Quei diavoli della destra | #4WD

Daily 4ward di Davide Conte del 01 agosto 2020

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Uguaglianza, diritti, democrazia, rispetto della diversità, condanna di ogni forma di estremismo: ecco i temi costantemente sbandierati da certa sinistra che nel nostro Paese si manifesta in forme sempre più variegate. Salvo, poi, dimostrarsi del tutto intollerante verso chi non fa parte del “bottone” e si permette il lusso di criticare il “sistema”.

Giorgia Meloni è stata oggetto, dopo il suo intervento in aula di due giorni fa, di attacchi di una cattiveria e di un sessismo smisurati, rea di aver semplicemente rincarato la dose, principalmente in termini di enfasi, sugli argomenti di cui da sempre si oppone al Governo nazionale e che, in termini di gradimento popolare, stanno man mano costruendo la sua fortuna per le elezioni di qui in divenire. Eppure, proprio chi contrabbanda la paternità di certi valori, non ha perso tempo per smascherare la propria identità, rivoltandosi contro la leader di “Fratelli d’Italia” con le offese più disparate, finanche dandole dell’indemoniata (altro che fascista).

Il sistema instauratosi dopo quel maledetto compromesso storico degli anni ’70 tra DC e PCI, radicatosi fin troppo bene nella nostra società (in)civile, fa sì che ancora oggi questa categoria di persone (che attinge a piene mani, direttamente o indirettamente, dai frutti delle “spartenze” di quell’epoca) si senta depositaria della verità e della cultura, padrona del bene e del male, artefice del giusto e dell’ingiusto. Individui i quali, anche attraverso modi errati di rappresentare varie forme di diversità e alternatività, diventano oggi più che mai i peggiori razzisti intolleranti.

E’ chiaro a tutti che se questo modo di “essere pubblici” non fosse supportato da un sistema marcio fino al midollo (dall’ormai storica parzialità del Quirinale fino al meno influente dei pubblici uffici, senza dimenticare certa magistratura e gli immancabili sindacati), la loro stessa insipienza li avrebbe già annientati da tempo. E invece? Eccoli qui!

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