“Prevalente interesse pubblico”. Gibi prova a spegnere le rupse

Abbattimenti. Il comune di Casamicciola Terme, con 8 voti favorevoli in consiglio comunale approva la scelta di non demolire l’abuso di Via Pendio Lacco-Oneso

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Ida Trofa | Con un voto storico il consiglio comunale dei Casamicciola Terme approva la dichirazione di prevalenza dell’interesse pubblico di un immobile destinato alla demolizione.
Con otto voti favorevoli, un voto contrario e due astenuti, il civico consesso ha deliberato, ieri pomeriggio, per la “dichiarazione di prevalenza dell’interesse pubblico alla conservazione del complesso immobiliare acquisito al patrimonio comunale”.
E’ bastata la prima convocazione per processare una pratica destinata ad essere una pietra miliare nel campo delle pratiche degli abbattimenti, degli abusi, delle RESA e il braccio di ferro instaurato nel merito con la Procura della Repubblica.

Un solo punto all’ordine del giorno, tre ore di ecumenici scambi di scuse e giustificazioni nel merito di una pratica che dire spinosa e scivolosa nel campo politico-legale è poco.
Due soli consiglieri in fuga (rio Ettna da poco) dà una maggioranza, quella di Castagna, dimostratasi ancora un volta unita e coesa nel sostenere una proposta avanzata dal sindaco. E a farlo, per quanto pericolosa e pesante possa rivelarsi. Cosi da oggi a Casamicciola Terme si tenta di riscrivere la storia degli abbattimenti. Una nuova narrazione che, senza il terremoto, non avrebbe avuto le stesse chance di successo di oggi. Ora compiuto il primo passo,resta la tappa più difficile, quella innanzi ai giudici della Corte di Appello che dovranno decidere in merito alla demolizione programmata per il prossimo 18 febbraio del fabbricato sito tra Casamicciola e Lacco, alla via Pendio Lacco-Oneso.
Il presidente delle Corte, è chiamato a decidere se approvare o meno la proposta di “dichiarazione di prevalenza dell’interesse pubblico alla conservazione” e fermare le ruspe di Stato, dinanzi alla decisone di un’altra rappresentanza dello stato, il Consiglio Comunale.
Un muovo racconto casamicciolese sulla vicenda edilizia e programmatica in tema urbanistico.

Il solco e le incognite
All’indomani di un provvedimento, comunque destinato a fare clamore e muovere anche vibrati discussioni politiche sulla scelta del Comune di Casamicciola Terme di bloccare la demolizione per motivi di giustizia e pubblico interesse, un immobile destinato alla demolizione, su cui anche la Cassazione ha messo la parola fine, senza dubbio traccia un profondo solco. Qualcuno ritiene una ferita sociale che incide in una comunità. Qualcuno, invece, altro parla di atto eroico senza precedenti.
Parallelamente si aprono altre due questioni. Se la proposta di “acquisizione” dovere passare, che fine farebbe la sede ancora destinata alla Scuola dell’infanzia dell’Ex Centro per l’impiego in via Principessa Margherita e la querelle sulla curia per l’Asilo di Suor Angela? Domani è un altro giorno, si vedrà! Adesso è il tempo di registrare il passaggio cruciale dell’acquisizione comunale contro la demolizione giudiziaria.

La convocazione
Su richiesta scritta e articolatamente motivata del sindaco Giovan Battista Castagna, il consiglio comunale o è stato convocato dal presidente, l’avv. Annunziata Piro per ieri, mercoledì 12 febbraio alle ore 15.00, presso la sede comunale provvisoria del Capricho, il primo passo prima di rimettere ogni decisone nuovamente nelle mani della magistratura. Un solo punto all’ordine del giorno: la “proposta di dichiarazione di prevalenza dell’interesse pubblico alla conservazione del complesso immobiliare acquisito al patrimonio comunale censito al foglio 10, p.lle n. 755 e n. 695, con destinazione certa, effettiva, e concreta a sede scolastica (scuola dell’infanzia), ai sensi dell’art. 31, c. 5, del d.p.r. n. 380/2001, in sostituzione del plesso scolastico “Ibsen” (codice anagrafe edilizia scolastica n. 0630190001) ubicato in via Principessa Margherita e classificato con esito “lettera E” come “edificio inagibile” nella apposita scheda Aedes”. L’edificio in questione è ubicato al confine tra Lacco e Casamicciola, nelle vicinanze dell’ex hotel La Pace. Un immobile per il quale è stato fissato dalla procura di Napoli l’abbattimento ne prossimi giorni.

