Pio Monte Dei Marinai: Procida chiede chiarezza

0

Leo Pugliese | Con la seduta straordinaria di ieri l’altro del civico consesso, la comunità Procidana all’unanimità, attraverso i suoi esponenti seduti in consiglio comunale ha deliberato quanto segue:

“nel 1617, su iniziativa degli armatori di bastimenti della marina mercantile di         Procida, venne istituito il “PIO MONTE DEI MARINAI”, ovvero un’associazione di mutuo soccorso composta dai proprietari di imbarcazioni e marinai di fede cattolica che si impegnavano a corrispondere “una quadra di parte dei guadagni” al fine di sostenere i marinai poveri e le loro famiglie e di riscattare quelli caduti prigionieri dei pirati;

che tale Ente venne ufficialmente riconosciuto dal Viceré del tempo con l’approvazione dello statuto costitutivo in data 12 aprile 1617 con tutti gli specifici assetti di funzionalità, durata e modalità di elezione e rinnovo del suo governo prevedendo, tra l’altro, l’acquisizione di immobili per i marittimi poveri, nonché la costruzione di una Chiesa in onore della Madonna della Pietà, San Giovanni Battista e San Leonardo, e fissando, infine, i criteri di esecuzione delle “opere di carità e le altre cose somiglianti”;

Che, al fine di scongiurare la sua soppressione, il Consiglio Comunale di Procida in data 19 settembre 1871 compilò e approvò un nuovo statuto organico del Pio Monte, successivamente su proposta  del Ministro degli Interni (Lanza), con Regio Decreto firmato da Vittorio Emanuele II Re d’Italia, composto da 45 articoli che definiva, all’art.1, il Pio Monte dei Marinai di Procida un’”Opera pia laicale di patronato esclusivo del ceto dei padroni, capitani e marinai delle diverse barche, feluche e tartane esistenti in quell’epoca”; precisando altresì che l’Ente aveva lo scopo, di dar vita ad opere di carità e beneficienza a favore di coloro che appartenevano al ceto marinaro e loro figli e congiunti ,e che oltre di eseguire pratiche di pietà e religione;

Che, successivamente alla stipula dei Patti del Laterano dell’11 febbraio 1929, con Regio Decreto del 18 maggio 1939 n.1199 venne dichiarato il suo prevalente scopo di culto e religione e quindi riconosciuto come “Confraternita Pio Monte dei Marinai”;

che, a seguito dell’accordo di revisione del concordato Stato-Chiesa del 1929, stipulato in data 18 febbraio 1984, la Repubblica Italiana emanò la legge del 20 maggio 1985 n.222 sugli Enti ecclesiastici civilmente riconosciuti, con la quale la Confraternita Pio Monte dei Marinai chiese, in quanto Ente Ecclesiastico già riconosciuto, l’iscrizione nel registro delle persone giuridiche presso il Tribunale di Napoli (n.264 del registro delle persone giuridiche) ai sensi dell’art.6 della su richiamata legge 222/1985, registro attualmente gestito dalla Prefettura di Napoli;

Sottolineato che da circa 50 anni il Pio Monte dei Marinai di Procida non viene amministrato da un governo ordinario eletto dall’assemblea generale dei marittimi, ma da un commissario nominato dalla Curia Arcivescovile di Napoli, sostituendo un commissario con un altro commissario, senza soluzione di continuità;

Rilevato che nel novembre 2018, a seguito della sottoscrizione di circa 1500 firme da parte dei marittimi procidani o loro congiunti e discendenti, nonché dal Sindaco in carica e da cinque Sindaci emeriti, e di diverse assemblee pubbliche, fu inviato All’Arcivescovo di Napoli la richiesta di una modifica condivisa dello Statuto del Pio Monte dei Marinai per adeguarlo ai tempi attuali e favorire la gestione ordinaria del Pio Sodalizio;

che a tal fine venne costituito un Comitato di Consulenza formato dal Sindaco e/o suo delegato nonché dagli ex sindaci presenti sul territorio e dai presidenti delle Associazioni marittime di Procida o loro delegati e da un rappresentante la civica Assemblea;

che in data 18 ottobre 2019, il Direttore dell’Ufficio Diocesano Arciconfraternite chiedeva al Sindaco di: “… voler trasmettere a questo Ufficio eventuali spunti e riflessioni che, a Suo parere, potrebbero assumere rilevanza ed essere perciò accolti nell’emanando nuovo testo statuario…” ritenendo che il Comitato in parola non avesse valore rappresentativo;

rilevato, viceversa, il pieno valore rappresentativo del suddetto Comitato stante altresì la partecipazione dell’Amministrazione comunale nella persona del Sindaco pro tempore;

DELIBERA

1)         di ritenere la suddetta premessa parte integrante del presente atto e di intraprendere tutte le attività necessarie con la Curia al fine di addivenire a una versione condivisa dello Statuto del Pio Monte dei Marinai di Procida, quale Associazione Pia Laicale, avente prevalente finalità di mutuo soccorso, beneficenza e solidarietà per il ceto marinaro di Procida nonché attività religiose, ai sensi dell’art.2 co. 2 della L222/1985, tenuto conto di quanto disposto dall’art. 16 della stessa legge.

2)         Ribadire ulteriormente “ad adiuvandum” il prevalente carattere di “Opera Pia laicale di patronato esclusivo del ceto marinaro di Procida”

3)         Ratificare le attività e le risultanze del Comitato e a delegare per tutto quanto sopra il Comitato composto dal Sindaco e/o suo delegato, il Presidente del Consiglio Comunale e/o suo delegato nonché gli ex Sindaci presenti sul territorio, dai Presidenti delle Associazioni marittime di Procida o loro delegati rappresentanti il ceto marinaro e un rappresentante civico dell’Assemblea dei cittadini.

4)         Inviare copia a Sua Eminenza Cardinale Crescenzio SEPE, Arcivescovo Metropolita di Napoli e ai componenti il Clero di Procida, la volontà unanime del civico consesso, massima espressione democratica della comunità procidana, precisata nel presente ordine del giorno, per dare continuità al lavoro finora svolto dalla Direzione Diocesana delle Arciconfraternite con il Comitato Pro-Pio Monte dei Marinari di Procida.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui