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Recuperato il corpo della giovane Lara Scamardella

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Ore 11.20 Riportata finalmente a terra la piccola Lara.  Il corpo sarà traslato all’obitorio del cimitero di Ischia a disposizione del medico legale poi il drammatico viaggio presso il II Policlinico per il previsto esame autoptico. Imprescindibile il doloroso riconoscimento da parte dei familiari.

 

Il corpo della giovane Lara è stato recuperato dai sub specializzati che si sono immersi presso la Secca delle Formiche.
Una operazione lunga e difficoltosa, iniziata ieri e, purtroppo, interrotta nelle ore notturne per poi riprendere all’alba.
La salma è ora nelle disponibilità del Magistrato.

Il giorno dopo la morte dei sub a Ischia e dopo il ritrovamento di entrambi i corpi, restano gli interrogativi sulla comprensione delle cause che hanno portato da una così dolorosa tragedia. Il corpo di Antonio Emanato, 44 anni, istruttore subacqueo, recuperato domenica dagli anfratti di una delle grotte che compongono la Secca delle Formiche a Ischia, è da ieri a disposizione del coroner.

La ricostruzione più probabile è che Antonio Emanato e Lara Scamardella abbiano perso l’orientamento per una visibilità oramai pericolosamente compromessa dal sollevarsi in grotta di melma e sospensione. Entrambi siano stati costretti così, nel buio della grotta, a una terribile ricerca della via d’uscita fino a consumare l’ultima goccia di aria nelle bombole. Una delle testimonianze più disperate è quella di Paolo Ardizio, operatore tecnico subacqueo che con l’aiuto di un collega, Pietro Sorvino, ha recuperato attorno alle 14 il corpo senza vita di Emanato. Secondo una prima ricostruzione pare che Antonio non indossasse le bombole perché le avrebbe passate a Lara nel tentativo di salvarle la vita. «Quando ho visto il corpo di Antonio — ricorda Scamardella — lui non aveva le bombole e conoscendo il suo altruismo è probabile che se le sia tolte per darle alla ragazzina in difficoltà. Un modo forse per consentire a Lara di respirare e raggiungere la superficie».

2 Commenti

  1. Se è possibile esprimere una riflessione lucida dopo il dolore immenso..
    l’istruttore non doveva portare una allieva di 13 anni (troppo giovane e senza brevetto) in una grotta con mare mosso, fondo fangoso, e senza il filo di Arianna.
    Queste immersioni si fanno col filo ed essendo almeno in tre. E, anche così, se si pinneggia male si sollevano sedimenti fino a non vedere più nulla.
    Una ragazzina non va portata in una situazione del genere.

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