Quanno nun sai fa ‘o scarparo, nu’ rompere ‘o cazz’ ‘e semmenzelle. Un po’ di politica a Lacco Ameno

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Gaetano Di Meglio | Totò, almeno così dice il web, è l’autore di una massima napoletana che racconta, perfettamente, la domenica lacchese tra Aniello Silvio, Vincenzo Morgera, Ciro Alvi e qualche grillino.
“Se non sei capace di fare il calzolaio, non creare problemi ai chiodini.” È questo il significato del nostro titolo.

Sabato pomeriggio ci siamo ritrovati in un evento nato come conferenza stampa e trasformato in apertura di campagna elettorale. Un momento politico di presentazione. C’è un tavolo, due microfoni, una cassa e tanta gente ad ascoltare. C’erano i protagonisti della serata, gli uomini con i discorsi scritti e chi registrava e mandava in dirette le parole che si dicevano. Delle tante parole se ne aspettavano solo due o tre, dette da una persona.

Se così non fosse stavo, avremmo continuato a stare abbracciati con le nostre famiglie, coccolati dal plaid caldo e amati dai nostri cari invece di perdere il tempo dietro a gente che si agita, inutilmente, a Lacco Ameno. E, come era prevedibile alla vigilia, Domenico De Siano ha annunciato la sua disponibilità alla candidatura alla carica di sindaco.

Se Domenico non avesse detto, beh, staremmo a parlare del nulla. O a raccontare le loro gesta politiche.
Ciro Alvi e i grillini ma chi sono? Dove vivono? Cosa fanno? Hanno anche voce in capitolo? Non ci sembra. Aniello Silvio e Vincenzo Morgera, beh, forse con Domenico De Siano hanno un senso, una ragione, trovano lo spazio anche di essere citati. Eppure sembra che non abbiano capito cosa stava facendo, dove lo stavano facendo e con chi si stavano sedendo. Ma davvero “Quanno nun sai fa ‘o scarparo,nu’ dompere ‘o cazz’ ‘e semmenzelle”.

Cioè, restatevene a casa. Lasciate stare i chiodini ai calzolai. Già la politica locale è una cosa difficile da raccontare per le sue acrobazie rasoterra. Raccontare anche le gesta di chi non ha capito dove sta, con chi sta e cosa sta facendo è davvero umiliante.
Ma davvero c’è qualcuno che pensava che Domenico De Siano avesse il tempo e la voglia di giocare con i nomi? Fare il “Tu si e tu no?”
La politica è una cosa seria e non è quella che vorrebbe il “nuovo” che avanza. Se ti siedi al fianco di un politico nazionale, di un senatore della Repubblica e di uno dei più ricchi del tuo paese non puoi pretendere di dettare le regole dopo aver eseguito il tuo inchino.
Ma, soprattutto, perdi ogni diritto a fargli la “critica” o a ricordare che quello è l’uomo che ha “affossato il paese”.

Diciamo che siamo nella condizione del “mai con”.
Non sarà questa l’occasione per commentare il pessimo esempio nazionale, ma sul locale, e quanto mai in questi frangenti, il “mai con” deve essere una cosa che muove i fili.
Non ti puoi sedere con Domenico De Siano e poi rivendicare lo spazio per dire “mai con De Siano”.

1 commento

  1. Ma sinceramente di che vogliamo parlare di gente che se non fosse stato per de siano neanche sarebbe mai apparsa con il proprio nominativo su un quotidiano locale. Sinceramente la mia lettura dell accaduto è:
    Se non sei arrivato a capire cosa ci facevi li come pretendi di rappresentare un eventuale elettore?
    Bella figura di m….. !

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