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Positivi, DAD e Scuola: che caos! Forio 1 dice no, Ischia 2 dice “ni”

A Forio non c’è trippa per gatti: si applica il decreto. A Ischia, invece, concessi solo 45 minuti di DDI. Nelle altre scuole, invece, la DDI è concessa su richiesta della famiglia

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Gaetano Di Meglio | Il vero caos che bisogna affrontare con le scuole durante la pandemia non è tanto la gestione del caso positivo o dei casi positivi, bensì le implicazioni che la quarantena e l’isolamento producono nella normale gestione dell’attività didattica.
Questo è un argomento che abbiamo già trattato, con molta attenzione, lo scoro mese di ottobre allorquando nacque il problema con gli studenti del Marconi di Ischia.

Portammo in evidenza quanto fosse poco giusto scegliere di non garantire la Didattica Digitale Integrata agli alunni, sani o asintomatici, impossibilitati dal COVID a frequentare la scuola. Una scelta questa, che è bene dirlo subito, non è prevista da nessun DPCM o da nessuna regola ma è regolata dai singoli istituti.
Sull’isola, è giusto dirlo, sono molti gli istituti (di ogni ordine e grado) che hanno già concesso ai singoli studenti e alle singole famiglie (ora vedremo anche perché è importante il ruolo delle famiglie) che hanno integrato il proprio piano formativo con la DDI (Didattica Digitale Integrata), ovvero la modalità organizzativa che alterna momenti in presenza e momenti online. La DDI viene quindi incontro da una parte alla necessità di socializzare e dall’altra a quella di mantenere il distanziamento durante l’emergenza Covid-19.

Prima di procedere, però, è necessario fare una premessa. La didattica a distanza è prevista solo in questo periodo di emergenza sanitaria e può essere applicata solo nell’ambito di questa emergenza sanitaria. Purtroppo, ci troviamo a fare i conti con una materia che non ha una norma di riferimento e che varia a seconda delle circolari ministeriali. Circolari che, tra l’altro, in Regione Campania non sono state neanche pubblicate.
La scelta della Didattica Digitale Integrata sull’isola è stata assunta dalla maggior parte dei 15 istituti scolastici ricadenti nell’ambito delle isole di Ischia e Procida. Una scelta, dove non assunta, che sta procurando molte polemiche come a Forio 1 e a Ischia 2.
La vicenda, però, con il passare del tempo e delle modifiche alle regole di ingaggio che abbiamo con il covid, inizia ad avere un impatto più “limitato” anche perché cambiano, appunto, le modalità di trattare i positivi al covid e i contatti diretti.
Come tutti sanno, la DDI scatta quando ci sono 3 casi in una classe. Questa è l’unica parte chiara della norma.

Certo, sarebbe auspicabile che i presidi isolani si possano coordinare e possano affrontare la vicenda con una maggiore condivisione e una maggiore unitarietà. Nel frattempo, è assurdo pensare che “Forio 1” dica no a priori e che, invece, “Ischia 2”, garantisca solo 45 minuti di DDI.
Situazioni che creano solo inutili divisioni e polemiche facilmente superabili.
Il momento particolare dell’anno scolastico, l’avvicinarsi della fine del quadrimestre e per i tanti studenti che restano in quarantena (per i vari motivi possibili) rende questa polemica più accesa di sempre. In verità, però, va anche detto che ci sono sia tanti docenti che riescono ad offrire la DDI anche con una semplice WhatsApp fregandosene delle mancate norme e anche che ci sono genitori che prima fanno polemiche con le scuole per avere la DDI e poi giustificano i figli quando non fanno i compiti perché sono “malati”.

Uno sforzo da entrambe le parti sarebbe la vera exit strategy che dovremmo adattare soprattutto perché in tutto questo “polemizzare” abbiamo degli spettatori che non comprendono troppe dinamiche: i nostri figli. E domani, quando ci chiederanno perché abbiamo svilito e sfilacciato il loro sacrosanto diritto ad imparare e ad avere gli strumenti giusti per affrontare il presente e il futuro, non avremo alibi e non avremo giustificazioni: saremo colpevoli e basta.

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