Quali sono le domande importanti da porre a un personal trainer

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Allenarsi con un personal trainer, in un centro fitness, in una palestra o anche a casa propria, dà la certezza di svolgere tutti gli esercizi in modo corretto, senza errori che si potrebbero rivelare pericolosi, magari perché forieri di infortuni, strappi muscolari o dolori dovuti a posizioni non corrette. Nel momento in cui ci si relazione con un professionista del settore, non bisogna aver timore di manifestare i propri dubbi e di porre domande le cui risposte potranno essere utili per un’attività più efficace e in grado di assicurare risultati migliori.

La frequenza degli allenamenti

Uno degli interrogativi più comuni, per esempio, riguarda la frequenza con la quale ci si deve allenare: in sostanza, quante sessioni alla settimana sono consigliate? Come è facile intuire non ci può essere una risposta universale valida per tutti, dal momento che ogni soggetto ha caratteristiche fisiche specifiche ed esigenze che intende soddisfare. Occorre valutare, allora, la condizione fisica del momento, il tipo di regime alimentare che viene seguito e lo stile di vita adottato. Sono tutte variabili decisive, che permettono di capire se sia più intelligente allenarsi 1, 2, 3, 4 o 5 volte alla settimana. In linea di massima, comunque, una frequenza superiore alle 4 sessioni settimanali è raccomandata unicamente per chi si trova già in uno stato di allenamento fisico ottimale e intende – per così dire – spingere il pedale sull’acceleratore.

I tempi di allenamento

Con il passare delle settimane e dei mesi, i tempi di allenamento sono destinati a crescere. Il personal trainer in genere raccomanda di incrementare la durata della sessione di allenamento, per esempio passando da mezz’ora a tre quarti d’ora, ma sempre in modo graduale; in altri casi, invece, può essere preferibile non aumentare il tempo, ma solo innalzare il livello di intensità dello sforzo che viene affrontato.

Attenzione agli eccessi

Domandando al proprio personal trainer qual è il limite da non superare, si può scoprire che il muscolo dopo circa tre quarti d’ora raggiunge uno stato di sovrallenamento: in altri termini, se ci si allena per un’ora o addirittura per più tempo l’efficacia del training è destinata a calare. Ecco perché l’approccio ideale sarebbe quello di lavorare su circuiti caratterizzati da sforzi più energici e con tempi di recupero più brevi, fermo restando che sono proprio i tempi di recupero del singolo a far variare la fatica.

Informarsi sul livello di formazione del personal trainer

Un cliente di un personal trainer ha il diritto di sapere se il professionista a cui si è rivolto ha ricevuto una formazione adeguata. L’aver frequentato il Corso Personal Trainer di Accademia Nazionale Fitness, per esempio, è una credenziale ottima da questo punto di vista. I requisiti minimi per prendere parte a un corso di questo tipo sono il possesso della cittadinanza di uno dei Paesi della Ue e il possesso di un diploma di scuola media inferiore, oltre al non aver riportato negli ultimi 5 anni condanne penali.

Scoprire qual è l’allenamento più adatto per dimagrire

Infine, una delle curiosità che potrebbero essere affrontare da chi si allena riguarda la tipologia di training più adeguata alle esigenze di chi ha intenzione di perdere peso. Il personal trainer, in questo caso, segnalerà la necessità di optare sugli allenamenti cardio, non solo aerobici ma anche anaerobici. L’esecuzione di esercizi intensi in tempi rapidi, con pause limitate tra l’uno e l’altro, è una delle tendenze più note nell’ambito del fitness, e permette di conseguire l’obiettivo di incrementare il numero di calorie che vengono bruciate. Ciò avviene proprio a causa dell’alternanza tra esercizi anaerobici ed esercizi aerobici.

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