Regno di Nettuno, bye bye Capitaneria Commissariamento a metà per i sindaci?

Mare. Il 23 gennaio c’è stato il “passaggio di consegne fra la Capitaneria di Porto di Napoli e il Consorzio” ma la continuano a “comandare” le scelte della Capitaneria. Sindaci autonomi a metà? Staremo a vedere..

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Gaetano Di Meglio | Il Consorzio di Gestione dell’Area Marina Regno di Nettuno è tornato ai comuni? Il 23 gennaio, stando ai verbali dell’assemblea del Consiglio di Amministrazione, si e ne prende atto approvando la “presa d’atto del passaggio di consegne fra la Capitaneria di Porto di Napoli e il Consorzio di gestione dell’AMP Regno di Nettuno avvenuto in data 23 gennaio 2020 presso la sede della Capitaneria di Porto di Napoli”.

Una notizia che viene resa pubblica, con il dovuto ritardo, e che pone molti interrogativi.
Il primo tra tutti è la totale assenza degli allegati. Pubblicazioni monche e, soprattutto, firmate dal responsabile f.f., dott. Antonio Miccio.
Il consiglio di amministrazione del Consorzio, presieduto dall’avvocato Raffaele Buono (Ischia) che si è riunito con l’avvocato Ambrogio Del Deo (Forio), il capitano Ivo Iacono (Serrara Fontana) e il dottor Vincenzo D’Ambrosio (Casamicciola) ha, infatti, approvato “il verbale di passaggio di consegne siglato in data 23 gennaio 2020; la relazione tecnico amministrativa inerente la gestione della AMP nel periodo aprile 2016­ottobre 2019; l’inventario dei beni dell’AMP al 2019; l’elenco degli scritti difensivi ai verbali amministrativi non ancora definiti; l’elenco verbali amministrativi/ordinanze ingiunzione di cui accertare l’avvenuto pagamento: un malloppo di atti che ha mandato in tilt i componenti del consiglio.

Gli interrogative maggiori sono tutti relativi alle pratiche e alle sanzioni amministrative già elaborate e in fase di discussione che dovrebbero essere portate avanti, oggi, da un consorzio senza dipendenti.
Nonostante l’assenza dei componenti Michele Calise (Lacco Ameno), Luigi Patalano (Barano d’Ischia) e Giovanni Lombardi (Procida), il consiglio ha anche approvato l’allegato DUP triennale con annesse schede di programmazione annuale e triennale e il bilancio previsionale per l’esercizio finanziario 2020 come nelle allegate tabelle. Tutti atti che, al momento, non sono ancora resi pubblici. Questo è il contenuto ufficiale degli atti pubblici ma in realtà?

In realtà, se tanto ci tanto, ora che la Capitaneria di Porto ha lasciato la “guida” del Consorzio e si è conclusa, definitivamente, la parentesi del commissariamento, la prima domanda da porti è chi e come ha nominato Miccio responsabile f.f. del Consorzio? I sindaci? C’è un decreto di nomina?
I bene informati raccontano di un contratto sottoscritto dalla Capitaneria con scadenza al prossimo settembre. Di fatto, se vogliamo, è un commissariamento a metà. La Capitaneria lascia, I sindaci prendono, ma non possono decidere come procedure perché devono sostenere le “nomine” e le scelte assunte della Capitaneria? Il che, volendo, è anche una cosa buona.

Certo, il problema di fondo è sempre lo stesso: il Regno di Nettuno, i nostri sindaci e la sua funzionalità.
Chi scrive crede che Antonino Miccio debba essere tenuto a Ischia con la “forza”. I risultati di Punta Campanella sono sotto gli occhi di tutti. La sua gestione e la sua funzionalità rappresentano il vero case history da seguire. Ma deve essere una scelta voluta e non un obbligo che ci arriva dai commissari. Ma la realtà, purtroppo, ci racconta che la parte ischitana continua a combinare guai. Come vi abbiamo raccontato nelle settimane scorse, infatti, la Gazzetta Ufficiale riporta l’avviso di un concorso per il direttore pubblicato sull’albo pretorio del comune di Barano dove, invece, non c’è traccia. A chi stiamo prendendo in giro?

E ancora. Ora che il consorzio è “in carica” e dovrebbe diventare operativo, quando si porterà il nuovo statuto in consiglio comunale? Davvero ci volete far credere che sta tutto bene così?
Qual è la prospettiva del Regno di Nettuno ora che è tornato nelle mani dei sindaci? Ci avviamo nella solita palude del dolce far nulla? Dello sprecare tempo e risorse? Speriamo di sbagliare, ma crediamo di aver centrato, ancora una volta, il nocciolo.

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