“Il deliberato”
Con 8 voti favorevoli di “Per Casamicciola“, 1 voto contrario di “Casamicciola Sicura“ e 2 astenuti di “Rispetto per Casamicciola“ il consiglio delibera quanto segue:

di dare atto che la premessa è, unitamente alla scheda di verifica dell’Ufficio Urbanistica, parte integrante e sostanziale della presente deliberazione;

di esprimere la volontà della civica amministrazione di ritenere sussistente l’interesse pubblico alla conservazione dell’immobile per finalità concrete, serie ed effettive di destinazione a sede scolastica per l’infanzia, sottolineandosi ancora una volta che la preminenza dell’interesse pubblico, nel caso di specie, risulta incontrovertibilmente acclarata anche in relazione ai notevoli risparmi in termini di costi sia riferiti ai canoni di locazione sia derivanti dagli interventi occorrenti per la necessaria rimessa in efficienza dei plessi scolastici divenuti inagibili a causa del grave evento sismico del 21 agosto 2017, nonché in relazione agli oneri connessi al servizio di trasporto previsto dalla determina n. 13 del 15.01.2020;

di dare atto che risulta acquisito al patrimonio comunale il terreno e l’intero immobile, oggetto della richiamata ordinanza di demolizione: beni identificati in catasto al foglio 10, p.lle 755 e 695;

di stabilire che per le opere abusivamente eseguite ed acquisite al patrimonio del comune la destinazione d’uso impressa dal consiglio comunale come destinazione certa, concreta ed effettiva è quella di Sede scolastica per l’infanzia, in sostituzione del plesso scolastico “ibsen” (codice anagrafe edilizia scolastica n. 0630190001) ubicato in via principessa margherita e classificato con esito “lettera e” come “edificio inagibile” nella apposita scheda aedes;

di dichiarare in definitiva:
a) la prevalenza dell’interesse pubblico, concreto ed attuale, alla conservazione e non alla demolizione dell’immobile distinto in N.C.E.U. del comune di Casamicciola Terme, foglio 10, p.lle 755 e 695;
b) la destinazione certa, concreta ed effettiva del predetto immobile a Sede scolastica per l’infanzia, in sostituzione del plesso scolastico “ibsen” (codice anagrafe edilizia scolastica n. 0630190001) ubicato in via principessa margherita e classificato con esito “lettera e” come “edificio inagibile” nella apposita scheda aedes;
c) l’assenza di contrasto dell’immobile di cui sopra con rilevanti interessi urbanistici, ambientali e di rispetto dell’assetto idrogeologico;
d) la presente deliberazione immediatamente eseguibile ai sensi dell’art. 134, comma 4, del D.Lgs. n. 267/2000.

L’emendamento
Alla lettera C punto 5 viene aggiunto un punto 6 ed un punto 7
PUNTO 6
“Demandare all’UTC per valutare l’autoannullamento dei tre permessi a costruire di cui i possesso tenuto conto delle censure di illegittimità del giudice della esecuzione”.
PUNTO 7
“Demandare all’UTC di dare attuazione al presente deliberato per quanto di competenza, previa verifica degli esiti catastali dell’immobile acquisito e dei relativi attuali interessi“.
PUNTO 3
“ Al punto 3 dopo i numeri 3695 aggiungere : e successivi frazionamenti e/o la iscrizione nel catasto urbano con individuazione degli attuali proprietari nei cui confronti dovranno essere esperite le relative procedure“.

Tra Procura e Municipio, le circostanze hanno creato l’illusione di una asimmetria in grado di provocare esiti negativi per entrambe. Sono i dati dell’ordinanza di demolizione fissata in via drammatica per il 18 febbraio a creare la suggestione di una deriva che infine risulterà parallela e che coinvolge le due facce di una stessa medaglia lo Stato.
Tuttavia si tratta di realtà non paragonabili. La Procura dice di demolire e il comune di non farlo per dare il bene al pubblico patrimonio e, dunque, toglierlo comunque al privato.
Questi in ogni caso, a meno di non procedure legali o chissà cosa, non solo ha perso la casa, ma anche l’area di sedime. Il terreno che non gli verrà restituito come invece sarebbe stato con l’abbattimento. Però saranno risparmiati i costi della demolizione. Insomma lo Stato vince, il privato perde tutto, ma conserva una speranza. La dichiarazione di intenti c’è. Bisognerà, a questo punto, capire quanto potrà in atti e sostanza contro l’imponderabile svolgersi delle sentenze emanate dalla nostra magistratura. L’altro Stato! E le ruspe rombano ancora…

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