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Questione di timing | #4WD

Daily 4ward di Davide Conte del 29 dicembre 2020

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Salvatore Ronga ha ragione! La voglia di cultura sulla nostra Isola è pari a quella di un astemio di tracannare un buon bicchiere di vino per innaffiare il suo pasto preferito. La storia plurimillenaria e le origini della nostra Isola meriterebbero da sempre ben altra attenzione da parte di chi, elettivamente o meno, è stato preposto a gestire quel che è di tutti. Forse, con un po’ di tempismo in più a supporto di qualche buona idea, il suo intervento avrebbe potuto riscuotere maggior attenzione e credibilità nell’anno in cui è stato Assessore al Comune di Ischia (2017-2018). Adesso, dall’esterno, combattere certe sordità è di gran lunga più difficile!

Mi trovo invece in disaccordo con lui non solo perché sostengo che il progresso, quello vero, sia indispensabile almeno quanto la cultura, ma anche nel merito delle sue considerazioni sull’erigendo parcheggio della Siena (“una volta c’era un vigneto all’ingresso del Borgo, oggi solo uno sfregio”).

Ho vissuto quell’opera prima da Assessore comunale, poi da consigliere d’opposizione e, infine, da semplice cittadino residente nella zona. Ero d’accordo sulla sua realizzazione ab origine e lo sono tuttora, ma non mi sono mai sottratto dal manifestare pubblicamente il totale disappunto su certe mancate valutazioni preventive e, poi, sull’andamento del cantiere, guadagnandomi -bontà loro- gli strali per interposta persona da parte della proprietà e del progettista che, però, non hanno fugato ancora oggi diverse mie perplessità.

A onor del vero, del tanto rimpianto vigneto in quel della Siena era rimasto ben poco già dagli anni ’80! E se analizziamo lo stato dei luoghi antecedente l’inizio dei lavori in corso, il polveroso parcheggio infossato a cielo aperto era certamente più schifoso del risultato finale a cui –Deo gratias– assisteremo finalmente entro il corrente anno.

Bene ha scritto anche Lello Montuori, richiamando al riguardo “i funzionari della soprintendenza, ogni impiegato pubblico e ogni assessore fino all’ultimo consigliere comunale”. Un intervento che avrebbe avuto senza dubbio un peso maggiore se pubblicato, magari con qualche atto ufficiale correlato, prima che i rapporti tra uno dei migliori dirigenti di sempre del nostro Comune e l’amministrazione in carica si incrinassero visibilmente. Del resto, non sarà un caso che l’ottimo Lello, secondo le mie previsioni, potrebbe presto rappresentare l’ennesima sciabola nostrana a “restare appesa” per lasciare il campo di battaglia ai soliti, inutili foderi, vecchi e nuovi.

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