venerdì, Giugno 18, 2021

Puntare sulla “Silver Age” | I Fatti & Le Idee di Giuseppe Mazzella

In primo piano

Non ci sarà più una “Golden Age” per l’isola d’Ischia. La curva dello sviluppo capitalistico è logistica non esponenziale. Non può esistere cioè uno “sviluppo all’infinito” o una “crescita costante”. Le crisi del capitalismo sono cicliche e addirittura secondo Joseph Schumpeter, l’ altro grande economista del XX secolo, possono essere salutari come una “doccia fredda” per ripartire con più forza e coraggio. Queste osservazioni sono ancora più evidenti in un’isola dove il territorio è limitato e dove il mare la separa dal Continente.

Ho periodicizzato l’età dell’ oro nel ventennio 1970-1990 poi è arrivata la stagnazione e la decrescita con le crisi finanziarie determinate dalla congiuntura nazionale ed internazionale; dalla “rivoluzione industriale” dell’informatica e della telematica; dalla mancanza di una necessaria pianificazione territoriale e di una elementare programmazione economica anche volontaristica ed indicativa da parte dei soggetti pubblici e privati; dal “terremoto di Casamicciola e Lacco Ameno” (questa volta non può passare alla storia come quello del 1883 solo di Casamicciola ma anche di Lacco Ameno che rappresentano l’assurdità giuridica, nella follia di sei Comuni con un “turismo maturo”, di due Comuni in un territorio di circa 8 Km2 di cui circa la metà è sismicamente “indisponibile” ad una edificazione intensiva) del 21 agosto 2017 e buon ultima – come ciliegia sulla torta – l’ epidemia del Covid 19 diventata pandemia mondiale che ha dato un colpo distruttivo incalcolabile soprattutto alle località che avevano e che hanno esclusivamente una economia turistica e per le quali non è possibile alcuna riconversione industriale.

I SEGNALI DEL CAOS
I segnali del caos o le grida alle avvisaglie della decrescita, che non sarebbe stata “felice” ma avrebbe aggravato l’economia caotica e peggiorato la vivibilità della stessa popolazione stabile che era invece in costante aumento, sono stati lanciati da più parti e molti anni fa. Ricordo nell’estate del 2008 cioè 13 anni fa che, al tempo della società veloce sono un tempo lunghissimo, un appello lanciato con un articolo sul “Corriere del Mezzogiorno” da Franco Iacono, già presidente della Provincia di Napoli, già assessore regionale della Campania, già eurodeputato del PSI dal 1990 al 1995, dal titolo: “Salviamo quest’isola in cerca di gossip” apparso nell’edizione di venerdì 25 luglio 2008.

Quell’appello provocò un ampio dibattito di circa 30 interventi di politici, imprenditori, uomini di cultura fra i quali anche il mio che ho riportato nel mio libro “Ischia, luci e ombre sullo sviluppo- il sistema economico-sociale dell’ isola d’ Ischia; dall’ espansione selvaggia ( 19700-1974) al tempo della globalizzazione ( 2002-2010) – Edizioni OSIS 2010) e che si potrebbe riproporre con attualità senza modificare una sola parola. Raccolsi una gran parte di quei interventi circa 20-in una cartella per il Centro Studi su l’isola d’Ischia che consegnai al mio successore Antonino Italiano affinché si costituisse un “fondo documentale” o che se possibile quell’insieme fosse raccolto in un volume. Ritenevo che da quelle opinioni potesse nascere un nuovo modello di sviluppo di cui anche l’imprenditoria ne avvertiva la necessità infatti in quell’ anno (2008) nacque l’ennesima associazione – pare la n. 238 – costituita da imprenditori e presieduta dall’albergatore Franco Di Costanzo dopo molte riunioni tenutosi all’albergo “Continental” per iniziativa del direttore de “Il Golfo”, Domenico Di Meglio, e fu redatto dopo molte discussioni un documento programmatico dell’ associazione che fu chiamata “Ischia Felix” per fare qualcosa di simile che si stava facendo a Capri e a Sorrento. In assenza di una forte iniziativa del sistema pubblico il sistema privato e la società civile si facevano carico di un rilancio dell’ economia. Spero che l’attuale presidente della associazione albergatori, Luca d’Ambra, ne abbia memoria perché fu uno dei protagonisti di quell’esperimento. Fu fissata una quota di partecipazione finanziaria di 250 euro ma non si trovarono i soci e l’ associazione fu estinta in poco tempo.

