martedì, Aprile 13, 2021

Raffale De Maio: “La bellezza salverà il mondo”

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Raffaele De Maio | Come pittore e scrivano all’occasione lungo il cammino per “Procida 2022″, che spero sia meta culturale di bellezza artistica per tutti, ti invio una nota di “colore” che in questi tempi di mutazioni pandemiche in cui la vita e il futuro si sono ridotti alla conquista del giorno dopo giorno, può essere più che mai rassicurante per riscoprire valori immateriali che, per quanto possono sembrare secondari rispetto ai nostri bisogni essenziali, riescono ancora a trasmettere messaggi di speranza per il mondo che verrà.
Mi riferisco nella fattispecie alla Bellezza dell’arte, che mai come oggi resta un valore universale a cui tendere, avendo consapevolezza che in ognuno di noi c’è un potenziale artefice che la può declinare al meglio nella vita secondo le proprie attitudini e formazione, diventando “artista del suo operato.
Ora, venendo al titolo preso in prestito per questa nota, bisogna dire che dopo l’uscita del film La Grande bellezza del regista Paolo Sorrentino, il nome e l’aggettivo dati a quella pellicola sono diventati nell’uso comune della gente “un’etichetta” che viene spesso applicata (a torto o a ragione) a tutto ciò che di bello suscita in noi meraviglia e stupore: esempio la grande bellezza del creato, di uno spettacolo naturale o costruito, di un’opera d’arte e così via.
Nel merito, però, la bellezza, stando al vocabolario della lingua italiana, è un’impressione estetica gradevole, generata nei singoli soggetti dal coinvolgimento dei propri sensi e dalla propria formazione culturale che nasconde però numerose declinazioni a seconda del contesto ambientale a cui viene riferita.
Pertanto nel mondo degli umani BELLO può essere BRUTTO per alcuni e viceversa. Ciò non toglie però che in entrambi i casi sia il bello che il brutto restino facce qualificanti della stessa medaglia.
Questa condizione ha sempre permeato il mondo dell’arte, coinvolgendo artisti, critica e pubblico in elogi per il bello e stroncature per il brutto, come in un gioco delle parti che il tempo ha poi spesso ribaltato, per cui in sintesi possiamo dire : IL BELLO STA AL BRUTTO COME IL BRUTTO STA AL BELLO.
Tornando a quanto suggerito dal titolo da cui prende spunto questa nota resta evidente che il concetto di “Bellezza” comunque lo si coniughi rimane un punto di riferimento della nostra esistenza, a cui tutti tendiamo per l’appagamento del nostro benessere individuale, sia fisico che emotivo.
Se dunque la bellezza estetica è una gradevole impressione che allieta i sensi e lo spirito del nostro esser, torna più che mai attuale e calzante la grande intuizione di Dostoevskij nel suo romanzo “L’idiota” quando afferma: la bellezza salverà il mondo.
E forse è proprio in questo pensiero dove, oggi, riporre la speranza di un mondo migliore, nel quale la bellezza dell’opera dell’uomo declinata nei vari campi dell’arte e del sapere gioca un ruolo primario nel mettere in mostra la ricerca dell’ingegno umano, di cui l’Arte al pari della Scienza, restano veicoli creativi universali per il benessere dell’umanità.

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