Riapre la SPA più antica del mondo, la Fonte delle Ninfe di Nitrodi

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Elena Mazzella | Con euforia, entusiasmo e voglia di ricominciare, senza però un pizzico di tensione che tutti ci portiamo dietro dal periodo particolare che abbiamo vissuto, riapre la Spa più antica del mondo, la Fonte delle Ninfe di Nitrodi.

Immersi nel verde incontaminato della valle di Buonopane che volge lo sguardo a sud, ci attende anche quest’anno un’esperienza di benessere completamente ripensata, ancora più legata ad un’idea di comfort che sappia rigenerare corpo e mente grazie, appunto, alla preziosa natura circostante, alla sorgente con la sua acqua unica, ai gesti lenti, alla quiete e ad un’atmosfera che sa di benessere. Leggendaria sorgente Nitrodi, conosciuta già dai primi coloni greci dell’Italia Meridionale e dedicata ad Apollo e alle Ninfe Nitrodi le cui acque benefiche sono classificate come “minerali, ipotermali, solfate, alcaline ed alcaline terrose” dalle proprietà terapeutiche, vantano del riconoscimento del Ministero della Salute con il decreto n° 3509 del 9 ottobre 2003.

Sarà ancora una volta la natura ad ispirare e ad aiutare a ristabilire l’equilibrio e donare pace attraverso sensazioni ed emozioni uniche dalla Spa più antica del mondo, soprattutto attraverso la convinzione che tutto gira intorno alle emozioni.
Buona parte dei momenti che viviamo durante la settimana, infatti, sono associate a stress e fatica mentale. In poche parole, emozioni a carica negativa che possono essere annullate da queste benefiche acque.
“Il segreto è proprio quello di fare una bella scorta di emozioni positive ogni volta che possiamo, nella maniera che preferiamo e noi grazie alla natura che ci circonda e all’acqua termale della sorgente millenaria di Nitrodi, immersi nella quiete del posto, proviamo a regalarvene alcune” ci dichiara Giuseppe Di Meglio, direttore del parco. “Con questi presupposti siamo pronti a far ripartire la SPA più antica del mondo, e il primo luglio apriremo le porte di questo sito straordinario che risale al primo secolo dopo Cristo, in piena età romana, e che custodisce nel suo sottosuolo le famose acque miracolose. Lo faremo in totale sicurezza, garantendo tutte le misure di sicurezza previste nel decreto ministeriale. L’accesso sarà possibile solo previa prenotazione poichè i posti saranno limitati dal distanziamento sociale. Anche se a questo proposito voglio sottolineare che la permanenza al parco negli anni scorsi è sempre stata tutelata dal massimo comfort e privacy in quanto sono sempre state organizzate posizioni che offrivano il massimo comfort ai nostri ospiti. Purtroppo l’accesso libero ai residenti non sarà più garantito, per cui consigliamo a tutti di prenotare in ogni caso la propria permanenza al parco. E’ questo è un anno di prova in cui valuteremo se mantenere gli stessi canoni di organizzazione anche negli anni prossimi. Siamo fiduciosi ed ottimisti, abbiamo già molte prenotazioni di ospiti che vogliono immergersi nell’atmosfera di totale relax che offre il parco confidando nella protezione delle leggendarie Ninfe”.

Ad accogliere turisti e residenti dunque sarà lo staff al completo e il luogo naturalistico ed incantevole di sempre, che tanto affascinarono gli antichi romani. Spazi verdi, rigogliosa natura circostante, aria incontaminata, panorama mozzafiato e l’acqua della sorgente che sgorga incessantemente, sono il mix di ingredienti di benessere ai quali si aggiunge un vasto calendario olistico per completare al meglio il percorso di benessere sotto la protezione delle Ninfe.

Dalla fonte sgorgano circa 12 mila litri di acqua all’ora e viene erogata attraverso docce, lavabi e piccole fontane senza aggiunta di alcun additivo. Per usufruire a meglio dei benefici delle acque è consigliato, durante la permanenza alla Fonte, fare abbondanti docce (soprattutto per le prime docce, è bene restare sotto il flusso dell’acqua per almeno 10 minuti e lasciarsi asciugare al sole).

L’azione dei minerali contenuti nell’acqua, lascia la pelle levigata e liscia ma soprattutto pulita, senza residui salini ed odorosi dilatando i pori e facendo respirare l’epidermide. La ricchezza del bicarbonato ed il mix di minerali contenuti nell’acqua di Nitrodi favoriscono una esfoliazione naturale lavando via i vari strati di cellule morte. Dopo la doccia è consigliato non lavarsi con saponi o detergenti per almeno qualche ora in modo da non occludere nuovamente i pori della pelle. Sui capelli sarà immediatamente percepibile l’effetto del bicarbonato che li renderà puliti e lisci, con un vero e proprio effetto balsamo.

