domenica, Gennaio 25, 2026

Procida e i misteri del Venerdì Santo. Un patrimonio da proteggere e rilanciare

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Passate o quasi le festività natalizie sull’isola si inizia sottovoce già a parlare del Venerdì santo. Ed in particolate della costruzione dei misteri.
La processione da secoli è l’espressione della procidanità per eccellenza, radicata nella storia e nella identità di un territorio. I misteri sono l’anima dell’evento poiché coinvolge centinaia di giovani, famiglie e volontari, che per mesi lavorano alla creazione di opere artistiche uniche, capaci di interpretare il presente e di emozionare una comunità intera.

In questo contesto, l’associazione I Ragazzi dei Misteri, una delle tre realtà che ogni anno contribuiscono alla realizzazione dei misteri sull’isola, ha deciso di intervenire pubblicamente con un appello chiaro e sentito. Un invito a tornare a parlare della sostanza di questa tradizione, a guardare oltre l’evento e a riconoscere il valore del percorso che porta alla sua realizzazione, spesso trascurato dalle istituzioni e sostenuto quasi esclusivamente dal volontariato.
Riportiamo integralmente il comunicato dell’associazione, che rappresenta non solo una riflessione ma anche un proposito per il futuro: “Nel corso dell’ultimo consiglio comunale si è discusso, tra le altre cose, dei criteri con cui negli anni sono stati sostenuti eventi e iniziative culturali sull’isola, facendo riferimento anche al tema della comunicazione e della visibilità. È un confronto legittimo, che rientra nel dibattito politico e amministrativo di una comunità.

Proprio partendo da questo contesto, come associazione I Ragazzi dei Misteri, una delle tre realtà che ogni anno realizzano i Misteri del Venerdì Santo, sentiamo il bisogno di riportare l’attenzione su ciò che rende questa tradizione davvero unica: la costruzione dei Misteri.

Il Venerdì Santo a Procida non è solo un momento rituale che si consuma in poche ore. È il risultato di un lavoro che dura mesi e che trova nella realizzazione dei Misteri il suo cuore più autentico. Sono i Misteri, infatti, a rendere questa tradizione unica al mondo: opere che cambiano ogni anno, che interpretano il presente, che nascono dal lavoro manuale e dal pensiero dei giovani e che, al termine della processione, vengono distrutte, lasciando spazio a nuove idee e nuove visioni.

La costruzione dei Misteri è una tradizione secolare che oggi viene portata avanti in larghissima parte da giovani. Per mesi, ragazzi dell’isola si riuniscono quotidianamente per progettare, costruire e dare forma alle opere, affrontando temi attuali e traducendoli in linguaggi artistici accessibili a tutti. È un’esperienza di enorme valore culturale, educativo e sociale, soprattutto in un periodo dell’anno in cui Procida offre poche occasioni di aggregazione e di espressione per i più giovani.

Eppure, da oltre vent’anni, a parte interventi sporadici, non esiste un investimento strutturale sugli spazi e sulle condizioni in cui questo lavoro viene svolto. I Misteri continuano a nascere grazie all’autofinanziamento dei ragazzi e delle loro famiglie, spesso in luoghi precari e non sempre adeguati dal punto di vista della sicurezza, nonostante il valore culturale e identitario che questo percorso rappresenta per l’intera comunità.

Se vogliamo davvero raccontare Procida per ciò che è, distinguendola da ciò che può essere replicato ovunque, è da qui che bisogna partire: dai Misteri. Non solo come esito finale della processione, ma come processo creativo, educativo e culturale che accompagna l’isola per mesi e che ne esprime, anno dopo anno, il pensiero, le inquietudini e la capacità di rinnovarsi.
In un anno segnato anche dalle elezioni comunali, auspichiamo che il 2026 possa rappresentare un salto di qualità, portando il tema della costruzione dei Misteri al centro del dibattito pubblico e riconoscendolo come elemento fondante del Venerdì Santo, da sostenere con spazi adeguati, attenzione e visione. Un proposito semplice, ma fondamentale, per i giovani e per il futuro di Procida.”

Le parole dei ragazzi dell’associazione risuonano con forza in un momento in cui ci si interroga come comunità sul come mantenere viva la propria identità senza cadere nella sterile rincorsa a modelli identitari del continente. I Misteri non sono solo memoria, ma anche interpretazione del presente, uno specchio attraverso cui i giovani dell’isola raccontano inquietudini, speranze, domande e visioni.

È una tradizione che si rinnova ogni anno, grazie all’impegno di chi crede ancora nel valore dell’arte come strumento di riflessione e condivisione. Ma è anche una tradizione fragile, che ha bisogno di sostegno, di strutture adeguate, di riconoscimento istituzionale. Il rischio è che, senza un’attenzione concreta, questa energia creativa possa spegnersi o disperdersi.

Nel 2026, Procida avrà l’occasione di scegliere se guardare avanti e valorizzare questa straordinaria esperienza, oppure continuare a considerarla un evento accessorio, da sostenere solo per la sua capacità di attrarre visitatori. La speranza, espressa con lucidità e passione da I Ragazzi dei Misteri, è che si possa compiere un salto di qualità, trasformando un impegno volontario in un progetto culturale riconosciuto, strutturato e condiviso.
Perché i misteri non sono soltanto il Venerdì Santo. Sono mesi di lavoro, di confronto, di crescita. E scusate se è poco.

  • Leonardo Pugliese

    Leo Pugliese, nasce a Napoli ma vive e risiede a Procida. Giornalista da oltre 20 anni, è laureato in Scienze Politiche ed è stato giovane Ricercatore Universitario. Ha collaborato con diverse testate giornalistiche, diverse TV e programmi televisivi. E' padre di Michela, la gioia della sua vita.

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