Regione, per rispondere a Medmar quanto tempo ci vuole?

Ancora trasporti alla viene tenne. Dal 30 al 60% e poi al 100% sempre come vogliono gli armatori (senza soldi). Avevamo l’occasione di riscrivere il più delicato settore del nostro turismo. E non lo abbiamo fatto

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In questo servizio, vi raccontiamo della protesta di Giovanni Lombardi che chiede il ripristino del 60% dei collegamenti . Con Ida Trofa vi raccontiamo della sollecitazione della Regione Campania inviata agli armatori per l’attivazione di nuovi corse e la regione?

In tutto questo, ahinoi, purtroppo, continuiamo ad essere gli ultimi della scala alimentare, quelli che possono essere schiacciati. Da 3 giorni, infatti, Med Mar ha chiesto alla Regione l’autorizzazione per l’effettuazione di ulteriori 4 collegamenti con la terraferma. Quanto ci vuole per autorizzare questi collegamenti aggiuntivi? Quanto tempo ci vuole per mettere d’accordo tre enti che, invece, dovrebbero parlarsi con frequenza.

Regione, Comune e Capitaneria devono dire “ok” alla richiesta di Med mar, ma passano i giorni e l’autorizzazione ancora non arriva. Assurdo!

Purtroppo, però, torniamo, ancora una volta, a raccontarci sempre le stesse cose. Mi fa ridere la Regione imponga a privati che operano con i loro fondi e con il loro rischio di impresa quante corse effettuare. Facciamo un esempio. Se Medmar avesse deciso di lasciare i suoi marittimi in cassa integrazione e di fare come il “Mezzatorre” e non attivare nuove corse cosa sarebbe successo? Saremmo rimasti con le due corse Caremar e qualche corsa Gestour? E se la Gestur, che si è chiamata fuori nel periodo tosto, quando assicurare anche 3 corse era una perdita certa, decidesse di fare lo stesso, quale soluzione ci avrebbe offerto la Regione Campania?

Giovanni Lombardi rivendica una sua, personale esigenza di impresa e di categoria, ma chi, invece, rivendica le esigenze della comunità? Perché in Regione Campania il trasporti possono essere attivati al 100% (dove la Regione incassa!) e a mare, invece, solo al 60%?

La motivazione di “controllare gli imbarchi” è ridicola. Se fai i controlli a 6 corse non li puoi garantire anche a 12 corse?

Anche da questa emergenza, mentre la Regione Campania ha sperperato milioni di euro in vari modi, noi non siamo riusciti a farci garantire collegamenti regionali, sicuri, pagati e garantiti con navi adatte e decorose.

Nessuno si è preoccupato dei marittimi isolani. Nessun sindaco, nessun sindacalista, nessuno che si sia posto l’interrogativo se questa crisi avesse, o meno, influenza su quello che è il settore marittimo privato. Nessuno che avesse colto la necessità di porsi anche questa domanda ma, soprattutto, nessuno si è chiesto  – ancora una volta – come organizzare questa ripartenza.

Oggi gridiamo dateci più corse? Come? Con quale quadro orario? Come decide Medmar o Alilauro o Snav? E l’altro 40% di corse che De Luca ci ha privato – senza nessun motivo – quando le potremo riavere? Perché non le abbiamo già subito? Secondo quale criterio ci viene ridotta o aumentata la continuità territoriale? Quali sono i dati che incidono su queste scelte? Quali sono le esigenze per le quali possiamo raggiungere la terraferma e l’isola d’ischia con maggiore possibilità di scelta?

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