A questi preziosi momenti di benessere che permettono di annullare i pensieri in totale tranquillità e salute, viene offerta all’ospite una particolare cucina caratterizzata da pietanze fresche con prodotti naturali e dai “Wellness drink”, ossia ricercatissime bevande e granite biologiche rinfrescanti, rilassanti, energizzanti e drenanti da sorseggiare tra un bagno di sole e una doccia, dopo un trattamento o un massaggio per potenziarne ancora di più l’effetto. Questi drink esclusivissimi, che associano all’acqua miracolosa di Nitrodi, le foglie delle piante presenti nel parco, dalle caratteristiche diverse, raccolte alle prime luci dell’alba nel momento di maggior potere balsamico, quando olî essenziali e i principi attivi delle erbe fresche sono al massimo della loro concentrazione e dolcificati poi con miele naturale, completano al meglio il percorso di benessere legato al parco.

La storia della fonte di Nitrodi segue da vicino quella della civiltà mediterranea, dal momento che le prime informazioni relative alla frequentazione della sorgente risalgono all’epoca della colonizzazione greca dell’isola di Ischia. 

È da quel tempo lontano che la sorgente ha iniziato ad essere meta di chi cercava ristoro per i malanni più vari. A Nitrodi si recavano i guerrieri per curarsi le ferite, le donne che volevano diventare madri, gli anziani affetti da gotta e da artrite, matrone romane che desideravano, grazie agli straordinari poteri di questa fons juventutis, difendere la bellezza di pelle e capelli dai colpi del tempo. 

Tutti trovavano un rimedio ai loro problemi: le ferite di guerra guarivano in poco tempo, i vecchietti diventavano più sciolti e arzilli, le donne emergevano dall’acqua più belle e più fertili che mai! I “super poteri” delle acque termali di Nitrodi erano tali che la sorgente diventò un centro di culto molto importante tra il I secolo a. C. e il III secolo d. C.

In un’epoca in cui scienza e religione erano ancora poco distinte, il potere curativo delle acque di Nitrodi veniva considerato un dono delle ninfe e del dio Apollo. A testimonianza di quell’antico culto oggi possiamo ammirare i rilievi votivi conservati presso il Museo Archeologico di Napoli, trovati a Nitrodi nel 1757.

Sono 11 graziose tavolette ed un altarino e ci raccontano una storia di guarigione e di wellness che dura da oltre 2000 anni alle quali è legata la seguente leggenda:

infuriava per le contrade euboiche grave contagio, causa di lutti continui, per cui la gente rivolgeva preghiere e doni agli dei per impetrare protezione. Consultato l’oracolo, la Sibilla così vaticinò: “La salvezza che cercate, verrà soltanto da una Ninfa”. Di quale Ninfa si trattasse non si capiva e di tale incertezza profittò Iale, brava nel tramare insidie, nata in Aenaria ( Ischia ), introdotta nelle schiere delle Driadi (ninfe dei monti).

Cogliendo l’occasione del responso, si presentò come colei che poteva fermare il diffondersi della pestilenza. Ma ciò avrebbe potuto avverarsi soltanto dopo aver ricevuto doni votivi offerti presso altari a lei consacrati. Tutti accettarono le condizioni.

Poiché la profetessa aveva peraltro indicato che soltanto le acque di Ischia potevano portare la salvezza, Iale si insinua nei reconditi seni per i fumanti bacini e per gli antri tenebrosi; raccoglie nitro e zolfo da mescolare con le acque salutari e già si appresta all’uscita, quando la scorge Inarime che, raggiuntala, così l’apostrofa: “Cosa cerchi? Chi ti ha spinto qui?”. Scoperta nel suo furto, Iale perde i sensi e la mente. Il gelido corpo si irrigidisce in sasso

E, siccome prima, mentre folle desiderava gli onori dovuti al dio indigete, aveva rimescolato i doni di quei fossili stillanti sotto i rifluenti antri, come se questa fosse una debita parte di pena, fusi ancora i rapiti liquidi, a testimonianza del furto, la celebre vergine venne in fonte mutata. E, poiché ciò che Iale aveva rubato ai lidi di Inarime odorava di nitro, anche alla fonte fu conservato il nome di Nitroli

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