Quella frase di Sandro Pertini che Giosi ha capitalizzato e calpestato…

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LA STRADA MAESTRA di Luigi Boccanfuso

Per molto tempo sul profilo facebook  di Giosi Ferrandino ha fatto bella mostra di sè una frase famosa di Sandro Pertini, il presidente della nostra Repubblica dal 1978 al 1985 che risulta essere stato il più amato dagli italiani fino ad oggi.
La frase è la seguente: GLI UOMINI PER ESSERE LIBERI E’NECESSARIO PRIMA DI TUTTO CHE SIANO LIBERATI DALL’INCUBO DEL BISOGNO.
Evidentemente Pertini con questo motto intendeva sollecitare tutti gli uomini a prodigarsi per aiutare il “prossimo” e non opprimerlo, ma piuttosto valorizzarlo.
Invece Giosi Ferrandino ha pensato bene di capitalizzare questo grande insegnamento, “all’incontrario”, nel senso che ha sempre brigato per liberarsi degli uomini liberi e per circondarsi piuttosto di tanti personaggi oppressi DALL’INCUBO DEL BISOGNO.
Infatti Giosi, diabolicamente, dal primo giorno del suo insediamento a sindaco d’Ischia, ha brigato per accattivarsi un gruppo di consiglieri comunali formato prevalentemente da diversi giovani ostaggi “dell’incubo del bisogno”, snaturando in tal modo la “ratio” della frase di Pertini.
La prova del nove della bontà di quanto scrivo in questo fondo, è data dall’articolo del direttore di venerdì scorso intitolato “il mistero del protocollo”, che fa riferimento a fatti e indagini in maniera abbastanza dettagliata,facendo il nome di quel consigliere comunale che per aver lavorato per un periodo nella segreteria del sindaco, svolgendo contemporaneamente la sua “professione” e quindi violando la legge in materia, è diventato ostaggio politico in cambio di una espressa autorizzazione,sconosciuta ai più e spuntata fuori con miracoloso ritardo grazie a un protocollo interno della segreteria del sindaco che ha suscitato e continua a suscitare sospetti e inquietudine.
Parimenti si potrebbero citare tanti altri casi analoghi, come per esempio quello di un’altro consigliere comunale che,stranamente,dopo l’arresto di Giosi è piombato in una grave crisi di panico,al punto tale da doversi sottoporre a una cura di farmaci antidepressivi…..
Sarà a causa di tali sospetti che di recente  un consigliere comunale di minoranza, ha fatto una interrogazione al segretario comunale e al Prefetto di Napoli,sottolineando che “la presenza di un protocollo gestito direttamente dalla segreteria del sindaco rappresenta grave irregolarità,sfugge ad ogni tipo di controllo e non da certezza sulla effettiva datazione degli atti”.

Giosi Ferrandino crede talmente in questa strategia di circondarsi di collaboratori oppressi DALL’INCUBO DEL BISOGNO che l’avrebbe attuata anche nell’ambito dei collaboratori professionali non senza effetti devastanti per qualche geometra dal timbro facile…..che stando ai “rumors”, avrebbe dismesso e/o sospeso l’attivitá ,sopraffatto dal panico di ritrovarsi coinvolto in qualche indagine “particolare” e ora starebbe lavorando in altri ambiti a 900 euro al mese.
Di contro, guarda caso, quelli che hanno scelto di andare via o che sono stati allontanati da Giosi, hanno tutti autonomia di testa e di tasca,come dimostra la storia politica ischitana dal 2007 ad oggi.
In altri termini per Giosi Ferrandino,la discriminante per costruire una classe dirigente non è rappresentata dai “valori”e dalle “competenze”,dall’essere più onesto o più incline a fare l’amministratore o più autonomo di testa e di tasca, ma piuttosto dall’essere più condizionato dallo stato di bisogno.
QUANTO PIÙ UN CONSIGLIERE COMUNALE È CONDIZIONATO DALLO STATO DI BISOGNO che può essere di natura professionale e/o di natura familiare, TANTO PIÙ RAPPRESENTA PER LUI  UNA PREDA E UN ALLEATO IDEALE.
Questo è uno dei motivi ( ma non il solo) che mi fa ritenere che Dolce Sosta, che non ha certo bisogno della politica per sopravvivere e gliene ho sempre dato atto,non rappresenti il suo candidato a sindaco ideale….
Intelligenti pauca !!!

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