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RE.S.A, Lamonica corregge le determine per i mutui ma la mazzata resta

Ugo De Rosa | Ad ottobre il responsabile del V Settore del Comune di Forio arch. Gianpiero Lamonica aveva adottato tre determine per l’assunzione di mutui con la Cassa Depositi e Prestiti per far fronte a tre demolizioni a seguito di vecchie sentenze penali irrevocabili. Una bella mazzata per il Comune, a cui queste ennesime RE.S.A costeranno complessivamente anticipazioni sulle risorse del fondo per le demolizioni che ammontano a 165mila euro. Somme che sempre si è poi rivelato assai difficile, se non impossibile, recuperare dai responsabili degli abusi.

Come se non bastasse, all’atto dell’avvio della pratica di assunzione dei mutui, la Cassa Depositi e Prestiti ha richiesto alcune rettifiche alle tre determine. In particolare, come scrive ora Lamonica, «è necessario che la somma necessaria sia integralmente impegnata all’esercizio finanziario 2020». E dunque il dirigente ha dovuto provvedere alla revoca delle tre determine di ottobre e all’adozione di altrettante “corrette”. Una delle solite “imperfezioni” che caratterizzano gli atti licenziati dai Comuni. Ma la sostanza non cambia.

Tutti abusi risalenti nel tempo, che oggi tornano d’attualità. Nel primo caso, legato a una sentenza della Corte di Appello divenuta irrevocabile nel 2004, la somma inizialmente calcolata si era rivelata del tutto “ottimistica”. Per la demolizione da eseguire in via Calosirto ai danni di Domenico De Siano, infatti, nel 2010 l’Utc aveva calcolato una spesa di 22.097,17 euro ed era stato contratto il mutuo per tale cifra. Invece nel 2015, con la perizia del ctu nominato dal sostituto procuratore generale Cilenti, era arrivata la mazzata. Il perito aveva modificato il quadro tecnico–economico portando la spesa totale alla bellezza di 100.002,23 euro! Il che aveva costretto l’Ente a contrarre un mutuo per coprire l’equivalente del costo totale.

Anche nel caso della demolizione in via Francesco Calise in danno di Enzo Amore, la cui sentenza della Corte di Appello era divenuta irrevocabile nel 2007, la cifra inizialmente preventivata era risultata inferiore a quella realmente necessaria. Ma qui i numeri sono decisamente più bassi. Il mutuo contratto nel 2015 a seguito di valutazione dell’Utc ammontava a 6.409,99 euro complessivi. Ma con il trascorrere degli anni, quando già era stata avviata l’indagine di mercato per affidare i lavori di abbattimento, era emerso che il calcolo non era più rispondente alla normativa vigente ed occorrevano altri 3.535,47 euro. In questo caso, dunque, l’ammontare complessivo dell’anticipazione è pari a 10.240,09 euro.

Nel terzo caso, il più lontano nel tempo in quanto la sentenza era divenuta irrevocabile addirittura nel 1998, è però recente la perizia del consulente della Procura, risalente al 2018. La somma stimata per la demolizione alla via Belvedere in località Scannella in danno di Salvatore Esposito ammonta presumibilmente a 54.184,45 euro (sperando che non ci siano altre brutte sorprese…). A tanto al momento ammonta il mutuo da contrarre.
Tutti impegni di spesa che, come detto, graveranno sul bilancio 2020. Ma le “correzioni” sono l’aspetto meno doloroso della vicenda.
Adesso, provveduto all’adozione delle nuove delibere, sarà possibile contrarre i mutui e poi affidare i lavori per gli abbattimenti.

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