IL NUOVO NON AVANZA
Nonostante che i problemi si siano aggravati il nuovo modello di sviluppo – che non può non essere “programmatico” con una permanente concertazione tra iniziativa privata ed iniziativa pubblica – il nuovo non avanza. Anche la stagione dei “patti territoriali” dal 1997 al 2000 non produsse nulla nonostante una chiassosa ed improduttiva partecipazione agli incontri promossi dall’ allora presidente della Provincia di Napoli, prof. Amato Lamberti, dei commercianti e degli albergatori. Insomma tutti bravi a denunciare i guasti del “ troppo sviluppo o dello sviluppo senza regole” ma nessuno capace di trasformare una società “individualistica” in una “solidarietà economica e sociale”.

Nemmeno la Chiesa ci è riuscita eppure il suo impegno sociale è stato ed è concreto fino ad arrivare a 2mila assistiti dalla Caritas diocesana. Il modello di “ impresa individuale e familiare” è andato in crisi. Ma non sono nate le “società a capitale diffuso” e non c’è stato alcun intervento pubblico da parte delle Agenzie nazionale, INVITALIA, o regionale, SVILUPPO CAMPANIA. Il problema perpetuo del Pio Monte della Misericordia di Casamicciola resta sul tappeto da 50 anni con dichiarazioni propagandistiche ed insulse del sindaco di Casamicciola, Giova Battista Castagna, che pende o vuole pendere dalla labbra del Governatore del Monte Pio napoletano che promette 50 milioni di euro da un “fondo svizzero” ed inzozza la decadente facciata con la scritta “Misuro il tempo” quasi come una sfida della neonobiltà, che ridicolizza le Istituzioni della Repubblica e dell’ Unione Europea, di fronte ad una crescente Miseria.
Il modello “solidaristico” non è nato né nel sistema privato né in quello pubblico. I sei Comuni dell’ isola restano sei. Ma fra loro non c’è nessun coordinamento che fino al 1972 era rappresentato dall’ EVI- Ente Valorizzazione Ischia e alcuna politica comprensoriale istituzionalmente definita fosse anche con una Consulta Permanente che il sindaco d’ Ischia, Vincenzo Telese, proponeva fin dal 1946.

La Regione Campania non solo non ha dato all’ isola d’ Ischia un Piano Urbanistico Territoriale ma ha tolto anche il minimo di autonomia promozionale turistica rappresentato per 30 anni dalla Azienda di Cura, Soggiorno e Turismo mentre il Governo Centrale con l’ assurda Legge Del Rio del 2014 ha di fatto e di diritto cancellato la Provincia e sostituita con la “ Città Metropolitana” che è una appendice del Comune di Napoli che De Magistris fa dirigere per quel poco che fa dall’ ex-suo segretario particolare. La Provincia e l’ Azienda di Cura e Soggiorno avrebbero potuto fare molto se la Regione fosse stato l’ Ente di Programmazione, come recita la Costituzione, e non di “ amministrazione” fino a diventare ente monocratico di fatto con il “Governatore”, Vincenzo De Luca, detto lo “ sceriffo”.

FUORI DAL TUNNEL COME?
Come si esce dal tunnel? Dopo aver indicato tante soluzioni e avanzato tante proposte il vecchio cronista è stanco e può solo aggrapparsi alla speranza che anche la notte, anche la più lunga, abbia una fine ed il sole risorgerà ancora.
L’età dell’oro per Ischia è finita. Ma l’età dell’argento è alla nostra portata.

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