Ponte e Porto: mal comune, niente gaudio | #4WD

4WARD today di Davide Conte di Domenica 17 Novembre 2019

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La maggiore attenzione dell’amministrazione Ferrandino verso i danni del maltempo a Ischia Ponte rispetto alla Riva Destra non va interpretata come una mera disparità di trattamento tra le due zone dello stesso Comune, men che meno come la maggior attenzione che il locale circo mediatico e social è riuscito a scatenare sull’una e non sull’altra.

A mio modestissimo giudizio, il sindaco e i suoi hanno totalmente smarrito (ammesso lo abbiano mai avuto) il senso del controllo del territorio. Sembra quasi che le varie criticità vengano gestite secondo la logica del “’ngopp ‘u muort cantamm ‘a messa”, non con una vera e propria agenda politica che, al di là delle capacità maggiori o minori dei singoli componenti, sia in grado di analizzarle, gestirle e, magari, evitarle per tempo.

Bene ha titolato il nostro Direttore nell’edizione di ieri: la Riva Destra, al pari del Piazzale Aragonese e del Piazzale delle Alghe, è la nostra piccola Venezia. E proprio come i veneziani, novelli adirati dopo aver sopportato a lungo il fenomeno dell’acqua alta e vivendolo quasi come un ulteriore unicum attrattivo da offrire ai turisti, i nostri Concittadini letteralmente invasi dall’acqua nelle loro case e nelle loro aziende avrebbero ben più d’un motivo per ribellarsi, una buona volta, a una gestione di ciò che appartiene a tutti che -è il caso di dire- fa acqua da tutte le parti.

Nel 4WARD di tre giorni fa ho avuto modo di spiegare l’unica possibile soluzione per Ischia Ponte. Quanto alla Riva Destra (dove ieri sera, al rientro da un’ottima cena a base di stocco e patate preparati dal mitico Sandro Petti, ho dovuto “salvare” tre avventori di un ristorante della zona da una spiacevole passeggiata nell’acqua di mare), il tanto agognato escavo del porto rappresenterebbe il primo passo da compiere, per poi valutare -se ancora necessario- un sistema di pompaggio e canalizzazione lungo tutta l’area portuale interessata.

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