Il ruolo di un consigliere comunale di maggioranza non è quello di andare su change.org a raccogliere firme e sollecitare i cittadini come se fosse un semplice attivista digitale. Un consigliere ha una funzione ben più alta e decisiva: deve farsi interprete delle esigenze della comunità dentro le istituzioni, contribuire alla costruzione di percorsi politici, proporre atti, vigilare sull’operato della giunta e pretendere risposte.
un coro muto, un’associazione di persone chiamate ad approvare in silenzio, ad assecondare decisioni già prese, a legittimare con il voto ciò che altri hanno deciso altrove.
È questo, in fondo, il senso di un mandato elettivo: non la ricerca di consenso effimero sui social, ma la responsabilità di trasformare i problemi in soluzioni concrete attraverso gli strumenti della democrazia locale. L’iniziativa di Antonio Pisani, invece, tradisce il vero volto della maggioranza guidata da Giosi Ferrandino. Consiglieri che si limitano a giocare con le petizioni online, mentre il trittico della giunta — Giosi, Annalisa e Ignazio — tiene saldamente le redini del potere.
È l’immagine plastica di un sistema che non regge, dove il consiglio comunale appare svuotato di ogni funzione. Non un organo di indirizzo e di controllo, ma un coro muto, un’associazione di persone chiamate ad approvare in silenzio, ad assecondare decisioni già prese, a legittimare con il voto ciò che altri hanno deciso altrove.
Così il ruolo del consigliere comunale non viene solo svilito: viene annullato. Non c’è più spazio per la discussione, non c’è più possibilità di incidere, non c’è confronto sulle scelte che contano davvero.
In questo schema chi obbedisce tace, chi tace resta dentro, e chi resta dentro ha solo da aspettare che la linea del capo diventi ordine esecutivo. E se questo meccanismo marginalizza molti, finisce però per accontentare qualcuno: Ignazio e gli amici di Ignazio, beneficiari di un potere che si alimenta proprio di questa esclusione.
La petizione sulle ville storiche, dunque, non è solo un errore di valutazione amministrativa. È la spia di un malessere più profondo: il consiglio comunale ridotto a cornice, i consiglieri relegati a comprimari, la politica privata della sua missione più nobile, che è dare voce e prospettiva alla comunità.



