Procida. Capitale della Cultura: patrimonio di tutti

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Sebastiano Cultrera | Il panorama del Turismo Culturale italiano e, oramai, internazionale, vede la nostra isola come stella emergente.

L’iniziativa di promuovere la candidatura di Procida come Capitale Italiana della Cultura è quindi una iniziativa intelligente, tempestiva e sicuramente meritevole. Un plauso, quindi, va fatto alla amministrazione in carica per averci pensato e per essersi messa a lavorare sul progetto.

Sull’esito non è possibile sapere ancora nulla e, non conoscendo né il Bando, né il parterre della concorrenza non me la sento di fare previsioni.

Forse poteva essere l’occasione di aggregare, nel progetto, l’altra isola flegrea, cioè Ischia o l’intero arcipelago, coinvolgendo anche Capri, o addirittura ampliare la proposta all’intera area Flegrea? Magari avrebbe aumentato le chance di riuscita e cmq, sarebbe stato utile per sottolineare la funzione (storica, culturale e geografica) della nostra isola all’interno dell’intero comprensorio flegreo e del Golfo di Napoli. Ma forse va meglio così: la corsa in solitaria può affermare meglio (al di là dell’esito) le caratteristiche della nostra isola. 

Anche perché la fase di elaborazione e di progettazione della candidatura dell’isola sarà cmq la fase più importante, indipendentemente dall’esito; infatti RIMARRA’ ALL’ISOLA COME MOMENTO DI VALORIZZAZIONE E DI RAZIONALIZZAZIONE delle potenzialità dei beni culturali, del turismo culturale e della cultura diffusa dell’Identità isolana.

Insomma, per la nostra isola, fermarsi un attimo e RIPENSARE il proprio futuro A PARTIRE dal Turismo Culturale è una cosa utile, anzi indispensabile, indipendentemente dall’esito finale della candidatura.

E qui la politica (sia di “quelli di prima” sia di “quelli di adesso”) dovrebbe fare esercizio di responsabilità e di lungimiranza. La responsabilità serve proprio quando si accentuano le differenze e scendono in campo diatribe e polemiche (tipiche da campagna elettorale), prevedibilmente sterili. La lungimiranza serve a capire che non si possano bruciare rapporti e progetti con un tweet o per qualche like su facebook. La (buona) Politica è altro.

Procida Capitale Italiana della Cultura 2021 è un progetto che merita tutta l’attenzione e la lungimiranza della politica procidana: di TUTTA la politica procidana e di TUTTE le categorie attive dell’isola. Non sporchiamolo quindi, con polemiche di bassa lega. E, quindi, non cerchiamo di utilizzare la cosa per propaganda politica né in positivo né in negativo. L’amministrazione comunale ha avuto il merito di avviare la procedura. C’è bisogno che apra, ufficialmente e pubblicamente, alla collaborazione di tutte le forze, politiche e sociali: per giungere ad un progetto organico bipartisan da proporre in fase definitiva.

La buona riuscita del progetto, ribadisco, sarà utile AL DI LA’ DELL’ESITO dell’istruttoria; e già giungere tra i primi dieci darà alla nostra isola una grande visibilità proprio in quella direzione che si è mostrata favorevole ad un incremento di presenze turistiche. L’obiettivo vero, quindi è l’effetto moltiplicatore di una operazione del genere. Vanno promosse, quindi, tutte le sinergie possibili, anche e soprattutto con i PRIVATI: le imprese, le iniziative e le attività che, nella nostra isola impattano (economicamente, operativamente, culturalmente) il turismo culturale.

La nostra isola, con Decreto del MIBACT del 17 gennaio del 2014, costituisce (con il suo intero territorio) un Distretto Turistico autonomo, a dimostrazione della unicità del suo territorio e del suo interesse.

Il grande valore culturale della nostra isola non è solo manifestata da taluni beni culturali presenti sul territorio (prima di tutto nell’Acropoli di Terra Murata e nella Corricella), ma alcuni plus vengono valorizzati dalle suggestioni (letterarie, cinematografiche, iconografiche, musicali, etc.) che si sono succedute e che hanno tenuta viva e alta la bandiera di un’isola a forte vocazione culturale. Lamartine, Morante e Troisi (tra gli altri) hanno fortemente accompagnato la notorietà di Procida dai tempi del Grand Tour fino al tempo di Internet (con il boom della presentazione dell’Iphone 6 con l’immagine della Corricella, in svariati milioni di visualizzazioni).

Ma Procida non è l’isola del Postino, né l’isola di Graziella, né l’isola di Arturo. ANZI È TUTTE QUESTE ISOLE, in un’isola sola. Che ha la sua forza nella sua IDENTITA’ marinara. Il MARE, quindi deve tornare PROTAGONISTA del progetto di sviluppo dell’isola. Smettendo di vederlo in ANTITESI con lo sviluppo TURISTICO, bensì recuperando il MARE come vera essenza dell’IDENTITA’ isolana; e quindi come chiave di volta della proposta culturale di Procida. E della sua Storia, della sua cultura, della sua architettura, dei suoi costumi, del cibo, del paesaggio, della lentezza e della bellezza dell’isola. Certo il Mare potrà e dovrà essere visto anche come elemento di potenziale sviluppo i molti altri settori di sviluppo sostenibile (come trasporti, nautica, cantieristica, ambiente, educazione, alimentazione, fra i tanti).

C’è ancora un cammino da fare affinché questi concetti maturino nella mentalità isolana, a partire dalla sua classe dirigente. Procida Capitale della Cultura può essere l’inizio di un percorso virtuoso, anche solo a partire dalla fase della proposta.

È una opportunità da non perdere. Tutti siamo chiamati a fare la nostra parte!

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