Progetto “Remare”, una rete per salvare il nostro mare

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Pasquale Lauro, 44 anni, alcuni giorni fa ha pescato una scarpa e una ciabatta, quel che resta di un giubbino e alcuni tubi di plastica. Per polpi, totani e merluzzi bisognerà attendere. Ma grazie al progetto Remare, una rete per il mare, l’ambiente inizia ad essere più
“Ma va bene così – dice – perché prima avrei dovuto ributtarli in mare e mi piangeva il cuore. Ora noi pescatori possiamo raccogliere rifiuti ed è un bene. Perché il mare lo sentiamo nostro”.
Proprio così: Pasquale è uno dei pescatori coinvolti dal progetto “Remare”, finanziato dalla Regione Campania. “Pesco da quando avevo 13 anni – racconta– e faccio quel che faceva mio padre Aniello e prima di lui mio nonno e il mio bisnonno. Ma non so se ai miei figli Mattia e Roberto consiglierei di seguire le mie orme: oggi il momento è critico, peschiamo troppo poco. E una delle cause è l’inquinamento. Per questo, anche per questo, siamo orgogliosi di far parte di questo progetto dell’Area Marina Protetta Regno di Nettuno, che ci consente di contribuire a tenere pulito il nostro amato mare, salvando i suoi ecosistemi. E, chissà, garantendo un futuro al nostro straordinario mestiere”.

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