Quando Enzo disse: “La gente non capirebbe” | #4WD

Daily 4ward di Davide Conte del 23maggio2020

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Correvano gli anni ottanta, qui ad Ischia, e nella lista della Democrazia Cristiana guidata dal mai troppo compianto Enzo Mazzella compariva per la prima volta un giovanissimo Pasqualino Migliaccio, futuro enfant prodige della compagine dorotea pronto a convogliare verso la balena bianca locale i consensi del grande seguito paterno proveniente dal mondo dell’agricoltura.

All’epoca, il Sindaco si eleggeva in Consiglio Comunale con i voti preponderanti della maggioranza e, anche se non indicato, un partito come la DC ben sapeva chi sarebbe stato a occupare lo scranno più prestigioso di Via Iasolino, salvo poi comporre la Giunta con i più votati della lista.

Pasqualino (del quale sto facendo apertamente il nome solo perché questo episodio me lo raccontò lui molti anni fa nel corso di un’amichevole chiacchierata) rientrò sorprendentemente nelle posizioni utili per diventare Assessore, lasciando alle spalle e a bocca asciutta più di un mostro sacro di quella compagine. Va ricordato che all’epoca si potevano esprimere quattro preferenze, indicando il numero corrispondente al candidato consigliere che si intendeva votare, per cui gli abbinamenti creati ad hoc dai capi bastone erano in grado, fino alle ultime ore prima della chiusura dei seggi, di premiare questo candidato con una “siringa rigenerante” e penalizzarne un altro con un’astinenza pilotata ad arte tramite i cosiddetti “grandi elettori”.

Quando fu il momento di discutere la composizione della Giunta, fu proprio Enzo Mazzella a comunicare al Migliaccio l’impossibilità di nominarlo Assessore: “Sarebbe disdicevole, la gente non capirebbe il senso di inserire nell’esecutivo un giovane senza alcuna esperienza nell’amministrazione pubblica.” E poiché c’era ben poco di cui discutere, Pasqualino dovette “piegare a libretto” e accontentarsi di crescere all’ombra del suo mentore politico.

All’epoca, a differenza di oggi, c’era metodo, c’era senso, c’erano i partiti. Ma soprattutto, c’erano uomini.

5 Commenti

  1. Risposta che andava bene in un tempo quando genitori e nonni non erano andati a scuola. Cosa che adesso visto i tempi e il livello culturale e preparazione scolastica della classe politica isolana attuale sarebbe un offesa al cervello umano.

  2. Fabio, tu pensi che il livello culturale della classe politica attuale sia migliore di allora? Ne sei proprio convinto? Parliamo degli anni 80 non del dopoguerra.

    • No Simplemind. Intendevo dire che negli anni 80 c’era la tendenza a credere tutto quello che ti diceva la televisione e il giornale. Il livello culturale dei politici di una volta era di molto piu rispettabile di questi attuali, ma questo penso e’ perche e salito di molto il livello dei ragazzi d’oggi, hanno l’internet. A me hanno insegnato che in via Fani a sequestrare Aldo Moro c’erano le BR. I ragazzi d’oggi sanno che in via Fani c’erano anche’ le BR!

      • La differenza è che in quegli anni noi studiavamo sui libri mediando tra destra e sinistra, invece oggi la gente “si fa un idea” guardando le fake o il blog e non va oltre i titoli o le battute di qualche comico e l’ignoranza funzionale è la padrona!

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