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Real Forio, stop all’entusiasmo. Iervolino e la teoria dei mismatch: “Vince chi ne vince di più”

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E’ sereno e pacato. Angelo Iervolino ha preso le redini del Real Forio e sta navigando più tra le menti dei suoi giocatori che non tra le loro gambe. Il Mister ha capito che la vera sfida da vincere era quella di cambiare la mentalità acquisita. Di aggiornare il “sistema operativo” di una squadra che aveva smarrito il suo coraggio e la sua visione. Domenica arriva il Capri Anacapri e il mister archivia il felice esordio sulla panchina con la vittoria di Pomigliano. Ma ora è tempo di guardare avanti e di continuare a correre.

Mister, domenica arriva al Calise il Capri Anacapri. Che partita ti aspetti? E, soprattutto, ci sembra che questo campionato ci abbia insegnato che il posto in classifica non significhi avere lo stesso risultato sul campo.
“Assolutamente. E’ proprio questo su cui abbiamo cercato di lavorare in questa settimana. I ragazzi vengono da alcune esperienze passate dove, magari, si era fatto un risultato positivo, ci si è fatti prendere dall’entusiasmo e poi hanno avuto un brutto stop. E’ importante che sappiano e capiscano che c’era da fare un passo in avanti dal punto di vista proprio della maturità nella gestione di questi momenti e capire che, come abbiamo visto in settimana, anche sullo studio dell’avversario, i nostri avversari non sono da sottovalutare e secondo me la classifica non rispecchia il loro valore. E’ un’ottima squadra e ha giocatori importante in vari reparti. Nel reparto avanzato Gambino, a centrocampo il capitano Esposito. E’ una squadra che su cui bisogna lavorare per bene e fare, soprattutto, la partita con sacrificio e collaborazione, come abbiamo fatto a Pomigliano. Noi siamo chiamati ad aumentare quella che è l’idea di gioco che abbiamo provato in questi otto allenamenti. Mi aspetto che i ragazzi continuino a mettere ancora dentro qualcosina rispetto a quello che dobbiamo fare per provare a raggiungere l’obiettivo”.

Che gara ti aspetti sul piano tattico?
“Mi aspetto sicuramente una partita fatta di grande grinta agonistica da parte di entrambe le squadre e la vincerà chi avrà più nervi tesi soprattutto, ripeto, e magari sarà retorica, ma è importante che i ragazzi capiscano che la vince chi vincerà le tante piccole partite che si giocano nella partita stessa e che si vengono a creare. Appunto per questo bisogna avere una grande maturità nella gestione dei momenti. Ripeto, lo abbiamo ribadito mille volte, bisogna tenere alta l’attenzione ed è questa la cosa principale”.

Continua la maledizione degli infortuni per questo Forio. Di Micco, Vincenzo Monti, Gerardo Rubino. Abbiamo un’infermeria affollata
“C’è stata la possibilità di recuperare Gerardo Rubino e Di Micco ed entrambi hanno provato a fare qualcosina, ma vediamo domani come si sentono in rifinitura. Però è importante che loro, come ci siamo detti, sappiano che non bisogna forzare i tempi perché le recidive possono essere dietro l’angolo. Vincenzo Monti, invece, è ancora out perché ha una piccola inondazione e martedì prossimo farà nuovi esami. Ma ripeto e sottolineo, a prescindere dagli assenti che sono importanti, i ragazzi, tutti i 24 disponibili, devono raccogliersi in un gruppo solo, così da raggiungere la metà di domenica. E sottolineo con un grande spirito di gruppo senza farsi ingannare dall’entusiasmo della partita precedente e dalla classifica dell’avversario. Ripeto, non c’è nessuna partita facile e lo abbiamo visto anche con i nostri cugini domenica scorsa. Ma senza andare lontano anche noi abbiamo avuto la prova in alcune occasioni dove abbiamo fatto bene e in quella successiva abbiamo peccato. Ora, e questo lo step da fare”

Domenica c’è il tuo esordio in casa in una gara molto importante anche per la salvezza e i tifosi fanno parte del vittoria…
“Io ricordo che anche nei tempi addietro, quando ero bambino e venivo a vedere il Forio, all’epoca di Giosuè Russo il tifo era mostruoso. Quello che è stato fatto con l’Ischia ci ha aiutato. E li invito a farlo anche nelle partite che non sono derby. Devono essere presenti in gran numero perché loro devono giocare insieme a noi. È retorica, o forse no, ma quando si gioca in casa a volte è importante raggrupparsi tra squadra e pubblico per raggiungere gli obiettivi. Quello che vogliamo è allargare quello che l’interesse verso questa squadra e ripeto, spero che i ragazzi siano orgogliosi di loro.”

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