto sancito successivamente dalla stessa società, ovvero che «la S.A.P. Na. SpA debba intrattenere rapporti diretti con le amministrazioni comunali». Dal 2013, dunque, la società fattura «direttamente ai Comuni il costo relativo al segmento provinciale del ciclo dei rifiuti, provvedendo alla stipula di appositi contratti con i singoli Comuni» per lo smaltimento dei rifiuti indifferenziati.

Come detto, ciascun Ente, di volta in volta, ha dovuto affrontare seri problemi e battaglie legali. Infatti a seguito di tali “imposizioni” dall’alto i Comuni che non provvedevano a liquidare le fatture sono andati incontro a pesanti conseguenze: il blocco dei camion al sito di Giugliano, ingiunzioni di pagamento e pignoramenti presso terzi. Sempre la ex Provincia, infatti aveva affidato alla sua società la gestione degli impianti, siti e discariche. Mentre ai Comuni resta la gestione delle sole attività di raccolta, di spazzamento e di trasporto dei rifiuti e di smaltimento o recupero inerenti alla raccolta differenziata. Oltre che, naturalmente, la riscossione della tassa.

I rapporti erano diventati ancora più tesi a seguito dello “scivolone” di De Magistris relativo alle tariffe del 2018 e del 2019, che vennero incrementate retroattivamente, nel secondo caso addirittura a novembre del 2019. Creando non pochi problemi ai Comuni anche nell’adozione dei bilanci. Sia Forio che Serrara Fontana ricorsero al Tar e i giudici amministrativi bocciarono le delibere della Città Metropolitana. Imporre un incremento retroattivo delle tariffe era infatti palesemente illegittimo.
Adesso, come detto, le cose sembrano andare un poco meglio, ma restano le cospicue tariffe da pagare. Nel caso specifico, quelle che dovrà sborsare il Comune di Forio per il 2021. Nella determina adottata dal responsabile del III Settore Finanziario Vincenzo Rando si fa riferimento alla delibera della Città Metropolitana del 27 aprile 2020, «recante l’approvazione del Piano delle attività anno 2020, veniva quantificato il costo delle attività di trattamento, smaltimento e recupero dei rifiuti oggetto di conferimento presso gli impianti nella disponibilità diretta o indiretta della S.A.P.NA Spa, determinando in euro 174,48, Iva inclusa come per legge, per cadauna tonnellata».

Dunque quest’anno il trattamento e smaltimento dei rifiuti indifferenziati costerà al Comune di Forio (e si presume anche agli altri) oltre 174 euro a tonnellata. Qualche giorno fa la stessa SAPNA ha trasmesso al Comune la bozza del contratto per il 2021, invitando l’Ente a sottoscriverlo…
Rando ha così provveduto a prendere atto dello schema di contratto trasmesso e ad approvarlo. Contratto che sarà lui stesso a firmare.
Tariffe esose, quelle della SAPNA, come più volte evidenziato, che incidono sulla determinazione poi delle tariffe della tassa sui rifiuti che pagano i contribuenti isolani. Fatto sta che, come evidenziato, più volte i Comuni sono poi risultati morosi e hanno subito le “randellate” della società della Città Metropolitana. Per far fronte ai costi generalmente crescenti, si cerca così di recuperare l’evasione. Ma nell’attuale periodo di crisi la situazione è destinata a peggiorare.

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