Procida, capitale …delle arie altro che cultura!

Il manager, pagato dai procidani, censura il vicepresidente del consiglio comunale, Maria Capidanno, che si dimette. Per dignità!

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Ugo De Rosa | Parte col piede sbagliato l’iniziativa di partecipare al bando per “Procida capitale della cultura 2021”. Si convoca un’assemblea pubblica su un tema che raccoglie l’unanimità dei consensi, nella sede del Consiglio Comunale, organismo non investito ufficialmente dell’iniziativa, si impedisce di parlare, portando via il microfono, al vicepresidente del consiglio comunale Maria Capodanno, qualificatasi come tale, da decenni al servizio del paese. In nessun Comune che ha avviato simili iniziative si è praticato una intolleranza, una prepotenza, lo spregio della democrazia e delle Istituzioni, l’esclusione della minoranza consiliare, pur se condividente la proposta.

Il maggior responsabile dell’episodio, più dell’incaricato che avrà pensato di dover rispondere a chi “comanda”, è il sindaco che non ha ritenuto di intervenire, dimostrando, nel più manifesto dei modi quanto fosse solo fumo negli occhi la promessa trasparenza, correttezza, partecipazione.
Vanno informati di tanto gli Enti che hanno promesso il loro appoggio: devono sapere che le chiacchiere con cui imbratteranno un po’ di carte non esprime la cultura dei procidani. Chi non si dissocia, condivide lo sfregio ai basilari principi di democrazia e rispetto delle Istituzioni.

Come molti avevano già osservato, l’iniziativa largamente condivisa di presentare la candidatura della nostra isola a “Capitale Italiana della cultura 2021” è stata trasformata dall’Amministrazione Comunale in parata elettorale faziosa, con spesa e danni di immagine per Procida.
Anzi, risulta che il professionista pagato dal Comune, in anteprima, si era prestato a parlare del progetto nel corso di una riunione tra iscritti e simpatizzanti PD appositamente convocati, tanto che in tanti si sono chiesti se fosse sbarcato nell’isola per un lavoro e per l’apertura della campagna elettorale di un partito.

L’Assemblea popolare si è rivelata un raduno di “vorrei”, tra quelli che godono di benefit amministrativi a vari livelli, con la partecipazione di cittadini in buona fede ingannati dalla possibilità di vedere la propria terra valorizzata per quel che merita.

La cronaca.
Nell’introduzione, il sindaco ha illustrato gli scopi dell’iniziativa e si è dilungato ad elencare tutti i Comuni e i vari Enti a cui era stata già presentata ed illustrata l’adesione al Bando Ministeriale. Fin qui i lavori sono stati anche trasmessi da una emittente televisiva locale, insieme ad una breve intervista registrata al professionista incaricato di mettere insieme la pratica.
Poi si è preteso l’interruzione del collegamento televisivo nel timore che le città concorrenti copiassero la “strategia”. Peccato che non hanno pensato a verificare i documenti degli intervenuti per scovare qualche “spia” e a non requisire i telefonini. Alcuni hanno continuato a trasmettere i “segreti di Pulcinella”.

E’ iniziata così, a porte chiuse, la seconda parte con l’intervento del professionista incaricato che ha in pratica verosimilmente riferito della sua esperienza a Matera, da contenuti arcinoti a livello nazionale, da adottare anche nell’occasione, in quanto egli è stato uno dei 77 operatori per la similare iniziativa. A conclusione dell’intervento ha invitato ad alzare la mano a chi intendesse far parte di uno dei tre comitati previsti. Chi ha chiesto di poter intervenire, (tra l’altro anche una impegnata ricercatrice su aspetti sociali e storici dei procidani, quindi in perfetto tema oggetto dell’assemblea) si è sentito dire che gli interventi erano stati già concordati.
I presenti d’accordo a far parte dei comitati, come è parso evidente già tutto concordato, hanno alzato la mano. Un’altra parte non ha ritenuto di farlo. A questo punto il presentatore ha chiesto ad una signora tra essi il motivo del comportamento.
E’ stata, come detto, Maria Capodanno, consigliere comunale e Vice Presidente del civico consesso, che si è qualificata come tale e voleva far notare, a rispetto dell’Istituzione che rappresenta, che il primo organo istituzionale che doveva esprimersi su una iniziativa tanto importante condivisa all’unanimità che coinvolge il paese, che doveva valutare gli impegni, anche finanziari da assumere, doveva essere il Consiglio Comunale.

A sentire il sindaco erano stati informati tutti i Comuni dell’area flegrea, una serie di altre istituzioni, l’unica all’oscuro era e resta l’Istituzione Consiglio Comunale di Procida, maggioranza e minoranze.
Appena Maria Capodanno ha iniziato a parlare, l’incaricato con lauta parcella le ha tolto il microfono aggiungendo che la questione non riguardava l’assemblea e che gli interventi erano contingentati. Muto il sindaco.

A questo punto vista l’inutilità della propria presenza, chi conserva il decoro delle Istituzioni non poteva far altro che abbandonare l’aula.
E’ grave che si indice un’assemblea popolare e si impedisce ai cittadini e a loro rappresentanti di esprimersi, dando ragione a chi l’aveva giudicata una semplice messa in scena.
Per essere completi, l’Amministrazione qualche giorno prima aveva finanche adottato delibera per gli impegni di spesa con modifica al Bilancio, competenza propria del consiglio comunale, salvo ratifica nei prossimi 60 giorni. Tanto può contare su quelli che sono contenti di essere trattati da marionette.

La larga condivisione sui social della protesta dimostra che l’anima vera dell’isola crede nei valori democratici e nelle istituzioni.
Si distinguono i soliti “ultras” dei “vorrei” verso i quali non si può concedere più l’attenuante della “buona fede”. Se ancora dopo che per cinque anni sono stati traditi, presi in giro con informazioni fumettistiche, si continua a non voler vedere la realtà, non si rendono conto di coda intendono per “trasparenza, buona fede, partecipazione” significa essere complici e mistificatori dei valori democratici per gestire il “potere” per sé stessi, contro gli interessi dei cittadini. Daremo conto degli sviluppi dell’accaduto.
Quanto alla ulteriore cronaca “segreta” dell’Assemblea, c’è poco da dire, tranne la formazione dei “comitati” come predisposto. Non si è compreso il senso dell’alone di mistero. Non si sa cosa avessero potuto copiare gli altri, a parte la scorrettezza contro il Consiglio Comunale, massima istituzione locale e rappresentante di tutti i cittadini, questa sì da nessuno praticata.

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